Bisogna essere in grado di
sopportare la pressione e la tensione
Michele Fontana correva con l’Atletica Lecco Colombo Costruzioni, la sua specialità è il Cross e m. 5.000, nel 2006 vince il titolo di Campione Italiano Cadetti m. 2.000 mentre nel 2009 vince il titolo Campione Italiano Juniores m. 5.000. Dal 2011 è un atleta del Centro Sportivo Aeronautica Militare e proprio in quell’anno vince il titolo di Campione Italiano Promesse m. 1.500 sia indoor che all’aperto. Nel 2012 vince il titolo di Campione Italiano Under 23 di Cross.
Nel 2013 è Vice Campione Italiano Assoluto m. 5000 e si classifica ottavo Under 23 agli Europei di campestre. Dal 2016 è allenato da Andrea Bellò. Di seguito i suoi Personal Best: 21/05/2011 Gavardo 1.500 in 3:43.14; 03/07/2013 Nembro 3.000 in 8:01.84; 16/07/2017 Ninove 13:58.82.Ha indossato la maglia azzurra nel 2013 a luglio ai Camp. Europei U23 in Tampere (FIN), a dicembre agli Europei Cross in Belgrado (SRB), a dicembre del 2017 ai Campionati Europei di Cross in Samorin (SVK). Nel 2018 si classifica 3° al Campionato Italiano di Cross in Gubbio.
Di seguito approfondiamo la conoscenza di Michele attraverso risposte ad alcune mie domande di un po’ di anni fa.
Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “Si, mi sono sentito forte in alcune gare, ma non mi sono mai definito un campione, perché credo che la strada che porti ad essere dei veri campioni è ancora lunga.”
E’ lunga la strada per diventare campioni, si devono attraversare periodi di allenamenti, di crisi, di infortuni, di rinascita, che fanno riflettere su ste stessi, fanno incrementare la consapevolezza delle proprie capacità, caratteristiche, risorse e fanno sviluppare sempre più resilienza.
E’ lunga la strada per diventare campioni, si devono attraversare periodi di allenamenti, di crisi, di infortuni, di rinascita, che fanno riflettere su ste stessi, fanno incrementare la consapevolezza delle proprie capacità, caratteristiche, risorse e fanno sviluppare sempre più resilienza.
In che modo lo sport ha contribuito al tuo benessere? “Direi abbastanza, mi ha sempre dato grandi soddisfazioni ed emozioni belle.”
Cosa mangi prima, durante e dopo una gara? “Prima di una gara cerco di non esagerare mai sui condimenti cercando di mangiare il più possibile semplice, magari con una pasta o un riso in bianco. Comunque qualcosa di leggero. Nel dopo gara diciamo che non ho mai un gran appetito e cerco sempre di mangiare qualcosa di semplice.”
Lo sport praticato con passione,
regala davvero belle sensazioni ed emozioni, fa fare grandi esperienze, fa
incontrare bella gente che condividono passione, ideali, valori.
Come hai scelto il tuo sport? “Da piccolo mia sorella correva e grazie ai giochi sportivi studenteschi ho visto
che avevo delle qualità e mi piaceva correre, e fare uno sport singolo mi dava
tanto.”
Hai
dovuto lasciare uno sport a causa di studio o lavoro? “Ho lasciato il calcio per la corsa a 12 anni e ne sono felice anche se amo
anche il calcio, la corsa ha qualcosa in più.”
Prima o poi si trova
uno sport che appassiona, è importante avere dei modelli di riferimento, ad
esempio in Kenya ci sono tanti modelli di riferimento che primeggiano e
diventano campioni e recordman, in Italia un po’ di meno ma è sufficiente una
bella prestazione di un familiare, un amico, un conoscente un personaggio pubblico per contagiare, poi il resto viene
da solo e se si ha talento prima o poi viene fuori e si tratta di coltivarlo
nel tempo senza fretta ma con cura e attenzione.
Nel tuo sport quali sono difficoltà e rischi? A cosa devi fare attenzione? Quali abilità bisogna allenare? “Ci
sono diversi rischi, prima di tutto gli infortuni (nel momento migliore della
mia carriera mi sono fatto male ai tendini e ho subito due interventi). Bisogna
essere in grado di sopportare la pressione e la tensione, che fa parte del
nostro essere atleti agonisti, e come abilità direi la pazienza e la
perseveranza.”
