Tre
fratelli vincevano una maratona arrivando insieme in 2h35’24”
Matteo SIMONE
Tre
fratelli Elvino, Loris e Pietro, di cui Elvino e Loris gemelli, anni fa vinsero
una maratona in 2h35’24” arrivando insieme mano nella mano, negli anni ’70 dove
gli Italiani erano specialisti nella velocità, nel mezzofondo, nel fondo, nelle
maratone, ma anche nelle ultramaratone.
I
fratelli Gennari hanno scoperto il loro talento e hanno approfittato a girare
il mondo vincendo gare contro atleti delle altre nazioni, compreso i paesi
dell’Est, gare estreme per chilometraggio elevato e per condizioni climatiche,
specialisti della 100 km nel mondo oltre che in Italia.
Tante le glorie, tanti gli aneddoti, ma anche qualche sconfitta.
Tante le glorie, tanti gli aneddoti, ma anche qualche sconfitta.
Elvino, per esempio, non è mai riuscito a vincere la classicissima 100km del Passatore, ha partecipato 10 volte, la prima volta il 25.05.1975 classificandosi 11° in 8h25'01", è salito diverse volte sul podio: tre secondi posti nel ’76, ’77, ’78 e due terzi posti nel '81 e '84; due quarti posti nel '80 e '85 e l'ultima partecipazione risale al 29.05.1993.
Nel
’76, ’77, ’78 Vito Melito vinse per tre volte consecutive la 100km del
Passatore ed Elvino Gennari arriva dietro di lui, in seconda posizione, per tre
volte consecutive, nel ’78 lo segue il fratello Loris Gennari.
Elvino mi ha posto la seguente domanda: Matteo! Credo di essere il perdente più famoso del Passatore, oppure sbaglio?
Credo che Elvino si sbagli, tutti lo vogliono bene e apprezzano le sue imprese, il suo coraggio, la sua modestia e umiltà, un esempio per giovani e adulti.
Elvino può essere davvero soddisfatto di quello che è riuscito a fare, grandissime imprese in Italia e nel mondo con vittorie e record del mondo sempre accanto a suo fratello gemello Loris e incoraggiando il fratello piccolo Pietro.
Interessanti e apprezzabili sono le sue parole: "Grazie di cuore Matteo, sono un perdente ma sono felicissimo delle mie piccole imprese. Dopo quarant'anni ho ancora tanta voglia di correre pensando al mio passato… Sto leggendo il tuo libro della 100km Passatore, fantastico… Mi vengono i brividi 👍🏃🏃”.
Interessanti anche le dichiarazioni di chi lo ha conosciuto bene.
Corrado Hary: "Il re delle Cento transalpine! In Italia è ricordato come eterno secondo, ma in Francia è un mito assoluto! Se un ciclista italiano vuole entrare nella leggenda deve vincere una classica del nord! Se un runner italiano vuole fare lo stesso deve fare come Elvino Gennari! Vincere a Millau, la cento km con la C maiuscola".
Massimo Cerè: Elvino Gennari sei un grande! Ti ho sempre seguito dalla mia prima 100 del ‘77 alle altre gare...ho sempre cercato di imitarti (te e tuo fratello) senza successo! Hai scritto pagine importantissime per questo sport e ispirato tanti giovani a imitarti, altro che perdente! 👏👏🔝🔝
Il 1977 sembrava essere l’anno giusto per Elvino che era al comando e al passaggio al 100° km ha ottenuto anche la miglior prestazione al mondo con un crono di 6h20’35”, ma fu sorpassato da uno splendido Vito Melito che lo anticipa sul traguardo, bissando la vittoria dell’anno precedente con un crono migliore.
Quell’anno
il podio fu di tre uomini che riescono a concludere la gara di 107 chilometri
sotto le 7 ore: Vito Melito in 6h50’02”, Elvino Gennari 6h52’12” e Paolinelli
Olimoio 6h58’12”.
