martedì 2 marzo 2021

Angelo Martucci: L’autismo credo che sia peggio di una ultramaratona

Matteo Simone 

Qualche anno fa Angelo, Atletica Marcianise, mi chiese dei consigli a seguito della pubblicazione del mio libro Ultramaratoneti e gare estreme: 

Vorrei scoprire il mondo delle ultramaratone. Mi potrebbe indicare un libro che mi possa aiutare, ad esempio gli allenamenti, alimentazione e altro. Grazie mille in anticipo. Saluti”.  

All’epoca gli diedi la seguente risposta: 
Che io sappia in giro ci sono libri che parlano della propria esperienza personale come i più forti ultrarunner, quali Michele Graglia, ecc. Gli allenatori sono poco propensi a consigliare e allenare per le ultramaratone. Si impara ascoltando e frequentando i più esperti, è importante entrarci gradualmente e non farsi  prendere dalla foga dei tanti chilometri e tante gare, meglio puntare a obiettivi di gare e fare un percorso graduale per arrivarci.
Per quanto riguarda gli allenamenti, bisogna fare tanti chilometri, bisogna abituarsi alla fatica e a superarla, per l'alimentazione, bisogna abituarsi a mangiare sempre e poco in allenamento e in gara, bisogna capire quello che il nostro organismo ha bisogno in gara, in gare lunghe il fisico ci sorprende ci richiede le cose più strane, anche birra e vino.
Importante è l'approccio mentale focalizzato sull'avanzare senza guardare il traguardo lontanissimo, vivere l'esperienza presente. Tutto ciò lo spiego anche in altri testi quali O.R.A. Obiettivi Risorse Autoefficacia; e ultramaratoneta, un'analisi interminabile scritto con Daniele Baranzini. Buona strada con attenzione”. 

E così che Angelo continua a documentarsi per pensare di mettere in cantiere una ultramaratona con una preparazione adeguata fisica, mentale e nutrizionale:
Grazie come sempre dei preziosi consigli … Saranno i miei prossimi testi da leggere. Guardo con estrema ammirazione tutti runner che riescono a percorrere tanti chilometri… Un giorno riuscirò, per ora non posso fare altro che documentarmi… A presto dottore… Grazie ancora”. 

È importante avere consapevolezza delle proprie possibilità e capacità ma soprattutto dei propri bisogni e sogni da voler cercare di trasformare in realtà e così che Angelo riesce a decidere di sfidare se stesso in una ultramaratona: 
Dopo aver letto i suoi libri e dopo aver considerato tantissime situazioni, domenica percorrerò le vie di ‘Scorrendo con il Liri’... la voglia di correre è tanta, la testa c’è, le gambe quasi, perché non ho mai percorso tanti km. Dottore grazie per la sua spinta anche se non ci conosciamo, stavo pensando da giorni di renderla partecipe di questa avventura… grazie mille”. 

Angelo raggiunge la consapevolezza di essere pronto a mettersi in gioco documentandosi e in formandosi su libri e atleti riesce a decidere di poter compiere uno sforzo prolungato per portare a termine una ultramaratona prevedendo sforzi e sacrifici ma cercando di non mollare come lui è abituato: 

La mia prima ultra è stata conclusa nel migliore dei modi… scorrendo con il Liri 7.49... grazie e saluti”. 


Tutto passa, si fanno programmi, si hanno sogni e bisogna impegnarsi mobilitando energie per portare a compimento proprie mete, obiettivi e sogni e nel 2019 Angelo porta a termine anche la 100km del Passatore dove riusciamo a incontrarci. 

Ma Angelo non si ferma qui, lui che è abituato a essere paziente e fiducioso, lui che è abituato a faticare e a non mollare, lui ora vuol portare avanti un altro progetto ambizioso molto utile per la causa di un’associazione di cui fa parte, di seguito le sue parole:

Da padre di un bambino autistico e da amante della corsa, mi è venuta l’idea di unire le cose ed è venuto fuori che il 19 marzo parteciperò ad una 24 ore, gara unita ad una raccolta fondi e per dare pubblicità alla nostra associazione, purtroppo siamo fermi già da un anno, non abbiamo potuto organizzare nulla di particolare per i ragazzi. Qualcuno dice che l’autismo è come una maratona, io credo che sia peggio di una ultra, il sacrificio che si fa durante una 24 ore è il sacrificio che le tante famiglie portano avanti, 24 ore su 24, 7 giorni su 7”. 


Ora tocca a noi aiutare Angelo e l’associazione che sostiene per la causa di tutti i ragazzi che non vogliono mollare ma hanno bisogno di andare avanti con fiducie e resilienza. Questo è lo sport che vogliamo senza troppa competizione ma con tanto benessere individuale e collettivo. 

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