Lo sport non solo da ma
anche toglie, a volte gli infortuni tolgono l’atleta dagli allenamenti e dalle gare,
a volte non si sa quanto tempo bisogna star fermi e restare a guardare, è
importante stare nel momento presente con quello che c’è, con le risorse
residue pronti a rimodulare obiettivi e saper aspettare da una parte
accettando e dall’altra prendendo in mano le redini della propria vita
facendosi aiutare, sostenere, supportare.
Come hai
gestito eventuali crisi, sconfitte, infortuni? “Per
due anni e mezzo sono stato praticamente infortunato e solo ora sto vedendo la
luce in fondo al tunnel, ho imparato ad essere positivo, vivere giorno per
giorno, con la consapevolezza di poter dare ancora tanto! Ho sempre creduto in
ciò che faccio, ho sempre lavorato sodo anche da infortunato perché tutto poi
ritorna. La mia parola d'ordine in questi mesi è stata crederci. Solo così ho
trovato le motivazioni per rincorrere i miei sogni.”
La tua gara più
difficile? “Una con un enorme dolore ai tendini,
avevo provato a curarmi ma le cose non sono andate bene, correvo senza riuscire
a spingere, pensavo che era una grande umiliazione perché non riuscivo a
correre forte, è stata una dura esperienza.”
E’ importante conoscersi bene anche attraverso l’esperienza partecipando a competizioni anche internazionali e impegnative dove tocca superare avversità anche climatiche o ambientali.
Quali condizioni fisiche o ambientali ti hanno indotto a fare una prestazione non ottimale? “Patisco molto il caldo, soprattutto se devo correre con il sole che picchia
costantemente, in inverno non amo il fango nelle campestri ma per
caratteristiche mie personali.”
Hai sperimentato
l’esperienza del limite nelle tue gare? “Siamo spesso al limite perché è
proprio questo che ricerchiamo in allenamento per poi ottenere in gara.”
Quali
sono i tuoi pensieri in allenamento e/o gara? “Mi concentro molto su me stesso,
penso che ce la posso fare, che mi sono impegnato e posso ottenere ciò che
voglio.”
Attraverso lo sport si sperimentano sensazioni ed emozioni uniche e intense soprattutto quando si rappresenta una squadra e a maggior ragione quando si rappresenta la propria nazione soprattutto in contesti internazionali e quando gareggi in casa dove il predominio comunque è africano e arrivare primo degli italiani dà una carica in più che dura negli anni e che va tenuta ben memorizzata nel cuore, nel corpo e nella mente per ricordare i momenti migliori che possono sempre ritornare se siamo fiduciosi e continuiamo a impegnarci,
Attraverso lo sport si sperimentano sensazioni ed emozioni uniche e intense soprattutto quando si rappresenta una squadra e a maggior ragione quando si rappresenta la propria nazione soprattutto in contesti internazionali e quando gareggi in casa dove il predominio comunque è africano e arrivare primo degli italiani dà una carica in più che dura negli anni e che va tenuta ben memorizzata nel cuore, nel corpo e nella mente per ricordare i momenti migliori che possono sempre ritornare se siamo fiduciosi e continuiamo a impegnarci,
La gara dove hai sperimentato le emozioni più belle? “Devo dire la verità non ne ho una in
particolare, ricordo con emozione la coppa Italia e i titoli italiani sui 1500
nel mio primo anno in A.M. e poi l'ottavo posto ai Campionati Europei di Cross
a Belgrado e le gare successive: il Campaccio e la 5 Mulini dove sono sempre
stato il primo italiano, per me erano delle gare di casa e il calore della
gente non lo dimenticherò mai!”
Il vero campione è colui che sa stare non solo
nella performance ma anche nell’attesa della risoluzione della crisi o
dell’infortunio, le vere risorse non sono solo potenza, resistenza, elasticità ma
anche attesa, pazienza, elaborazione, convinzione e soprattutto tanta resilienza
nel prendere in mano le redini della propria vita con nuovi obiettivi e nuove
direzioni.
Un’esperienza che ti
può dare la sicurezza di potercela fare nello sport o nella vita? “Gli
ultimi anni per il dolore ai tendini ho provato di tutto fino a dover andare
sotto i ferri e non poter correre per un anno quasi, in questi anni ci sono
stati dei momenti bui e di sconforto, ma ho sempre guardato avanti e ho sempre
continuato a sognare, come mi piace dire: ho tenuto la fiamma accesa dentro di
me e sono pronto a ritirarla fuori. Questo è una cosa che mi ha insegnato
quanto si è fortunati quando si sta bene fisicamente, che se c'è la salute i
risultati con pazienza arriveranno basta crederci sempre e costantemente perché
i periodi negativi arrivano per tutti ma è molto importante come si vivono.”
