lunedì 22 febbraio 2016

Daniele Ricci: Il rugby mi ha fatto appassionare alla vita

Matteo SIMONE
Psicologo, Psicoterapeuta

"Che io possa vincere, ma se non riuscissi che io possa tentare con tutte le mie forze’" (Guramento dell’Atleta Special Olympics)

Tante cose in comune con Daniele Ricci, la passione per lo sport come attività sportiva e crescita personale, nonché possibilità per sviluppare risorse nelle persone e nei tea. 

Anche l’interesse per le persone speciali ci accomuna come anche la gestalt, l’esperienza, la fenomenologia.
Ecco come si presenta Daniele rispondendo ad un questionario di psicologia e sport per il benessere e la performance per conoscere anche il suo punto di vista dei su aspetti che incidono su benessere e performance.

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita?Campione mai … però, ora che ci penso.., un giorno, - avevo forse 16 anni – ricordo giocai una partita di un torneo di tennis (amatoriale) in doppi misto ed a sorteggio, fummo eliminati da una coppia più esperta ed affiatata di noi, ma uscimmo a testa alta tra i complimenti degli spettatori; oggi però sono fortunato in quanto lavorando in Special Olympics Italia … beh di Campioni con la C maiuscola ne vedo tanti: persone con disabilità intellettiva che con passione e tenacia dimostrano in ogni allenamento e gara tutte le proprie potenzialità!”
Nello sport quali fattori hanno contribuito al tuo benessere e/o performance?Soprattutto l’aspetto dello sport di squadra ha contribuito alla mia crescita ed evoluzione come individuo: giocare e lavorare in team sono la stessa cosa, servono ugualmente disciplina, comunicazione e talento.
Come hai scelto il tuo sport?Ne ho cambiati tanti poi l’ultimo, il rugby, mi ha fatto appassionare alla vita come viaggio da condividere!”.

Non solo nella corsa si parla di viaggi, anche in altri sport come il rugby Daniele sperimenta il viaggio con gli altri per arrivare ad una destinazione, ad una meta nel miglior modo possibile, insieme ad altri che condividono gli stessi intenti ed ognuno ci mette il suo.
Nella tua disciplina quali difficoltà si incontrano?In generale nelle città mancano spazi ben attrezzati e fruibili a tutti per praticare sport (ci sono club, società spesso dai costi non accessibili) per il Rugby poi, mancano strutture preposte, alcune vengono abbandonate e lasciate al loro destino triste... poi esiste uno scarso interesse delle Scuole e dei Media nazionali che aspettano sempre e solo il grande risultato internazionale per concedere un trafiletto di notizia – servirebbe più comunicazione e più pratica dal basso.”

Il rugby è considerato uno sport minore, riscuote poco interesse, ma sono tanti gli insegnamenti che se ne ricavano, attraverso il gioco di squadra si cresce insieme, anche affrontano gli avversari con rispetto e con fair play si cresce e ci si forma insieme.
Quale alimentazione segui prima, durante e dopo una gara?Ricordo una bel carico di vitamine, carboidrati almeno due/tre ore prima.”
Quali condizioni fisiche o ambientali ti hanno indotto a fare una prestazione non ottimale?Fisiche: le ginocchia (due operazioni). Ambientali: beh terreni duri sotto pioggia e vento forte.”
Cosa ti ha fatto mollare o cosa ti fa continuare a fare sport?Le ginocchia hanno un loro peso nel fare sport, ora le uso per attività basiche.”
Nello sport chi ha contribuito al tuo benessere e/o performance?Coach.”
Una tua esperienza che ti può dare la convinzione di potercela fare nello sport o nella vita?Ogni volta che vai ad un ‘punto di incontro’ con la linea difensiva avversaria e poi ti rialzi … quello ti da sicurezza che puoi rifarlo, ritentare e che nulla potrà annullarti … ti aiuta ad affrontare le difficoltà di petto, dritto per dritto e a uscire il meglio possibile dalle situazioni difficili.”
 
Il rugby insegna a trovare sempre una soluzione per uscire da una situazione.
Quali capacità, risorse, caratteristiche, qualità hai dimostrato di possedere?Coraggio, decisione, tenacia, perseveranza e la convinzione che cmq non sei mai solo.

Anche in psicoterapia si fa un lavoro sulle risorse sia personali che di rete, è importante assicurarsi che la persona possa contare su se stessa ma anche su altre persone o strutture di riferimento nel territorio.

