domenica 24 marzo 2019

Romualdo Pisano: 6 ore a girare su un circuito oramai non sono più uno scoglio

Questa vittoria va innanzitutto a mio figlio Manuel
Matteo SIMONE 

L’ASD Trail Running Brescia, con il Patrocinio del Comune di Brescia, ha organizzato il 23 Marzo 2019 la 3^ Edizione della 12 ore nel parco del Castello di Brescia che prevedeva tre competizioni (12 ore, 6 ore e Maratona) su circuito di 1800 m e con 55 m D+, definito Circuit Trail Urbano, con parti sterrate lastricate e ciottolato, con salite e scalinate.

La Direzione di gara poteva squalificare un concorrente in caso di mancanza grave al regolamento, in particolare per: ripetuto richiamo di pettorale portato in modo non conforme; mancata assistenza a un altro concorrente in caso di difficoltà; uso di assistenza personale al di fuori dell'area tecnica; inquinamento e/o degrado del luogo; insulti, maleducazione o minacce contro i membri dell'organizzazione, dei volontari e/o di atleti; rifiuto a farsi esaminare da un medico in qualunque momento della gara.
I partecipanti erano tenuti ad avere tra il materiale obbligatorio un bicchiere personale e a partire dalle ore 17.00 o su disposizione della Direzione di gara la lampada frontale. 
Era vietato, pena squalifica, gettare rifiuti al di fuori dei contenitori previsti dell'area tecnica. Chi non era presente personalmente alla premiazione perdeva il diritto al premio.
Il vincitore della 6 ore è Pisano Romualdo con 38 giri, totalizzando 4 giri più di De Marchi Pietro, completa il podio, sia assoluto che maschile, Meoli Andrea. Tra le donne è bravissima Arrigoni Giuliana che arriva 4^ assoluta, con un 1 giro in meno rispetto al 3° uomo, e vincitrice tra le donne.
Per quanto riguarda la 12 ore il vincitore è Filippo Canetta con 66 giri, per un totale di 119 km, 2 giri in più di Scoglio Michele mentre 3^ della classifica generale e vincitrice tra le donne è Fatton Julia con 60 giri, per un totale di 108 km, 1 giro in più di Kotkowiak Emilia Aleksandra che arriva 4^ assoluta, completa il podio femminile Rossini Maria con 57 giri. Fortissime le donne nella 12 ore che occupano il 3^, 4^ e 5^ posto della classifica generale, complimenti.
Di seguito, Romualdo racconta la sua esperienza rispondendo ad alcune mie domande.
Complimenti per la vittoria, perché parli di fortuna?Ciao Matteo e grazie mille per i complimenti della mia vittoria alla 6 ore nel castello di Brescia. Ritorno vincitore dopo due anni da quella prima edizione di febbraio 2017. Sono ritornato alle gare dopo 5 mesi di assenza per scelta personale per testarmi in solitaria sulle lunghe distanze. E posso dire 'Buona la prima del 2019'. 
Spesso in queste gare non puoi presentarti con un pronostico perché quando meno te lo aspetti succede che a metà gara ti ritrovi primo ed è li che inizi a correre con la testa dovendo gestire una condotta di gara che deve portarti al traguardo e alla vittoria.”

In effetti con la fortuna non si va da nessuna parte, in gare di ultramaratone bisogna allenarsi, testarsi, prendersi cura di sé, saper gestire le varie fasi della gara: la partenza dove si potrebbe partire a ritmi più veloci di quanto si vale; metà gara dove ci potrebbero essere dei sabotatori nella mente dell’atleta che vogliono farlo fermare o farlo tornare a casa in una zona di confort; la parte finale è importante per non spendere energie esultando prima del tempo e anche il post gara dove bisogna ripristinare le energie.
A quando i 70 km in una 6 ore?Beh diciamo che ne ho già macinati di 70 km in 6 ore sia in gara (in ultimo a ottobre 2018 alla 6 ore di Cesano Boscone) sia in allenamento (una ventina di giorni fa dove in 5h57' percorrevo 70 km su anello di 1700 m dietro la mia abitazione).”

