mercoledì 15 aprile 2020

Per mantenersi in buona salute con l’attività fisica basta poco


Bisogna andare avanti con coraggio, fiducia, speranza e resilienza. Abbiamo tanti progetti, sogni, mete, da portare a compimento. 

La vita può durare 100 anni ma anche un attimo, come un sorriso, un pianto, una caduta. Accorgiamoci di essere vivi, di essere sopravvissuti notando il nostro respiro, il cuore che palpita, la nostra pelle.
È dura davvero facciamo del nostro meglio e seminiamo bene, creiamo comunità resilienti che diano buoni esempi e buone prassi. Bisogna essere pazienti e fiduciosi e aspettare tempi migliori per potersi allenare e scegliere una prossima gara, c’è tempo per tutto, ora la priorità è sopravvivere e vivere nel miglior modo possibile, poi si vedrà.
È una dura prova che può unirci e rafforzarci facendoci sentire una comunità resiliente, fiduciosa, responsabile, collaborativa. Continuiamo così, ce la possiamo fare senza accusare e giudicare ma tollerando e rispettando gli altri, noi possiamo essere da esempio, gli altri con il tempo possono riflettere e tornare sui loro passi, senza imposizioni, senza dure critiche. Ne usciremo anche questa volta, come abbiamo dimostrato in tante ultramaratone e Ironman.
Ebbene sì, si resta a casa a fare potenziamento, ginnastica, esercizi, circuiti, si resta a casa con famiglia, facendo compiti a casa, pulendo casa, ma poi arriverà il momento che si uscirà di casa per allenarsi e cercare gare per mettersi in gioco, per testarsi, per incontrare amici e avversari, per vedere quanta forma si è persa e quanta forma si è mantenuta, per ritornare a soffrire e gioire, a far parte di una squadra.
Non viviamo lo stare a casa ora come una costrizione ma come un'opportunità, una scelta consapevole e condivisa, approfittiamo per ricaricarci, per inventarci qualcosa che poi servirà anche dopo, facciamo uscire chi è in prima linea.
È importante che i cittadini si sentano collaboratori e non esecutori, sviluppare la consapevolezza che insieme possiamo contribuire se non ad azzerare quanto meno a non incrementare il contagio anzi a ridurlo. Ognuno può fare il possibile per non ostacolare il processo di risoluzione di questo grande e grave malessere.
Per chi resta a casa è possibile trovare alcuni consigli utili nell’estratto dal libro di Simona Giampaoli e Jeremiah Stamler (epidemiologi) dal titolo “Per mantenersi in buona salute basta poco”, edito da “Il Pensiero Scientifico Editore”, dove è possibile trovare alcuni esercizi semplici, per i quali occorre poco tempo, ma considerati fondamentali per preservare il corpo e la mente.
Ogni tanto fa molto bene fermarsi e riflettere per comprendere a che punto ci si trova, da dove si è partiti, dove si vuol arrivare, ogni tanto bisogna ricordare quanta fatica abbiamo fatto per iniziare e tutto era difficile e poi con l’impegno e fiducia siamo riusciti a ottenere tanto grazie prima di tutto a noi stessi e quindi possiamo volere continuare per cercare di osare e alzare l’asticella e andare a prenderci soddisfazioni più grandi e sfidanti ma raggiungibili con impegno e duro lavoro facendoci amica la fatica che ci permette di guardarci indietro per apprezzare quello che siamo riusciti a fare.
Certo, in questo momento presente è importante focalizzarsi sul grande problema umanitario che sta facendo tante vittime e tanta sofferenza bisogna avere un obiettivo unico e condiviso cercare il meno possibile di propagare il virus, quindi si resta in attesa di tempi migliori cercando di fare del proprio meglio per sé stessi e per gli altri per andare comunque avanti nella vita che sta cambiando per tutti.
Sono bellissime le esperienze dei runner e dei maratoneti, sia in allenamento che in gara, soprattutto in maratone internazionali dove tutti scendono per le strade per gareggiare o per acclamare gli atleti, c’è un contagio di emozioni positive e intense che gratificano l’atleta. Ora tutto ciò non è possibile, questo dobbiamo ricordarcelo per apprezzare un domani la libertà di correre e soprattutto accanto l’un l’altro aiutandosi e sostenendosi a vicenda.
