sabato 26 agosto 2017

Valentina Pici: Sogno ... nel cassetto l'ultramaratona del gran sasso e il passatore

Matteo SIMONE

Grandissima donna resiliente, con attenzione si può fare tutto, si possono scavalcare muri e montagne, si può arrivare dove vogliamo, dove riusciamo a vedere il nostro traguardo.

Valentina di seguito racconta le sue esperienze da atleta rispondendo a un mio questionario.

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita o sempre un comune sportivo? “Campione, si quest'anno dopo aver finito la Maratona di Roma, non l'avevo preparata e ho sentito che quella medaglia era una vittoria.”
Roma è Roma, terminare una maratona è sempre una vittoria, una grande e lunga gara che comporta tante energie da spendere, fisiche e mentali e anche superare il famoso muro dei 35 circa chilometri.
Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta? “I miei mi hanno buttato in acqua a 4 anni ed ho iniziato a correre con papà a 5, ho sempre fatto sport, ho provato tante cose, ho fatto scienze motorie poi mi sono ammalata ed ho ricominciato a correre solo 2 anni e mezzo fa.”
Bisogna sempre provare e capire cosa ci accende la passione e quando cala la passione si fa sempre in tempo a cambiare sport o passione.
Hai dovuto scegliere nella tua vita di prendere o lasciare uno sport a causa di una carriera scolastica o lavorativa? “No ho scelto di non lavorare nello sport solo perché purtroppo non si guadagna abbastanza.”
A seguito delle tue esperienze che consiglio ti andrebbe di dare a coloro che si trovano a dover fare scelte importanti nello sport? “Di seguire il cuore, qualsiasi lavoro tu faccia, e anche con la famiglia il tempo per se stessi è la necessità che aiuta a vivere.”
Come ha contribuito lo sport al tuo benessere e quali sono i fattori che hanno contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “Ammetto di aver sfruttato il mio fisico senza il dovuto controllo quando ero adolescente, oggi corro per star bene con me stessa!”
Riesci ad immaginare una vita senza lo sport? “Ad oggi no.”
Quale alimentazione segui prima, durante e dopo una gara? Usi farmaci, integratori? “Cerco di evitare qualsiasi tipo di integrazione non naturale, sono seguita da un nutrizionista, ma credo che in alcuni casi l'integrazione sia necessaria.”
Chi ha contribuito al tuo benessere nello sport o alla tua performance? “All'inizio mio padre, che mi ha sempre portato alle garette domenicali fin da piccola e che mi ha trasmesso l'amore per lo sport in generale, oggi ringrazio la corsa per il mio benessere."
Qual è stata la gara della tua vita, dove hai dato il meglio di te o dove hai sperimentato le emozioni più belle? “Ancora deve arrivare, ogni gara sarà sempre più bella della precedente!”
Qual è una tua esperienza che ti possa dare la sicurezza, la convinzione, che ce la puoi fare nello sport o nella vita? “L'ultima maratona di Roma, ho la sclerosi multipla e i miei allenamenti sono diventati sempre meno impegnativi, quindi essendomi stata sconsigliata una distanza così lunga, non l'avevo neppure preparata eppure sono arrivata ... fatti 42 posso farne 50 e forse anche 100.”
Cosa pensano i tuoi familiari della tua attività sportiva? “A casa abbiamo ristabilito un ordine alle cose, ognuno segue le sue passioni sportive e questo ci fa bene nello stare meglio insieme!”
Curare se stessi per stare bene insieme, a volte è importante prendersi cura di sé per star bene con gli altri in famiglia o al lavoro, diventa importante trovare un buon equilibrio famigliare, lavorativo, individuale, trovare interessi comuni quando si può, attività da dedicarsi insieme o da soli.
Ti va di descrivere un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva? “L'impagabile faccia del mio presidente quando gli ho mostrato la medaglia della maratona di Roma, dopo che ha scoperto che non sono tornata indietro al 13º km come concordato.”
Quando una persona si mette in testa una cosa è capace di andare avanti nei suoi propostivi fino alla meta, fino all’obiettivo ambito e desiderato, ci può pensare su ma poi testa, cuore e corpo prendono il sopravvento e ti trascinano dove vogliono.
Cosa hai scoperto del tuo carattere nel diventare atleta? “Mi sento molto più sicura di me stessa, anche se non potrò più ambire ai tempi del passato, l'importante è il viaggio che porta al traguardo non il traguardo in se.”

