martedì 23 agosto 2022

Erminia Selva: Maratona di Roma, la gratificazione più grande che io mi sia data!

 Stavo così bene che non mi è sembrato di correre per poco più di 4 ore!
Matteo SIMONE
 

Alcuni anni fa, precisamente l’11 dicembre 2019, Erminia descriveva il suo sogno in risposta alla mia domanda:

Prossimi obiettivi? Sogni da realizzare?Prossimo obiettivo la maratona! Spero Roma 2020! Ritengo sia giunto il momento giusto per affrontare e provare a conquistare la mia prima regina, e la scelta non poteva essere che Roma Caput Mundi!”.
Purtroppo a causa del Covid, la maratona è stata annullata ed Erminia ha dovuto rinunciare per il momento al suo sogno, di seguito Erminia racconta come ha proseguito del raggiungimento del suo obiettivo, dopo averla incontrata in una gara a Noci.
Come stai? Come è andata la maratona di Roma? Ciao molto bene grazie! La maratona di Roma è stata la gratificazione più grande che io mi sia data! Perseguire questo obiettivo rimandato di due anni proprio a causa della pandemia mi ha aiutata a essere focalizzata su qualcosa di solo mio, per me. Senza quel solito senso del dovere che di solito mi accompagna quando faccio qualcosa più per gli altri che per me! Ho apprezzato ogni singolo allenamento, e ognuno consolidava in me la certezza che sarebbe stata un successo, personale s'intende! Non ho mai temuto di non farcela, ero pronta… e quei 42 km sono stati i più veloci della mia vita! Stavo così bene che non mi è sembrato di correre per poco più di 4 ore!
 
Erminia non ha perso di vista il suo obiettivo, ha reagito accettando l’avversità contingente e congelando il suo obiettivo ma continuando ad allenarsi per farsi trovare pronta nel momento opportuno e così il 27 marzo 2022 ha portato a termine la sua prima maratona felicemente e resilientemente con il crono di 4h25’31”.
Nel mio libro “Maratoneti e ultrarunner. Aspetti psicologici di una sfida” (Edizioni Psiconline) scrivo le seguenti parole: “La maratona, oltre a essere una prestazione sportiva agonistica, è un’esperienza. Percorrere una maratona non significa solamente cercare di vincere, cercare di fare la performance della vita, cercare di fare il record personale. Percorrere una maratona significa anche fare un’esperienza e cioè organizzarsi per partire, per andare in un posto, mettersi d’accordo con i compagni di viaggio, con gli eventuali amici da incontrare nel luogo della maratona. L’esperienza maratona significa sperimentare l’alimentazione pregara, preoccuparsi del tempo atmosferico, pensare all’abbigliamento adatto. L’esperienza maratona comprende la possibile partecipazione agli eventi collaterali, il presentarsi alla partenza, osservare e prestare attenzione al territorio che si attraversa, ai colori, alle abitazioni, ai corsi d’acqua, alla gente lungo il percorso, soprattutto ai bambini che applaudono e che aspettano che gli batti il ‘cinque’ con il palmo della mano.”
  
Di seguito, approfondiamo la conoscenza di Erminia (A.S.D. 'Correre è salute) attraverso risposte ad alcune mie domande di qualche anno fa.
Ti sei sentita campionessa nello sport almeno un giorno della tua vita?Io mi sento campionessa ogniqualvolta durante un allenamento o gara riesco a superare il risultato precedente! Nel senso che riesco a fare più ripetizioni nello stesso tempo, corro più veloce il km o quando aiuto chiunque mi circondi in quel momento anche solo sorridendogli o con una pacca, un gesto qualunque di solidarietà!
Quale tua esperienza ti può dare la convinzione che ce la puoi fare?Non l'esperienza, ma la consapevolezza che ho raggiunto di me stessa.”
 