Quali meccanismi psicologici ti aiutano nello sport per il tuo benessere e/o performance?Su tutti la voglia di ‘mettermi in gioco’ e apprendere, se ti consideri arrivato non potrai fare molti passi in avanti, quindi scoprire nuove discipline e come il corpo e la testa ad esse si adatta e poi scoprire dentro la stessa disciplina quali strategie sono utili e sono funzionali nel problem solving di situazioni di gioco complesse.
Cosa pensano familiari e amici della tua attività sportiva?Quando giocavo la famiglia non ne voleva sapere anzi… cercava di indebolire la mia partecipazione per paura di eventuali ulteriori infortuni ecc. – gli amici incitavano.”
Un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva?Curiosi o divertenti specifici non ne ho; in generale negli sport di squadra e negli spogliatoi si respira sempre un clima vagamente da classe/caserma con i soliti scherzi e goliardiche azioni/battute.”
Cosa hai scoperto del tuo carattere nel praticare attività fisica?
Ecco … ho scoperto che se ci credo posso fare tutto con la giusta motivazione e secondo una gradualità di apprendimento - apprendere nuovi movimenti, strategie, tecniche così come dimagrire o potenziare il fisico, ecc. - ma se la testa non è focalizzata, oltre a non riuscire a fare tutto, rischi che ti fai anche male.”

 

Tanti aspetti importanti, il crederci, l’autoefficacia, il lavoro di goal setting, la concentrazione e focalizzazione per raggiungere l’obiettivo sfidante e difficile ma comunque raggiungibile, e il rialzarsi sempre.

Come è cambiata la tua vita familiare e lavorativa nell’aver intrapreso un’attività sportiva costante e impegnativa?La testa comanda tanto  Finché è allineata riesci ad organizzare tutto e a non avere ripercussioni in nessun altro aspetto della vita lavorativa o personale; ma se tale allineamento scricchiola ed insorgono dubbi o perplessità  allora anche gli alti aspetti, da piccoli ambiti da organizzare, diventano problemi da risolvere.”

Quali sono le tue sensazioni pre-gara, in gara, post-gara?Adrenalina, agitazione, a volte paura ma da attivazione - in gara: focalizzato – post: aver dato tutto.”

Hai dovuto scegliere nella tua vita di lasciare uno sport a causa di studio o lavoro?Beh a 19 anni mi sono operato al gin dx per la prima volta; questo e il post operazione e un contesto familiare molto pauroso e censore, ha indotto molte insicurezze e incertezze. Poi, adesso a 40 anni, il lavoro (fortunatamente) e la impossibilità di potermi assentare da esso causa traumi, hanno spinto ad allentare la morsa e a lasciare l’attività del campo.”

Che consiglio daresti a coloro che devono fare scelte importanti nello sport?Di scegliere sport che possano divertirli e che siano di squadra per condividere punti di forza e debolezze con il gruppo – il gruppo è importante per la socialità e scoprire anche noi nelle relazioni.”
C’è stato il rischio di incorrere nel doping nella tua carriera sportiva?Credo mai, nella fase di potenziamento (palestra), feci uso per poco tempo come integratori di proteine solubili (i classici barattoloni), ma a causa di effetti collaterali mai avuti sino ad allora e che attribuivo a tali sostanze, ho smesso la loro assunzione; mai preso pasticche, fiale o altre schifezze del genere – ovviamente non ho mai saputo se in effetti fossero le proteine ad aumentare la sudorazione e lo stato di eccitazione ecc.
Un messaggio per sconsigliare l’uso del doping?
Chi fa uso di sostanze dopanti è un imbroglione: imbroglia gli altri (se partecipa a delle competizioni) e commette una frode – per me chi viene sanzionato per doping non dovrebbe più gareggiare (sono drastico lo so); poi imbroglia se stesso ed il proprio corpo... perché lo stimola ad andare verso una soglia di sopportazione della fatica, dello sforzo, della resistenza che ‘naturalmente’ non tollererebbe... quindi lo mortifica, considerandolo ‘inadeguato’ – invece lo sport è figo perché si può arrivare ad ottimi risultati di performance o estetici con allenamenti costanti, riposi, alimentazione corretta e disciplina – chi cerca di saltare tutti questi passaggi non è uno sportivo.
Riesci a immaginare una vita senza sport?In generale la vita senza sport sarebbe come uno spettacolo senza musica – forse bello ma per me incompleto – le discipline sportive andrebbero maggiormente diffuse nelle scuole, i ragazzi dovrebbero praticare sport in modo ampio e gratuito per essere abituati a condividere spazi, gioie e delusioni, a giocare insieme, a rispettare se stessi e gli altri (senza pregiudizi). Lo sport aiuta la socializzazione ed educa invece ora si isolano sempre di più nelle loro cuffiette collegate perennemente a tablet o smartphone. Lo sport è il bene che ci consente di affrontare e debellare la piaga del bullismo, stimola aa praticare una vita sana all’aperto fronteggiando condizioni ormai diffuse come diabete in tenera età e vita sedentaria ecc.”
Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni?A dire il vero infortuni ‘poco’ superati mentalmente, sconfitte … pensando alla prossima gara/impegno.”
Ritieni utile lo psicologo dello sport? In quali fasi dell’attività sportiva?Fondamentale in ogni Club e Società Sportiva di qualsiasi disciplina: per parlare prima di tutto con i tecnici, poi con i familiari et poi con i ragazzi. Un supervisore che in modo attento monitora i gruppi, i singoli e le loro relazioni in campo e fuori. Per me è importante sia nelle fasi dello sport amatoriale (bambini) – nel loro periodo di crescita e sviluppo sano - che del cosiddetto sport professionistico (con gli adulti) – molti giocatori o sportivi necessitano in periodi di preparazione alla gara e di forte stress di una figura capace di ‘assorbire’ tensioni e trasformarle, co-elaborate con l’atleta, in punti di forza – lavoro duro ma necessario. Importante è la figura dello Psicologo dello Sport nella corretta gestione dell’infortunio e del post infortunio quando le certezze dell’atleta – le proprie aspettative, desideri, ambizioni se non forti -possono crollare.