Importante è guardare al momento presente e a quello subito successivo, considerando anche il passato, ma proiettandosi sul qui e ora, sul momento presente e guardando avanti giorno per giorno.
Quali sono le tue capacità, risorse, caratteristiche, qualità che hai dimostrato di possedere? “Sicuramente la sopportazione del dolore, la tenacia, la testardaggine e il cuore.”

Si diventa sempre più maturi con l’esperienza, si ascoltano racconti di familiari e amici, si leggono libri, si fa esperienza diretta e si superano tanti momenti e situazioni difficili, ci si accorge che si guarda sempre avanti, si affronta sempre tutto accogliendo nuove consapevolezze e orientandosi verso nuove mete e nuovi obiettivi, cavalcando sempre  prontamente l’onda del cambiamento.
Che significa per te partecipare ad una gara sportiva, hai sperimentato l’esperienza del limite nelle tue gare? “Le gare sono come grandi feste, ci si trova con gli amici cari si condividono paure iniziale e soddisfazioni dopo, a volte delusioni ... non ho ancora spinto le mie gare al limite, ma so che lo farò.”

Vero, le gare diventano grandi opportunità di incontrarsi, scambiarsi baci e abbracci, tanti selfie, sorrisi, sguardi, pacche sulle spalle.
Quali sono o sono state le tue sensazioni che sperimenti facendo sport pregara, in gara, post gara? “In allenamento c'è un gran lavoro introspettivo che aiuta anche nel quotidiano, in gara c'è l'emozione, la gioia di stare insieme e condividere, dopo bisogna recuperare fisicamente e mentalmente.”

Lo sport non è solo fatica fisica, prestanza fisica, forza e resistenza, ma anche tante emozioni, tanta introspezione, alla ricerca del vero sé, del profondo di noi stessi, della conoscenza vera di noi stessi, di come ci comportiamo con atleti amici e avversari come ci comportiamo in gara alla partenza e all’arrivo, come sperimentiamo appagamento, gioia e soddisfazione e come si riprende la quotidianità famigliare e lavorativa.
Quali sono i tuoi pensieri? Pensare al traguardo, pensare a tutto quello che si è investito per la gara? “Da quando ho ricominciato a correre focalizzare il momento dell'arrivo mi aiuta durante il "viaggio" poi in gara difficilmente si sta da soli, conosci gente nuova, incontri amici ... certo a meno che non ritorni a correre sotto i 4'/km!”