Interessanti le parole di Renato Cavina in un articolo del
28 maggio 1977: “A San Cassiano nuovo colpo di scena. Gennari
scavalca sia Melito sia Paolinelli e a Brisighella è primo con un margine di 5’23”
su Melito e di 9’13” su Paolinelli. Al km 100, Gennari stabilisce il nuovo
record mondiale sulla distanza di 6h20’35” e precede ancora Melito di 4’06” poi
l’incredibile crollo dell’atleta di San Felice sul Panaro e il successo di
Melito davanti a ottomila persone assiepate in piazza del popolo.”
Il
26 maggio 1984, Fausto Coletti vinse la 12^ edizione del Passatore in 6h52’44” precedendo
Jean-Marc Bellocq 6h56’00” ed Elvino Gennari 7h11’58”, a seguire Pietro Gennari
7h23’53”. La prima donna è stata Anna Zacchi in 9h29’51”.
Il
26 maggio 1985, Fausto Coletti bissò la vittoria in 7h04’12” precedendo Pietro Gennari
7h19’55” e lo sloveno Dusan Mravlje 7h20’07”, a seguire Elvino Gennari 7h25’07”.
Tra le donne vinse Carla Nannini in 10h12’55”.
Il
27 maggio 1989, il francese Roland Vuillemenot vinse
la 100 km del Passatore in 7h01’31” precedendo lo sloveno Dusan Hribernik 7h15’06”,
completa il podio Antonio Casaretto 7h27’41”, a seguire Pietro Gennari 7h33’17”
mentre Elvino al 13^ posto in 8h20’31”. Tra le donne vince Amabile Salarino in 10h00’38”.
Grandissimo, ma ti allenavi 3 volte al giorno con Loris (andando al lavoro, pausa pranzo e ritorno a casa)? Ciao Matteo! Per correre 100 km in meno di 7 ore, per andare a 4’ o 4’10” al km per 100 km bisogna allenarsi tantissimo, devi avere testa, cuore, gambe e tanta voglia di faticare. Io mi allenavo, quasi sempre, due volte al giorno 15 km alla mattina per andare al lavoro e 15 km per tornare a casa alla sera, un totale di 30 km, facevo 150 km a settimana. A volte capitava che alla pausa pranzo facevamo un corto veloce 6/7 km, ma poche volte. Certe volte non c'erano le condizioni per fare due allenamenti, quindi alla sera dopo il lavoro tornavo a casa per un'altra strada, un giro di 27 km. Un abbraccio. Ciao 👍🏃🏃🏃
Insomma, l’Italia può vantare dei campioni del passato e dei campioni attuali,
importante e renderne merito e fare in modo che le loro esperienze siano di
insegnamento alle nuove leve trasmettendo il messaggio che la fatica permette di sperimentare successo e fiducia in se stessi,
incrementando l'autoefficacia.
I
fratelli Gennari hanno partecipato a diverse edizioni della Pistoia-Abetone,
ottenendo podi, vittorie e ottimi piazzamenti. In particolare Elvino Gennari ha
il record, insieme a Gaetano Cardia, di essere arrivato nei primi 10 per 9
volte alla Pistoia Abetone.
Alla 1^ edizione della Pistoia Abetone del 18 luglio 1976,
Elvino si classificò 3° in 4h07’00”, preceduto da
Romano Baccaro 3h54’ e Roberto Lotti 3h53’.
La gara femminile è stata vinta da
Carla Tamburini 6h31’ che ha preceduto Carla Leporatti 6h48’ e Nerella Tosi
7h05’. Prima Società: Orecchiella Castelnuovo Garfagnana (Lucca).
Il 10 luglio 1977 Loris vinse la
2^ edizione della Pistoia Abetone in 3h42’ precedendo Lotti Roberto 3h46’ e Gennari Elvino 3h47’. Tra le donne vince Carla Leporatti
in 5h42’ precedendo Carla Tamburini 6h05’ e Renata Ortolani Renata 6h09’. Prima
Società: Rilus San Felice sul Panaro (Modena).
La
3^ edizione, 16 luglio 1978, è stata vinta da Lotti Roberto in 3h48’ che ha
preceduto i gemelli Loris 3h55’ ed Elvino 4h10’.