 

Tante le opportunità di lavoro per lo psicologo ma anche tante le opportunità per gli atleti e le squadre di avvalersi della professionalità dello psicologo per gestire tensioni, momenti bui e critici, dinamiche particolari tra le varie figure che gravitano attorno agli atleti, un lavoro assieme momento per momento per un obbiettivo comune e condiviso.
Un messaggio per avvicinare i ragazzi a questo sport di fatica e impegno?Non esiste cosa più gratificante che dare tutto in campo, in piscina, in palestra … e sapere che questo tutto è stato solo frutto del tuo allenamento e del tuo impegno – poi se mi permetti esiste un Giuramento a cui da circa 3 anni sono molto legato:

‘Che io possa vincere, ma se non riuscissi che io possa tentare con tutte le mie forze’ Giuramento dell’Atleta Special Olympics (www.specialolympics.it).

Sogni realizzati e da realizzare?Ho sempre desiderato lavorare in una organizzazione/federazione che sapesse abbinare il discorso sportivo e quello sociale – essendo stato chiamato a collaborare con il Programma di allenamenti e competizioni sportive nazionali e internazionali noto come Special Olympics Italia, posso dire che ci sono riuscito e non è stato facile …Oggi sono Referente Nazionale dell’area Volontari e supporto sia l’Area Fundraising che l’Area Comunicazione quando necessario. Questa esperienza è arricchente e come detto prima consente di vivere eventi sportivi unici come i Giochi Estivi o Invernali Special Olympics ove sempre centinaia e centinaia di Atleti danno il massimo in un clima di festa perenne. Sogni…? Beh tornato dallo UK, il mio sogno era di poter collaborare con la F.I.R. magari condividendo idee di comunicazione e collaborando su Progetti di Rugby rivolti al Sociale, quindi sempre con un occhio al tema della Inclusione senza barriere e stigma  spero di poter promuovere lo stesso tali idee ed entusiasmi con e per Special Olympics Italia in connubio con il massimo organo federale sul tema ‘ovale’.” 

 Un’intervista a Daniele è riportata nel mio libro
Sport, benessere e performance. Aspetti psicologici che influiscono sul benessere e performance dell’atleta. Prospettiva editrice, Civitavecchia, 2017.
Sollecitato da un amico triatleta ho pensato di scrivere un libro che parli non solo di campioni, ma anche dell’atleta comune lavoratore, il quale deve districarsi tra famiglia e lavoro per coltivare la sua passione sportiva, per trovare il tempo per allenarsi, praticare sport, stare con amici atleti, partecipare a competizioni. Attraverso questionari ho raccolto il punto di vista di atleti comuni e campioni, per approfondire il mondo dello sport, e in particolare gli aspetti che incidono sul benessere e sulla performance. E’ fondamentale conoscere il loro punto di vista a completamento delle teorie relative agli aspetti che incidono sul benessere e la performance dell’atleta e della squadra. Lo psicologo dello sport a volte diventa una figura di riferimento per il singolo atleta, per l’intera squadra, per lo staff, i tecnici, i dirigenti.

Matteo SIMONE
380-4337230 - 21163@tiscali.it

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