Se vai forte, se pensi alla gara, al risultato non guardi in faccia a nessuno, parti e arrivi veloce in partenza e veloce all’arrivo, se cali i ritmi, hai il tempo per condividere gioie e fatiche con più persone, con il pubblico, con ciò che ti circonda.
Quale è stata la tua gara più estrema o più difficile, quale è una gara che ritieni non poterci mai riuscire a portarla a termine? “Le gare sono difficili, prima di affrontarle, può spaventare anche una 10km se vissuta in particolari condizioni, quando proverò a preparare il Passatore allora penserò se posso farcela o meno, per il momento mi cullo nella beata incoscienza e penso di farcela.”
E’ una questione di approccio e di mentalità, se corri per sperimentare, per goderti l’esperienza e il viaggio, non ti spaventa niente, si può preparare e affrontare tutto, se corri per il tempo di gara c’è ansia di allenarsi bene, di non saltare lavori e ripetute importanti, di mangiare sano e di controllare il peso.
Quali sono le varie difficoltà, i rischi, a cosa devi fare attenzione nella tua disciplina? “Per quanto mi riguarda l'obbiettivo è arrivare viva e magari intera, cerco di tenere d'occhio le pulsazioni e crampi che purtroppo con la mia patologia sono le cose meno gestibili insieme alla stanchezza improvvisa.”
Sempre attenta, notare, osservare le proprie condizioni fisiche e mentali, monitorarsi per capire fino a dove si può arrivare integri e sani.
Cosa ti ha fatto mollare o cosa ti fa continuare a fare sport? Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni? Hai mai pensato di smettere di essere atleta? “Qualche mese fa ho mollato a metà una 10km per la prima volta in vita mia, faceva troppo caldo e i crampi già al 3ºkm ma la delusione mi ha fatto talmente male dal ripetermi che non lo mollerò mai più una gara, nonostante i pareri contrastanti dei medici non rallenterò più negli allenamenti a meno che non sia il mio corpo a chiedermelo, non riesco ad immaginare la mia vita senza correre, tanto quanto non riesco ad immaginarla senza mia figlia.”
A volte lo sport diventa essenziale, occupa un posto importante nella nostra vita, ci fa sentire vivi e come fare a farne a meno, si cerca sempre di ritardare il fine sport, continuare sempre con attenzione.
Ti è capitato di avere la sensazione che ti cascasse il modo addosso, se si come sei riuscito a toglierti la polvere di dosso e continuare dritto? “Quando ho scoperto di avere la sclerosi multipla, ma è stato un attimo ancor prima che il medico mi congedasse, io nella mia mente pensavo alla mia prossima maratona.”
Quale può essere un tuo messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarsi ad uno sport che può essere fatto di fatica, impegno, sudore, sofferenze? “Ai ragazzi devi dare l'esempio, devi far vedere, gli devi far vivere l'esperienza a finché possano apprezzarla.”
Brava vai avanti tu senza chiedere e vedrai che ti seguono, importante è sensibilizzarli senza convincerli, farli appassionare da soli così dureranno nel tempo e saranno convinti da soli.
C’è stato il rischio di incorrere nel doping nella tua carriera sportiva? “Purtroppo sì, da adolescente c'era meno controllo e ti affidavi agli allenatori che non sempre pensavano solo al tuo bene, oggi siamo tutti più consapevoli.”
Importante sviluppare consapevolezza in quello che si fa, fidarsi e affidarsi sì ma prima capire con chi si ha a che fare, per non rischiare salute e altro.
Qual è un messaggio che vorresti dare per sconsigliare l’uso del doping? “Droghiamoci di sport, facciamocelo bastare.”
In effetti già la droga diventa una droga, una dipendenza, ma ben venga se ti fa stare in piedi, se ti fa curare spirito, corpo e mente, ben venga se ti fa stare con la gente, se ti fa vedere sempre avanti, se ti fa avere tante strade aperte davanti da poter scegliere, da potersi sperimentare.
Ritieni utile la figura dello psicologo dello sport, se si per quali aspetti ed in quali fasi dell’attività sportiva? “Assolutamente si, per me fondamentale negli adolescenti, ma anche con chi come abituato a competere di punto in bianco si trova a non poter avere più certezze ... un peggiorando di 2h in maratona non è facile da mandar giù.”

Per affrontare certe situazioni diventa importante essere affiancato da una persona che ti possa aiutare ad aiutarti, ti possa aiutare a lavorare sulla consapevolezza, sviluppare resilienza, superare momenti e situazioni facendoti attingere risorse profonde e interne, risorse di rete, basta poco.
Se potessi tornare indietro cosa faresti? O non faresti? “Non smetterei di fare sport, nonostante i problemi di salute.”
Quali sono i sogni che hai realizzato e quali quelli da realizzare? “Ho realizzato sogni che non pensavo di avere, ogni medaglia è un sogno ... nel cassetto due gare: l'ultramaratona del gran sasso e il passatore.”
Le conosco entrambe, belle gare, dure prove ma ti resta tanto e porti a casa momenti preziosi.
Per approfondimenti sugli ultrarunner: Ultramaratoneti e gare estreme

 
Matteo SIMONE
http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html

Nessun commento:

Translate