Elvino
ottiene un 4° posto alla 4^ edizione della Pistoia Abetone, 15 luglio 1979.
Il 13 luglio 1980, i gemelli Loris ed Elvino arrivarono 4° e 5°, rispettivamente in 3h53’40" e 3h58", alla 5^ edizione della Pistoia Abetone, la gara è stata vinta da Sergio Pozzi in 03h23'.
Il 12 luglio 1981, Loris Gennari arrivò 2° in 3h50’17’’alla 6^ edizione della Pistoia Abetone, Sergio Pozzi bissa la vittoria in 3h40’42’’.
L'11 luglio 1982, Gennari Pietro fa l'esordio alla Pistoia Abetone classificandosi 5° in 3h52’05’’, Sergio Pozzi vinse per la terza volta consecutiva
con il crono di 3h30’58’’, .
Il
10 luglio 1983, all'8^ edizione sono presenti tutti e tre i fratelli Gennari, arrivando
insieme e classificandosi al 6°, 7° e 8° posto distanziati di un solo secondo
l’uno dall’altro: Elvino in 4h09’17”, Pietro in 4h09’18” e Loris in 4h09’19”,
la gara è stata vinta da Galli Rossano 3h36’18’’.
L'8 luglio 1984, Gennari Elvino si classificò al 6° posto in 4h04’54’’ alla 9^ edizione della Pistoia Abetone, il vincitore fu Gazzarrini Moreno in 3h36’24’’.
Il
14 luglio 1985 Loris si classificò al 6° posto della Pistoia Abetone in 4h14’51” ed Elvino al 10° posto
in 4h21’24”.
Il 13 luglio 1986 Elvino si classificò al 6° posto in 4h07’29’’ alla
11^ edizione , Gazzarrini Moreno vinse per la seconda volta con
il crono di 3h41’59’’.
Il 12 luglio 1987, Pietro Gennari si classificò al 4° posto in 3h56’00” alla
12^ edizione della Pistoia Abetone.
L’ultima
partecipazione di Elvino alla Pistoia-Abetone risale al 9 luglio 1989, salendo sul
terzo gradino del podio categoria M40 con il crono di 4h24’25”.
La fatica, l’impegno, la determinazione permettono di
superare anche momenti di sconforto quando subisci una sconfitta o un
infortunio ma si può sviluppare la resilienza e andare avanti cavalcando
l’onda del cambiamento, apprendendo dall’esperienza.
Insomma,
lo sport diventa una scuola di vita, una palestra all’aperto per sperimentare,
per lasciare a casa le comodità e buttarsi nella mischia, lottare per arrivare,
lottare per vincere, lottare con le proprie forze impegnandosi sempre di più per
far meglio per se stesso, per la squadra, per il proprio paese, per la propria
nazione.
Italiani
conosciuti al mondo e temuti per essere vincenti in sport di endurance, per essere
uomini duri che non hanno paura del terreno di gara, non hanno paura delle
condizioni atmosferiche, non hanno paura degli avversari, uomini che si
preparano oltre l’attività lavorativa e partono per destinazioni ignote per
scoprire nuove sfide da affrontare e tornare a casa arricchiti, soddisfatti,
sportivamente ma anche culturalmente per aver conosciuto nuovi mondi, nuove
culture.
I
fratelli Gennari diventano una leggenda, soprattutto il più forte Elvino che ha vinto 2 volte la “Torino – Saint Vincent” (98km), nel '78 in 6h30'50" e nel '77 in 6h17’02".
Interessanti
le parole di Giovanni Bergese sul sul suo articolo del 2 maggio 1977: “Al traguardo a chi gli propone una doccia o un massaggio, ha risposto ‘Devo
sgranchirmi le gambe, non posso stare fermo’ Poi si informa “Che tempo ho
fatto?” Saputolo ha un grosso rammarico ‘Sarebbe stato record del mondo se
fossero stati 100 chilometri’.”
Alla Torino Saint Vincent ha corso 6 volte, di cui 3 vittorie (1977, 1979, 1983), 2 secondi posti (1980, 1981) e un quinto posto nel 1984.
