venerdì 20 agosto 2021

Mimmo Iannotta: Il mio sogno è correre sempre in bici oppure a piedi

 Al momento sono interessato prevalentemente ai Trail 


In ogni momento possiamo capire quale sport possiamo praticare per continuare a sperimentare benessere e possibilmente performance. Le buone prestazioni confermano il nostro periodo di forma e ci caricano per continuare ad allenarci, faticare per ottenere successi confrontandoci con altri atleti. 

Mimmo Iannotta (ASD International Security S.) racconta la sua esperienza rispondendo ad alcune mie domande di un po’ di tempo fa. 
Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita? Si, quando vedevo le classifiche e contavo quante persone avevo superato. 
Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta? Ho iniziato in quarta elementare con la Pre-Atletica poi alle scuole medie con Atletica Leggera dove facevo salto in alto, corsa campestre e pallavolo. Poi alle scuole superiori ho continuato con la Pallavolo e Basket. Dai 20 anni ho iniziato a fare pesi in palestra e continuavo a fare Pallavolo e Basket. A 25 anni ho iniziato a fare WindSurf anche a livello agonistico e parallelamente facevo pallavolo e basket. Dai 29 ai 31 anni a causa del “matrimonio” ho smesso con lo sport e per non perdere peso facevo diete ferree. In questo periodo non riuscivo a mantenere il peso, sono arrivato ad ingrassare di 15Kg e non riuscivo a capire il perché. Fu a questo punto che mi rivolsi a medici specialistici che conosciuta la mia anamnesi, mi invitarono a ritornare a praticare sport. Da quel momento cioè da 32 anni non ho mai smesso di allenarmi tutti i giorni. A 35 anni ho iniziato con il ciclismo a livello agonistico praticato fino a 40 anni poi ho iniziato una breve parentesi di un anno di duathlon e ad oggi che ho 50 anni sono circa 9 anni che pratico solo podismo. Al momento sono interessato prevalentemente ai Trail e partecipo a poche gare su strada. Ti aggiungo che al momento a causa di una Tallonite sto meditando di ritornare a fare Mountain Bike, in quanto il tallone non lavora in bicicletta. 
Nello sport chi ha contribuito al tuo benessere o alla tua performance? Quando ho iniziato alle scuole elementari avevo un professore che considerava importante lo sport e mi ha fatto conoscere come gioco i salti e la corsa. Alle scuole medie ho avuto un professore di educazione fisica molto bravo e preparato che mi ha fatto provare tutte le discipline dell’atletica leggera, Corsa e corsa ad Ostacoli, Salti in Alto e Lungo, Lancio del Peso e del Giavellotto. Poi da allora non ho avuto più allenatori degni di nota, ma mi sono allenato da solo basandomi sulla mia determinazione e voglia di conoscenza del funzionamento del corpo umano ma soprattutto della psicologia che lo governa. 

A volte si incontrano bravi insegnanti e professori di educazione fisica che hanno passione e intenzione di dedicarsi agli allievi per coinvolgerli e stimolarli in pratiche sportive per divertirsi e per cercare di trovare passione e motivazione per appassionarsi e migliorarsi nel tempo cercando di raggiungere eccellenti risultati. 
La gara della tua vita dove hai sperimentato le emozioni più belle? Tutte le gare hanno una storia a sé… ma nel Dicembre 2007 ho vinto il campionato regionale master di Ciclocross e questa è stata per me una bella emozione, ero consapevole di aver vinto già da alcuni giri, ma non ho mollato fino alla fine. Poi successivamente alla morte di mio padre partecipando a una gara di minore importanza dopo 6Km i più forti hanno mollato e mi sono trovato solo alla testa della gara i Km erano 10 e gli ultimi 4Km li ho fatti tutti piangendo immaginando che mio padre che mi stava vedendo… al traguardo gli ho dedicato la vittoria. Anche durante la maratona di Latina ho avuto belle emozioni perché’ verso la fine della gara sotto la pioggia nelle campagne incontravi i contadini che ti incitavano e sostenevano e ti chiedevi a cosa era dovuto tutto questo affetto. A settembre dell’anno scorso ho partecipato ad una SkyMarathon una gara di quasi 7 ore che si svolge per lunghi tratti sopra quota 2000m da qui il nome Sky, durante questa gara prendi consapevolezza del tuo corpo e della potenzialità che hai nel superare sempre i tuoi limiti che molto spesso sono solo mentali. 

Le gare sono grandi opportunità di mettersi in gioco e di fare viaggi anche dentro se stessi alla ricerca di se stessi ma anche di persone che non ci sono più, pensando e immaginando di confrontarsi ancora una volta con loro. 
Al Campionato Regionale Ciclocross della Campania svoltosi a San Salvatore Telesino (BN) il 23 Dicembre 2007 Mimmo si classifica 3°Assoluto e Campione Regionale M3. 
Quale è stata la tua gara più difficile? Le gare difficili sono quelle in cui ti sopravvaluti così tanto che parti forte e poi devi distruggerti per finirla, normalmente queste solo le gare in cui rimani deluso della tua performance. 
Qual è una tua esperienza che ti possa dare la convinzione che ce la puoi fare? La Sky Marathon. 