Lo sport aiuta a fissare obiettivi minimi da superare un po’ per volta alzando gradualmente l’asticella e incrementando sempre più la consapevolezza di sé, delle proprie capacità e possibilità, proprie caratteristiche e risorse personali.
La gara della tua vita dove hai sperimentato le emozioni più belle?Ogni gara è un bel ricordo ma la gara del cuore devo ancora affrontarla! Ad oggi non riesco a sceglierne una!
Quali fattori e persone contribuiscono nello sport al tuo benessere e/o performance?Per quanto riguarda il running non ho un coach, seguo le direttive dei più esperti. E mi documento personalmente seguendo pagine, canali, coach dedicati. Potrei affermare con certezza che io sono il mio motivatore, tutto parte da me, sono in perenne competizione in primis con me stessa!”.
 
Lo sport può essere considerato una grande famiglia dove ci si confronta e si condividono allenamenti, fatiche, gare, partenze, arrivi.
Qual è stato il tuo percorso per diventare atleta?
Fino alle scuole superiori io non ho mai fatto una sola lezione di educazione fisica. Non perché non mi piacesse in realtà ma piuttosto per altri tabù personali, sono piccola di statura e non sono mai andata a scuola con scarpe basse quali appunto quelle sportive e con la tuta. Non mi accettavo, quindi ero convinta fosse qualcosa di impraticabile per me, poi mi sono iscritta all'università, ero pendolare e farlo con scarpe scomode era faticosissimo, così ho iniziato ad usare gli anfibi e ho visto che nessuno mi scherniva, anzi ricevevo anche apprezzamenti, quindi decisi che dovevo migliorarmi, così mi sono iscritta in palestra. La mia prima attività è stata lo spinning, ho corso per la prima volta in un pomeriggio primaverile del 2012, avevo bisogno di una scusa, l'esame di diritto amministrativo proprio non avevo voglia di ripeterlo! Così mi armai di cuffiette e provai qualcosa che non aveva mai sfiorato, neanche lontanamente, la mia mente. (Ancora ricordo l'espressione incredula di mia madre!) Percorsi, così, i miei primi 7 km tra le vie del paese.  Da quel giorno, entusiasta dell'esperienza, non mi sono più fermata seppure per anni non sia stata costante. Ho provato altre discipline: walking, super jump, qui la svolta! La mia istruttrice di super jump ‘Sonia’ mi motivava alla grande, andammo a Roma ad un meeting e provai una lezione di cardio e functional  training, fu passione a prima vista! (Tutto ciò in concomitanza al running, mio primo amore assoluto.) Così adesso mi divido tra allenamento funzionale/spartano e running, trial running. Non riuscirei più a farne a meno, nei giorni di allenamento tutto il resto è cadenzato in base a quello, la mia scala delle priorità è nettamente cambiata!
 
Lo sport aiuta a cambiare fisico e mente, ci si trasforma con allenamenti e con tanta fiducia in sé stessi e si cerca di migliorare sempre di più dal punto di vista atletico e relazionale.
La tua gara più difficile?La gara più difficile è stata la mezza maratona di Trani. Indossavo per la prima volta le calze a compressione (lo so, pessima idea fare esperimenti in gara, l'ho imparato a mia spese), dall'11° km le mie gambe diventarono pesantissime, sentivo pulsare forte all'altezza del ginocchio, rallentai drasticamente il passo, lo alternavo al walking ed intanto la testa mi lasciava... ero furiosa, dolorante, esasperata, ma dovevo arrivare al traguardo, neanche per un secondo ho pensato di mollare. Arrivai. Ma triste. Quella gara l'avevo preparata.

Lo sport aiuta a darsi priorità, mete e obiettivi; insegna a crederci nonostante imprevisti e criticità lungo il percorso.
Quali sensazioni sperimenti facendo sport: pre-gara, in gara, post gara?
Quando corro io sono Libera. E' questa la sensazione perché nella vita di tutti i gg realmente non lo siamo al 100%... c'è sempre qualcosa e/o qualcuno che ci condiziona invece quando corro sono solo Io, dipende tutto da me! Questo sport ‘colma’ le mie lacune, ‘cura’ le mie ferite ed ‘esalta’ i miei momenti di gioia e serenità.”
Quali sono le difficoltà e i rischi nel tuo sport? A cosa devi prestare attenzione?L'infortunio è sempre dietro l’angolo presto attenzione alla postura, alla corretta esecuzione e provo ad ascoltare le esigenze del mio corpo.”
Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni?Mi sono infortunata lievemente solo 1 volta per fortuna.”
 