Il 1977 è stato un anno straordinario per Elvino Gennari che il 1° maggio 1977 ha vinto la Torino-Saint Vincent 98km in 6h17’02” e il 29 maggio 1977 si è classificato al 2° posto alla 100 km del Passatore in 6h52’12”, quell’anno la gara era lunga 107 km e al passaggio del 100° km ha stabilito la miglior prestazione al mondo di 6h20’35”.
Inoltre, il 1° ottobre 1977, Elvinno ha esordito all’estero viaggiando in macchina il giorno prima della partenza e vincendo la “6ème Les 100 km de Millau (FRA)” con il crono di 6h51’36” precedendo il secondo arrivato Jean-Louis Baudet 7h15’00”.
Un grande anno 1978 per i fratelli Gennari.
Il 30 aprile 1978 Elvino bissò la vittoria alla Torino-Saint Vincent 98km in 6h30'50".
Il 28 maggio 1978, Elvino e Loris arrivarono rispettivamente 2° e 3° alla 100 km del Passatore.
Il 30 giugno 1978, alla “Suomi-juoksu 100 km”, Hartola (FIN), Elvino e Loris arrivarono insieme con lo stesso crono di 6h53’01” dietro al vincitore Donald A. Ritchie 6h18’00”.
Il 30 settembre 1978, Loris vinse la 1^ 100 km della Brianza in 7h40’ mentre il gemello Elvino la vinse nel 1981 in 8h e lo stesso anno vinse la 3^ Camminata delle tre province (UD-GO-TS), 106km corsa su strada in 8h09'.
Anche il 1981 è un grande anno per i gemelli Loris ed Elvino che il 30 maggio 1981, alla 9^ edizione della 100 km del Passatore si classificarono rispettivamente al 2° e 3° posto.
Un anno straordinario soprattutto per Elvino che il 20 giugno 1981 ha vinto la 3^ Camminata delle tre province (UD-GO-TS) di 106km corsa su strada in 8h09'00".
Il 19 settembre 1981 Elvino vinse la 4^ edizione della 100 km della Brianza in 8h.
Loris il 1° maggio 1982 vinse la XX Torino-Saint Vincent 100 km in 7h04’11”, precedendo il gemello Elvino 7h17’32”.
Il 7 novembre 1982 i tre fratelli Pietro, Loris ed Elvino Gennari parteciparono alla 1^ 100 km di Bologna in pista, classificandosi rispettivamente al 4°, 5° e 6° posto in 7h05'47", 7h09'09" e 7h23'53". L’anno successivo, il 16 ottobre 1983, Loris si classificò 3° in 7h19’08”.
Tra le gare di 100km vinte da Elvino vi sono anche 4 edizioni della 100 di Montagnana, la Marcialonga Veneta ideata dal gruppo “Vai Marciatori” nel 1974 e soppressa per ragioni organizzative nel 1995.
Alcuni anni fa, Elvino Gennari mi disse: “Tre fratelli vincono una maratona in 2h35'24'', che tu sappia ci sono stati altri casi simili? Sono 44 anni che corro, ho fatto 31 100ķm, 20 volte sul podio con 10 vittorie, 200 Maratone, ho girato il mondo: Australia, Cina, Sudafrica, Alaska, Stati Uniti, ecc. ecc.”
Il 10 aprile 1983 Pietro Gennari vinse la 1^ edizione della “Maratona della Bassa Reggiana” a Reggio Emilia in 2h32’24”, precedendo Mauro Cilia 2h34’28 e i 2 gemelli Elvino e Loris Gennari arrivati insieme in 2h34’48, a seguire Mauro Manfrdotti 2h37’03”.
La prima donna fu Paola Ravazzini in 3h32’45. L’8 aprile 1985 i tre fratelli Gennari vinsero la maratona “Maratona della Bassa Reggiana” a Rio Saliceto arrivando insieme, mano nella mano, con il crono di 2h35’24”. La gara femminile fu vinta in 3h19’17” da Gloria Gessi.
