Dott. Matteo Simone
Lo sport in montagna, la corsa trail tra i sentieri di montagna è qualcosa che appassiona, che spinge persone a impegnarsi e a faticare immersi nella natura.
Competizioni fino a un certo punto, più che altro si tratta di
correre liberi, di sperimentare libertà oltre che forza e resistenza.
Di seguito Scilla racconta la sua passione
di atleta rispondendo ad alcune mie domande.
Ti
sei sentita campionessa nello sport almeno un giorno della tua vita? “No…campionessa?!
Naaa.”
Qual
è stato il tuo percorso per diventare atleta? “In
primis non mi sento un atleta ma una grande appassionata di montagna e trail running, adoro la competizione, ma
le gare rimangono sempre un bel divertimento.”
Quali fattori contribuiscono al tuo benessere e performance? “Un
po’ di determinazione e costanza nell’allenamento sono la cosa più importante.”
Nello
sport chi contribuisce al tuo benessere e performance? “Nessuno
tranne me.”
La gara della tua vita dove hai dato il meglio di te o hai
sperimentato le emozioni più belle? “La gara più emozionante
rimane il Tor de Geants, un viaggio
indimenticabile.”
In effetti il Tor des Geants è considerata la Regina della gare ultratrail, trattasi di 330 km con
dislivello positivo di 24.000 metri e attraversa le cime più alte del Monte Bianco,
versanti italiano, francese e svizzero. Una gara dove i primi vincono con poco
meno di 70 ore di gara e il tempo massimo previsto è di 150 ore.
Questa intervista risale al 2017 ed Emanuela aveva già corso 4 edizioni del Tor des Geants: 09-16.09.2012 - 118h06’04” (10^ donna); 08-15.09.2013 - 94h45’59” (3^ donna); 07-14.09.2014 - 125h56’19” - (13^ donna); 10-17.09.2017 - 108h46’35” (6^ donna).
Successivamente a questa intervista, tra il 9 e il 16 settembre 2018 Emanuela corse il 9° Tor des Géants in 95h54’35” arrivando seconda donna insieme a Jamie Aarons (USA), precedute solamente dalla vincitrice Silivia Ainhoa Trigueros Garrote (ESP) 87h50’31”. Il vincitore assoluto fu Franco Leo Collè 74h03’, precedendo Galen Reynolds (CAN) 74h40’36” e Peter Kienzl (ITA) 77h31’11”.
La tua gara più difficile? “Vietnam Race, soffro molto umidità e caldo, è stata una settimana
molto dura; è una gara di 250km a tappe in completa autosufficienza, temperature e umidità non mi hanno di certo aiutato nella performance (nonostante sia arrivata 2^).”
Trattasi di sport di endurance dove
bisogna essere resistenti e resilienti nel tempo, con un esercizio fisico
prolungato di diversi giorni che impegna non solo il fisico ma anche il cuore e
la testa.
Il cuore perché ci vuole tanta passione per partecipare a questo tipo
di gara, tanto amore per quello che fai ma soprattutto per te stesso nel senso
che ti devi sempre monitorare e non trascurarti, altrimenti ne può andare di
mezzo la tua salute.
La testa diventa importante per proseguire sempre
nonostante clima avverso, temperature ostili, bisogna diventare manager di se
stessi, sapersi alimentare con cibo e bevande.
Tra il 20 e il 23 marzo 2016 Emanuela è arrivata 2^ donna e 3^ assoluta alla “1st Ultra Asia Race Vietnam”, 160km/4tappe.
La vincitrice e prima assoluta è stata Katia Chiara Figini in 19h07’34”, precedendo Patrick Cande (FRA) 19h20’36”. A completare il podio femminile Alice Modignani Fasoli 22h43’18 (5^ assoluta). A completare il podio maschile David Ernest Taylor (AUS) 22h21’42” (4° assoluto) e Pedro Gines Vera Jimenez (VEN) 23h55’54”.
Una tua esperienza che ti può dare la convinzione che ce la puoi fare? “La
convinzione è sempre e solo nella testa, nessuna esperienza in gare precedente
mi dà mai certezza di una vittoria o di riuscire a portare a termine
determinate gare, è sempre tutto nuovo e con molte variabili che potrebbero
aiutare o no.”
Quali sensazioni sperimenti facendo sport? “Libertà
e la fatica buona…quella che mi serve per star bene!”
Mi piace la definizione di “fatica buona,
una fatica che conosco, una fatica che quando torni a casa ti fa sentire
soddisfatto di quello che sei riuscito a fare, di come ti sei messo in gioco,
di come hai superato te stesso, ti come migliori ogni volta, di come ti sorprendi
ogni volta delle tue capacità.