Romualdo macina tanti chilometri sia in allenamento che in gara e si testa sia in gara e allenamento per capire quanto vale e come procede la sua preparazione verso la difficilissima e lunghissima gara di 285 km da Milano a San Remo,
Quando hai avuto la certezza di poter vincere? Avuto crisi?Ieri ho avuto la certezza della vittoria quando ho iniziato a girare senza pensare più al ritmo e alla posizione. E mio figlio Manuel, presente sul circuito a darmi assistenza, mi ha detto 'papà guarda che hai tre giri sul secondo', beh li ho pensato che forse era quasi fatta e in quel momento ero a 4 ore di gara all’incirca. Ma non ho mai mollato, infatti ho sempre corso anche la parte più dura del percorso che passava dal ponte levatoio dove vi è una salita taglia gambe, se non gli ultimi due giri dove mi son trattenuto soprattutto perché ormai avevo la certezza matematica che il primo posto era il mio.”

In effetti una caratteristica degli ultramaratoneti vincenti è quella di non mollare, fino alla fine bisogna tenere una corretta condotta di gara, non abbassare mai la guardia e né l’attenzione, la distrazione è sempre dietro l’angolo, ogni tanto si può recuperare un pochetto, ma ripartire sempre convinti e determinati per ottenere il proprio successo, soprattutto quando ad osservarti c’è qualcuno a cui tieni.
Quali tue caratteristiche ti hanno permesso di vincere? Pensieri negativi, strani, bizzarri? Ho vinto perché son ritornato sulla 6 ore con lo spirito di tanto tempo fa non dovendo pensare di dover raggiungere un obiettivo finale ben predefinito. Ho corso con il gusto di correre e di divertirmi ed ecco che il podio è arrivato. Stranamente non mi sono mai lasciato sovrastare dai pensieri negativi anche perché mi dicevo mentre correvo che per me 6 ore a girare su un circuito oramai non sono più uno scoglio come tempo addietro.”

Insomma l’ultramaratona è un lungo viaggio di chilometri ma anche un lungo viaggio mentale dove si cerca la quiete e l’equilibro che alla fine risulta vincente per l’atleta. L’esperienza diventa una scuola per l’ultramaratona, si impara a gestire il tempo, a gestire i giri, a focalizzarsi sulla gara, a tenere a bada eventuali pensieri negativi, si è più fiduciosi.
Ora come ti prendi cura di te? Come procede la preparazione verso la Milano San Remo?
E adesso? Beh adesso si continua a macinare km in vista del prossimo impegno importante dell’Ultra Milano Sanremo. Poi solite cose, scarico, massaggi e si riparte con i lunghi allenamenti. Poi si pianifica strada facendo il 2019 anche perché potrei anche ritornare a 'combattere' sulla 100km, valuterò più avanti.”

La mente del maratoneta  non si ferma mai, è sempre in moto per valutare gare da fare e chilometri da macinare; la mente dell’ultramaratoneta è come le sue gambe, sempre a macinare chilometri da fare con la testa e poi con il fisico, per conoscere sempre di più quanto si vale, dove si può arrivare, sempre alla ricerca dell’avventura.
Dedichi a qualcuno questa vittoria? Familiari si preoccupano per te che ti stanchi troppo?Questa vittoria va innanzitutto a mio figlio Manuel che da ottimo assistente non ha sbagliato nulla neanche stavolta, tenendomi perennemente aggiornato sull’andamento della gara e in contatto telefonico con mia moglie e mia figlia per comunicare loro la mia posizione in classifica. Ma una fetta di questa vittoria la dedico soprattutto ai miei genitori spettatori da lontano da sempre, fiduciosi e spesso increduli per quelle che posso dire con umiltà le mie doti nell’ultramaratona. 
Loro che mi hanno visto crescere ed avvicinarmi al mondo dell’endurance con molta facilità e oggi assistono al 'film'. Già perché spesso penso che in ambito sportivo la mia vita sia paragonabile a un vero film dove il ragazzo fumatore e con molti kg in eccesso decide di voltare pagina e cambiare totalmente il proprio stile di vita.”

Bella testimonianza di un ragazzo che ha dimostrato che l’ultramaratona non è una disciplina per persone che nascono talenti ma chiunque ci può arrivare con impegno assiduo e anche cambiando uno stile di vita poco salutare, un bell’esempio da trasmettere di uno sport praticato con il sostegno della famiglia che diventa un team affiatato e vincente.
Un’intervista a Romualdo è riportata nel libro “Maratoneti e Ultrarunner. Aspetti psicologici di una sfida”, Edizioni Psiconline. 
https://www.edizioni-psiconline.it/anteprime/maratoneti-e-ultrarunner-aspetti-psicologici-di-una-sfida.html 
Romualdo è menzionato nel libro “Cosa spinge le persone a fare sport?” 

Matteo SIMONE  
380-4337230 - 21163@tiscali.it   
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR 

 

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