Il 23 aprile 1983, Elvino vinse la 9° Marcialonga Veneta di Montagnana di 100 km in 8h16'. Dopo alcuni anni, il 22 aprile 1989, Pietro Gennari vinse la 15° Marcialonga Veneta di Montagnana di 100 km in 7h37’21”.
Il 26 maggio 1984, all’12^ edizione della 100 km del Passatore, Elvino e Pietro arrivarono rispettivamente in terza e quarta posizione, in 7h11’58” e 7h23’53”, la gara è stata vinta da Fausto Coletti 6h52’44” che ha preceduto Jean-Marc Bellocq 6h56’00”. La prima donna è stata Anna Zacchi in 9h29’51”.
Il 26 maggio 1985 Fausto Coletti vinse la 13^ edizione della 100 km del Passatore, in 7h04’12” precedendo Pietro Gennari 7h19’55”, Dusan Mravlje 7h20’07” ed Elvino 7h25’07”. La prima donna è stata Carla Nannini in 10h12’55”.
Il 25 ottobre 1986, Elvino conquistò la terza posizione alla 4^ 100km dei Gladiatori in 7h52'02".
Ai Campionati Mondiali 100km di Torhout in Belgio il 20 giugno 1987, Pietro Gennari si classificò al 16° posto e 2° italiano in 7h09’37”, l’altro italiano era Boris Bakmaz 7h04’49”, mentre il titolo mondiale è andato allo spagnolo Domingo Catalan Lera che ha vinto in 6h19’35”.
Il 23 aprile 2004 Elvino e Loris Gennari con altri tredici italiani parteciparono alla prima Maratona della Pace, una corsa simbolica di dieci chilometri da Betlemme a Gerusalemme organizzata dal CSI (Centro Sportivo Italiano) insieme ad atleti israeliani e palestinesi.
Elvino
definito un guerriero perché nello sport di endurance, nella ultramaratona si
lotta con se stessi, con le crisi eventuali, con gli avversari, con tutto ciò
che può succedere durante tante ore di gara.
E quando torni alla vita quotidiana
non ti spaventa più niente, vai sempre avanti con il sorriso.
Le sfide portate
a termine si trasformano in sensazioni ed emozioni che si attaccano al corpo
come tatuaggi indelebili per ricordarti che sei un guerriero, un lottatore, un
vincente.
Interessanti i suggerimenti di Elvino: “Per correre 100 km in meno di 7 ore bisogna allenarsi tantissimo, devi avere testa cuore gambe e tanta voglia di faticare… io mi allenavo due volte al giorno 15 km alla mattina per andare al lavoro e 15 km per tornare a casa alla sera. Facevo 30 km al giorno a 4’ al km. Alla domenica facevo le garette da 10/15 km a 3’30” per velocizzare”.
Ho dedicato ai fratelli Gennari il mio
libro “La 100km del Passatore. Una gara fra coraggio e resilienza”, Edizione
Psiconline
I fratelli Gennari sono menzionati anche nel libro “Il piacere di correre oltre”.
Sport & benessere 15 | ed. novembre 2022.
In linea di massima, la passione della corsa permette alle persone di mettersi alla prova, di condurre un sano stile di vita, di salire su un treno fatto di fatica e gioie, di relazioni, di mete e obiettivi da costruire, di situazioni da sperimentare. Bisogna sviluppare consapevolezza delle proprie risorse e capacità, ma anche dei propri limiti: è necessario consolidare questi concetti per mantenere un buon equilibrio.
Nel nuovo libro di Matteo Simone Il piacere di correre oltre, l’autore riprende la sua consuetudine di parlarci di sport soprattutto attraverso il dialogo con gli atleti.
Leggere il testo di Matteo Simone ci permette di conoscere alcune dinamiche psicologiche che forse ignoriamo o per lo meno di cui non siamo consapevoli.
L’autore nota che ciascuno di noi, se lo vuole, può riuscire a raggiungere i propri obiettivi nello sport come nella vita, e così diventano più addomesticabili e gestibili, la fatica e la paura; al contempo si rafforza la mente, si eleva l’autoefficacia personale e si sviluppa la resilienza.
Dott. Matteo Simone











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