Il messaggio da dare è sì che lo sport fa bene, soprattutto in questi casi di stress prolungato, ma bisogna considerare le altre priorità ed eventuali controindicazioni, quindi meglio non propagandare l’attività sportiva all’aperto, perché tanti vorrebbero ascoltare questo per fiondarsi nelle strade rischiando di farsi del male e con il rischio di continuare il contagio.
È importante avere piani e programmi per portare a compimento propri sogni così come è importante essere sempre pronti a rimodulare propri sogni per circostanze impreviste e inaspettate come quelle che stiamo vivendo in questo particolare momento, ma si tratta solo di rimodulare mete, traguardi e sogni per riprenderli più in là con più serenità.
Non possiamo aspettare di andare in congedo dal lavoro per dedicarci allo sport ma dobbiamo da subito coltivare la passione dello sport, bisogna far passare il messaggio che lo sport aiuta le persone a stare bene fisicamente e mentalmente.
I ragazzi devono avere dei riferimenti che inizialmente possono essere i parenti prossimi come fratelli, cugini, genitori, zii e poi possono essere insegnanti o allenatori. Bisogna spiegare dall’inizio ai ragazzi la progressione nello sport dal gioco al benessere, dagli infortuni alle sconfitte, dallo sport amatoriale e quello professionistico.
L’insegnamento deve riguardare non solo l’allenamento fisico ma anche l’acquisizione di forza mentale, padronanza delle proprie sensazioni ed emozioni, quindi sarebbe bene affiancare ad allenatori e tecnici anche psicologi, medici dello sport, fisioterapisti.
L’attività fisica promuove il benessere, la salute fisica e mentale, previene le malattie, migliora le relazioni sociali e la qualità della vita, produce benefici economici e contribuisce alla sostenibilità ambientale.
Benessere significa sentirsi bene, stare in forma, sapersi relazionare. Si tratta di una salute fisica e mentale, perché fisico e mente sono in relazione, corpo e mente funzionano insieme, sono alleati, se sta bene l’uno l’altro sta meglio, le due parti hanno bisogno di sperimentare benessere insieme, se sei disposto a metterti in movimento sei più propenso ad affrontare problemi, situazioni, persone. Ti senti più sicuro, coraggioso, fiducioso.
L’attività fisica contribuisce alla sostenibilità ambientale, si è meno propensi a usare veicoli inquinanti, si è più disposti a spostarsi a piedi per brevi o medi tragitti e in bici per tragitti più lunghi. C’è una buona sintonia con altre persone che praticano attività fisica, perché si è complici nell’affrontare la fatica che permette di raggiungere sempre più obiettivi impegnandosi fisicamente e mentalmente.
La Carta di Toronto per l’Attività Fisica diventa un impegno comune dal lontano 2010, un punto di riferimento per tutte le nazioni del mondo fatte di persone e istituzioni, di famiglie e scuole, di lavoratori che insieme ognuno con il proprio impegno, può contribuire a una società e collettività migliore, meno malata, più propositiva.
http://www.globalpa.org.uk/charter/download.php
L’attività fisica diventa un grande investimento per tutti, per le persone, istituzioni, collettività. Una palestra per promuovere corretti stili di vita e un addestramento alla vita per un futuro migliore, più consapevole. L’attività fisica rende più maturi e responsabili.
Le persone devono essere messe in condizioni di fare sport a qualsiasi età e con ogni modalità e in ogni contesto, dai luoghi di lavoro alle scuole. Uno sport per piccoli e grandi, per persone con qualsiasi difficoltà, deficit, disabilità. Ognuno deve essere messo in condizioni di poter fare un’attività fisica individuale o di gruppo.
Molti sono intenzionati ad iniziare a praticare una forma di esercizio fisico per diversi motivi, ma dall’intenzione al voler iniziare c’è tanta strada da fare, molti intenzionati non hanno ancora iniziato e non inizieranno mai seppur ne abbiano l’intenzione o la necessità.

Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR

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