Nello sport non sono tutto rose e fuori m si incontrano difficoltà e imprevisti da accettare, gestire, superare con pazienza e fiducia rimodulando piani e programmi.
Un messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarsi allo sport?Più che con le parole i ragazzi vanno motivati con l’esempio dovrebbero andare nei centri sportivi e vedere con i propri occhi come ci si allena, la familiarità che si crea nel pre e post allenamento l'esultanza di chi riesce a far bene dopo mille tentativi penso che il sorriso soddisfatto o la tenacia nel vedere un atleta provarci e riprovarci siano messaggi molto più motivanti.”
 
C’è tanto bisogno di sposare ragazzi e adulti da zone di troppo confort e indirizzarli verso l’aria aperta o campi e luoghi dove si pratica sport al coperto o all’aperto apprendendo dall’esperienza.
C’è stato il rischio di incorrere nel doping? Un messaggio per sconsigliarne l’uso?Per quanto mi riguarda è un rischio che non corro, ho timore degli effetti collaterali che possono provocare e poi sono contraria per principio. Io mi nutro di endorfine più mi alleno più ne produco e più ho voglia di farlo!”.
Ritieni utile lo psicologo dello sport? Per quali aspetti ed in quali fasi?Ritengo utile questa figura professionale in ogni settore quindi anche nello sport soprattutto perché è molto facile che la passione si trasformi in ossessione con tutte le conseguenze che ne derivano tra cui appunto il doping l'eccesso di attività fisica inevitabilmente porta a traumi psicofisici bisogna poter prevenire questo effetto deleterio.”

E’ sempre bene coltivare una motivazione interna, una passione che porta a fare sport senza barare e senza scorciatoie sperimentando gioia e felicità nonostante la fatica senza per forza vincere o andare a premi.
Familiari e amici cosa dicono circa il tuo sport?
Mia mamma dice che non dovrei praticare il funzionale perché mi sta rendendo troppo massiccia, in realtà ha paura e si scandalizza quando le faccio vedere orgogliosa i calli che scoppiano come fossero trofei! Nella corsa invece ho l'appoggio di tutti perché non possono negare la felicità che mi pervade ogni volta al ritorno da un uscita! L'asd 'Correre è salute' è da circa 3 anni il mio team e da quando ne faccio parte ho iniziato a gareggiare, senza pretese di tempi ma per il solo scopo di divertirmi, conoscere gente che condivide la mia stessa passione e tornare a casa con un ricordo in più da custodire."
Cosa hai scoperto di te stessa nel praticare attività fisica?Ho scoperto che sono forte più di quanto abbia mai creduto anzi ho il rammarico di non aver iniziato prima, di non essere stata spinta nel farlo anzi potessi fare di questa passione il mio lavoro lo farei!”
 
Attraverso lo sport si fanno scoperte illuminanti, ma bisogna valutare sempre quello è bene per gli atleti senza strafare e senza troppe pretese per non essere troppo dipendenti e ossessionati.
Un messaggio per le ragazze del mondo?
Alle ragazze direi di imparare a riconoscersi da subito, a fare un lavoro su di sé per raggiungere la consapevolezza di quel che valgono e vogliono per realizzarlo il prima possibile, senza alcun condizionamento esterno. Io ci sono arrivata tardi, ho sprecato un decennio, forse più, a rimuginare, a non considerarmi come avrei dovuto... ora non è tardi perché l'età media è aumentata, ma quel tempo l'ho perso, è nessuno può ridarmelo.”
 
Erminia ha maturato tanta consapevolezza attraverso lo sport e credo che per lei il meglio debba ancora venire con tanti obiettivi e sogni da trasformare in realtà.
Come ti vedi a 50 anni?Mi vedo così come sono ora! Magari mamma! Con sogni realizzati e nuovi da realizzarne!
 
Matteo SIMONE
380-4337230 - 21163@tiscali.it
Psicologo, Psicoterapeuta

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