In ogni cosa che si fa bisogna crederci prima di tutto e poi bisogna impegnarsi con attenzione focalizzandosi in quello che si fa non tralasciando nessun dettaglio che potrebbe essere determinante nella riuscita dei propri intenti.
Quali meccanismi psicologici ti aiutano nello sport? “Ho sempre cercato di concentrarmi su me stesso, cercando di ottenere il meglio
dalle mie qualità. Il nostro è uno sport individuale, dove soltanto con il
nostro impegno è la nostra determinazione a portarci lontano. Io nel mio
piccolo ho sempre creduto di avere delle qualità e ho cercato di tirarle fuori
anche se non sempre è facile riuscirci.”
Cosa hai scoperto di te stesso nel praticare
sport? “Il mio sport mi ha fatto capire che
quando ci tengo a una cosa faccio di tutto per ottenerla, non mi piace
mollare, sono istintivo e testardo, con il tempo sono riuscito a diventare
paziente e credere in ciò che faccio.”
Michele sembra essere in una botte di ferro, sereno e consapevole che la sua passione la può condividere con le persone che gli stanno vicino che comprendono e sostengono.
Michele sembra essere in una botte di ferro, sereno e consapevole che la sua passione la può condividere con le persone che gli stanno vicino che comprendono e sostengono.
Familiari e amici cosa dicono circa il tuo sport? “Devo ringraziare tanto la mia
famiglia, i miei genitori e le mie sorelle mi hanno sempre sostenuto e seguito,
per me è stato fondamentale e ogni successo lo dedico un po’ a loro. La mia
fidanzata fa il mio stesso sport al mio stesso livello, questa la considero una
fortuna perché con semplici sguardi mi capisce e non ho bisogno di spiegargli i
miei stati d'animo e le mie sensazioni perché lei sa come starmi vicina. I miei
amici mi hanno sempre capito, i sacrifici che ho fatto non sono mai stati un
peso per me neanche da più piccolo perché i miei amici li hanno sempre capiti e
non mi hanno mai fatto pesare le mie assenze.”
Dietro l’atleta ci sono tanti pensieri, dubbi, perplessità ma anche tante persone disposte ad aiutare, sostenere, consigliare, supportare.
Dietro l’atleta ci sono tanti pensieri, dubbi, perplessità ma anche tante persone disposte ad aiutare, sostenere, consigliare, supportare.
Cosa e quali persone hanno contribuito al tuo benessere nello sport o alla tua performance? “In primis la mia famiglia, che non smetterò mai di ringraziare, la mia fidanzata
che anche lei è un atleta, ringrazio il mio primo allenatore per avermi portato
nell'atletica che conta e il mio allenatore attuale per farmi apprezzare ogni
risultato e soprattutto per farmi crescere in ogni aspetto, ma per ultimo
ringrazio me stesso perché sono sempre rimasto un instancabile sognatore, e poi
tutti i compagni di allenamento che ho incontrato in questi anni che sono per
me dei veri amici. Per concludere mi piacerebbe ringraziare il mio Gruppo Sportivo
formato da uomini e donne che oltre ai risultati sportivi guardano ai valori
umani delle persone, cosa che non ritengo mai scontata.”
Ti va di descrivere un episodio curioso della tua attività sportiva? “Un episodio curioso, non saprei potrei
descrivere un bellissimo momento ad un campionato europeo in Slovenia in cui
tutta la mia famiglia è venuta o sostenermi con una bandiera enorme con scritto
Fontana, per me è stata una doppia emozione.”
Anche
nello sport si mette in conto la ciclicità dell’esperienza che non è mai piatta
o scontata ma prevede fatica e gioia, attivazione e riposo, tensione e
rilassamento, vittorie e sconfitte; ma tutto passa, tutto cambia è importante
focalizzarsi nel momento presente e capire cosa si può fare nel miglior modo
possibile apprendendo dall’esperienza.
Quali
sensazioni sperimenti nello sport (allenamento, pre-gara, gara, post-gara)? “Nello sport esistono tantissime
emozioni e sensazione, anche molto contrastanti fra di loro, perché nella vita
di un atleta ci sono periodi positivi e periodi meno, quindi nei diversi
periodi si hanno diverse sensazioni che possono essere: soddisfazione,
emozione, sconforto, tensione, rilassamento, agitazione, frenesia, ansia,
positività, concentrazione, carica, tranquillità e molte altre; la cosa bella
dello sport è che regala un altalena di emozioni.”