Nel tuo sport quali
sono le difficoltà e i rischi? A cosa devi fare attenzione? “Bisogna
sempre e prima di tutto usare il buon senso, con la montagna non si scherza e
bisogna riconoscere sempre i propri limiti e fermarsi se è il caso.”
Massimo rispetto della montagna,
dell’eventuale pericolo, mai abbassare la guarda, calcolare sempre i tempi,
eventuali cambiamenti di clima atmosferico, eventuali crisi di fame o sete o
caldo o freddo, il pericolo può sempre essere dietro l’angolo, tanta attenzione
e accuratezza richiede lo sport di montagna.
Quali condizioni fisiche o ambientali ti inducono a fare una prestazione
non ottimale? “Come dicevo prima il forte caldo mi
lascia senza forze.”
Cosa
ti fa continuare a fare sport? “La passione e la
curiosità prima di tutto.”
Come
hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni? “Tutto
passa, il tempo è il miglior medico per tutto, parlo di crisi e infortuni. Le
sconfitte?! Non segnano così tanto la mia persona da pensare di doverle
superare e in che modo. La sconfitta è crescita e maturazione, ci pensi, la
elabori, cerchi di capire se e cosa hai sbagliato e si guarda avanti pensando
ad “aggiustare il tiro” per altre gare.”
Appare molto resiliente Scilla, sempre
pronta a mettersi in discussione, ad apprendere da qualsiasi esperienza, sia di
perdite che di successo, di crisi o di riuscita, si portano a casa sempre
ricchi insegnamenti.
Un messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarli allo sport? “Se
volete imparare a vivere appassionatevi a qualsiasi sport, lo sport è crescita,
maturazione, viaggio introspettivo, divertimento.”
Un messaggio per sconsigliare l’uso del doping? “Quale
può essere un messaggio per consigliare l’uso di doping? Sarei curiosa di
conoscere la risposta a questa domanda da chi ne fa o ne ha fatto uso.”
Purtroppo tanti atleti cedono alla
tentazione di confermare la propria performance disposti anche a usare sostanze
dopanti, c’è bisogno di tanti messaggi e diversificati per distogliere questi
atleti dalla tentazione delle vincite facili, farli capire che lo sport come da
così toglie.
Familiari e amici cosa dicono circa il tuo sport? “Che
sono esagerata, troppe gare, troppi km, ma negli anni si sono appassionati
anche loro, mia sorella è la mia supporter e mi accompagna a tantissime gare.”
E’ vero che Scilla è esagerata
partecipando a gare di 330 km, 250 km, le più difficili, ma è vero anche che
sembra trattarsi di un “esagerato buono”, un voler sperimentare sempre un po’
di più, un alzare l’asticella sempre un po’ di più per conoscersi meglio, per
andare più profondamente dentro se stessa.
Cosa
hai scoperto di te stessa nel praticare attività fisica? “Niente
che non sapessi, diciamo che negli anni ho accentuato determinazione e smussato
qualche angolo spigoloso del mio carattere, sono un po’ meno intransigente con
me stessa.”
Hai
mai pensato per infortuni o altro di smettere di essere atleta?
“No, anche se ripeto non mi sento un atleta!”
Ritieni
utile lo psicologo dello sport? Per quali aspetti ed in quali
fasi? “Credo che sia importantissimo, in qualsiasi fase
della vita di uno sportivo, lavorare con uno psicologo dello sport, permette di
aprire la mente al massimo, ti insegna come trovare sempre la motivazione
giusta, che sia per una gara, che per superare qualsiasi ostacolo, infortuni, ecc.”
Prossimi obiettivi? Sogni realizzati e da realizzare? “Non
ho ancora pianificato gare e/o obiettivi per il prossimo anno, certo è che non
voglio fermarmi!”
Scilla pare essere affetta da una “sana addiction”, una “dipendenza buona” dallo
sport, così come ella stessa considera la sua fatica una “buona fatica”, così
come io considero il suo esagerare una “buona esagerazione”, insomma nei limiti
della sanità e del benessere.
Per approfondimenti sugli ultrarunner è possibile consultare il libro "Maratoneti e ultrarunner. Aspetti psicologici di una sfida".
https://www.edizioni-psiconline.it/anteprime/maratoneti-e-ultrarunner-aspetti-psicologici-di-una-sfida.html
Per approfondimenti sugli ultrarunner è possibile consultare il libro "Maratoneti e ultrarunner. Aspetti psicologici di una sfida".
https://www.edizioni-psiconline.it/anteprime/maratoneti-e-ultrarunner-aspetti-psicologici-di-una-sfida.html
Dott. Matteo Simone
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR











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