Già la maratona diventa una gara sfidante che richiede un congruo periodo di preparazione psicofisica, nutrizionale, dal punto dell’abbigliamento tecnico. La maratona sky a maggior ragione è molto più impegnativa in quanto richiede uno sforzo superiore dal punto di vista fisico, richiede più ore per portarla a termine per la difficoltà del percorso, richiede più attenzione nel focalizzarsi lungo il percorso da seguire e monitorando se stessi ma anche le condizioni climatiche. 
Quali sono le difficoltà e i rischi? A cosa devi fare attenzione nel tuo sport? Come difficoltà la mancanza di tempo, rischi sono gli infortuni e devo fare attenzione alle cadute accidentali nel fuoristrada perché mi alleno da solo. 

Coltivare una passione richiede prima di tutto il tempo a disposizione da dedicarci, inoltre la cura della propria persona, l’abbigliamento tecnico, trovare le condizioni idali per allenarsi dal punto di vista motivazionale, del percorso, del clima, degli amici. 
Quali condizioni ti hanno indotto a fare una prestazione non ottimale? Mancanza di allenamenti specifici e sopravvalutazione del mio potenziale. 

Sarebbe importante saper definire bene gli obiettivi, che siano graduali, progressivi, sfidanti ma non impossibili e studiare un piano di allenamento fattibile che possa portare a un miglioramento della prestazione. 
Cosa ti fa continuare a fare sport? La voglia di divertirmi e sfidare me stesso. 

Lo sport è fatica ma anche divertimento, è sfida con se stessi e con altro, è mettersi in gioco e fare esperienza. 
Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni? Determinazione e credendo che il corpo umano è una macchina perfetta in grado di rigenerarsi e ripararsi, per questo motivo non uso farmaci. 

Tutto si sistema, tutto cambia, c’è sempre possibilità di ripresa, di rimettersi in gioco, di rifarsi, ricercare stimoli e sfide con energie rinnovate. 
Un messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarli allo sport? Fate sport da giovani che da adulti e, a maggior ragione, da vecchi bisogna fare i conti con gli infortuni. 

Certo da giovani sarebbe meglio dedicarsi alla pratica di uno sport per giocare, conoscersi, svagare, competere, man mano che si cresce entrano in gioco problemi di tempo, familiari e lavorati, problemi fisici dovuti a usura. 
C’è stato il rischio di incorrere nel doping? Un messaggio per sconsigliarne l’uso? Durante la parentesi ciclistica ne ho avuto la tentazione ma non ho ceduto. Poi penso che in giro ci sono tanti che non fanno uso di sostanze vietate ma che abusano di tutto quello [Vitamine ed Integratori] che ne migliorano le performance 

In effetti molti atleti soffrono la pressione e il giudizio di altri che non li ritengono forti e bravi e possono essere tentati a raggiungere risultati in modi che ritengono più facili ma che poi risultano essere dannosi al fisico, alla mente, alla reputazione, agli amici e familiari che li circondano, risultano segnati a vita  e devono subire insulti a vita, meglio lasciar stare e allenarsi fino dove si può senza pretese accontentandosi di quello che si riesce a fare e apprezzano anche i minimi miglioramenti. 
Familiari e amici cosa dicono circa il tuo sport? Mi aiutano nella mia passione…  
Cosa hai scoperto di te stesso nel praticare attività fisica? Che sono nato per fare sport all’aria aperta. 
Riesci ad immaginare una vita senza lo sport? Purtroppo No, in quanto ho avuto una parentesi spontanea di due anni senza sport e stavo malissimo fisicamente e psicologicamente. 

A volte gli atleti sperimentano così tanti benefici nella pratica di uno sport che non riescono farne a meno, diventa quasi una dipendenza. 
Ritieni utile la figura dello psicologo nello sport? Per quali aspetti e in quali fasi? Ritengo molto utile tale figura sia per aumentare la propria autostima, che nelle tecniche di gara e come affrontare le sconfitte, ma soprattutto nel conoscere se stessi e i propri avversari. 

In effetti lo psicologo può diventare un alleato dell’atleta e uno strumento per incrementare autoconsapevolezza nelle proprie potenzialità, capacità, qualità, e anche per sviluppare autoefficacia e resilienza, modulando sempre piani e programmi per raggiungere e mete e obiettivi sfidanti. 
Prossimi obiettivi? Sogni da realizzare? Fare sport finché posso, ho paura di fermarmi a causa di infortuni, il mio sogno è correre sempre in bici oppure a piedi. 

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