Il doping è una forte
tentazione e a volte diventa un cancro dello sport, bisogna avere solidità ed
essere circondati da persone con valori e ideali che non istigano ma che
sostengono e supportano anche nei momenti dove non si è in piena forma.
Hai rischiato di incorrere nel doping? C’è
un tuo messaggio per sconsigliare il doping? “No,
per me è una cosa veramente lontana. Ho sempre vissuto in un ambiente sano dove
non si è mai parlato di scorciatoie. Il doping è per me sinonimo di grande
ignoranza, lo sport ha dei valori limpidi e sinceri e non c'è spazio per
persone che vogliono fare i furbi. Purtroppo è una grossa piaga nel nostro
sport, ma le soddisfazioni più grandi si ottengono solo con le proprie forze.”
Lo sport fa apprezzare il
valore della fatica che con il tempo diventa amica perché solo
faticando duramente si raggiungo obiettivi, mete e sogni ambiti, difficili,
sfidanti ma non impossibili.
Riesci a
immaginare una vita senza sport? “Non riuscirei mai a pensare di non
fare sport, amo la fatica e amo faticare, lo sport regala tanto, dalle persone
che incontri alle emozioni che provi. Per me lo sport è vita.”
Quale messaggio vuoi
rivolgere ai ragazzi per farli avvicinare a questo sport? “Non
c'è cosa più bella che correre, farlo da soli o in compagnia farlo ti rende un
po' più libero. Faticare in compagnia crea dei legami unici e veri. Apprezzare
la fatica tempra la mente e il fisico per affrontare qualsiasi cosa nella vita.”
Grande Michele, sempre
fiducioso e sempre pronto a rimettersi in gioco, a rimettersi in gareggiata con
i più forti; una bella prestazione ultimamente alla corsa di Miguel arrivando
secondo assoluto e il meglio credo debba ancora arrivare.
Hai mai pensato di smettere di essere atleta? “Si
ho pensato di smettere ma solo per attimi, perché non posso pensarmi senza
correre senza questi obbiettivi. La vita di atleta non dura per sempre, ma
prima di smettere vorrei riuscire a raggiungere i miei limiti, ora so di non
esserci riuscito quindi non sono pronto a dire basta perché il futuro so che mi
regalerà ancora tante soddisfazioni.”
A volte lo psicologo non
interviene solo nei momenti di crisi o di difficoltà ma anche nei momenti di
performance per aiutare l’atleta a memorizzare le prestazioni di successo in
modo da incrementare l’autoefficacia per essere più solidi e sicuri in futuro
in prossimità di altre gare dove non si è in piena forma fisicamente ma
mentalmente si possono tirare furori risorse sorprendenti e insospettabili.
Potrebbe essere utile lo psicologo dello
sport? In quali fasi? “Credo proprio di sì, in qualsiasi
momento, perché anche nei momenti positivi in cui si è probabilmente più
razionali si possono capire diverse cose dei momenti in cui le cose non vanno.”
A volte si riesce nei propri intenti nella vita impegnandosi e portando avanti passioni redditizie che diventano un lavoro quotidiano nel fare l’atleta, nel rappresentare un Centro sportivo Militare quale quello dell’Aeronautica Militare, ma bisogna andare sempre avanti e non mollare nel perseguire obiettivi, mete e sogni da raggiungere individualmente e con la squadra.
Cosa ti ha fatto mollare o cosa ti fa continuare a fare sport? “Amo correre e fare sport perché
considero la corsa oltre che un lavoro una vera passione, ho la fortuna di
appartenere all'Aeronautica Militare e per questo mi considero un privilegiato
perché ho fatto della mia passione un lavoro. Correre mi fa stare bene sia
fisicamente che mentalmente, e le gare mi regalano sempre emozioni indescrivibili
e quando le cose vanno bene mi sento sempre realizzato.”
Sogni da realizzare? “Purtroppo
le olimpiadi sono un sogno che avevo fin da ragazzino ma ora il mio sogno è
quello di sentirmi realizzato una volta che appenderò le scarpette al chiodo,
sogno di continuare a vedere mia madre e mio padre con le lacrime agli occhi
orgogliosi che io sia il loro figlio, sogno di rendere felice le persone a me
più care in primis Valeria nella vita quotidiana.”
Nessun commento:
Posta un commento