giovedì 17 agosto 2017

Sara Paganucci: Il mio prossimo obiettivo Echappée Belle, 144km, D+ 11.100mt


La gara che sta preparando Sara partirà il 25 agosto e  in questi ultimi giorni ha bisogno di rimanere concentrata, ma più di concentrazione io direi che Sara ha bisogno dell’appoggio e il sostegno dei suoi familiari, amici e fan, pertanto tutti sono invitati a sostenere in qualche modo Sara per questa sua grande impresa.
Di seguito Sara risponde ad alcune mie domande per parlarci della sua impresa.
Ciao, quali sono i prossimi obiettivi, sogni da realizzare? “Il mio prossimo obiettivo è una delle gare più dure e tecniche della Francia e di tutta Europa, si chiama Echappée Belle, è lunga 144km e ha un dislivello positivo di 11.100mt.”
Sensazioni, emozioni, pensieri prima, del prossimo evento/gara importante? “Sensazioni, emozioni, pensieri, mi sento molto lusingata per esser stata ammessa a questa gara classificata come ultra sky marathon Extreme, dopo un primo rifiuto da parte degli organizzatori per un curriculum non troppo adeguato (la prima volta su questa distanza in tappa unica); mi hanno ricontattato via e-mail dicendomi che secondo loro ho tutte le carte in regola per poterla finire, da una parte però sono preoccupata e spaventata...una gara del genere non si improvvisa!”
Quali saranno le strategie di gara o per il buon fine dell'evento? “A dir la verità oltre al fatto di organizzare bene lo zaino, non so come gestirla...soprattutto nei tratti a 3000mt di quota, in cui ho pochissima esperienza.”
Ti consigli con un team? Famiglia, amici, figure professionali? “Diciamo che amo improvvisare, ma che poi ho diversi amici ultratrailer che con i loro preziosi consigli e le competenze del mio bravo allenatore, riesco ad arrivare abbastanza preparata a tutto ciò che mi prefiggo di fare.”
Infatti non è la prima volta che Sara si inoltra nel mondo dell’ultratrail o comunque dell’ultrarunner e sa a cosa va incontro, sa che deve curare tanti aspetti, non solo lo zaino ricco di indumenti indispensabili e integratori adeguati, ma anche uno zaino interno ricco di buone intenzioni, di buoni propositi, ricco di tanta fiducia in se e di momenti sperimentati in precedenti gare impegnative portate a termine con successo e con emozioni intense, forti e positive.
E’ cambiato nel tempo il tuo modo di preparati a gare o eventi importanti? “In effetti sì, è cambiato, per la preparazione fisica mi affido alle mani del mio allenatore, poi cerco di fare una vita regolare, dormire e mangiare bene...anche se…”
Tutto è difficile se aspiri a compiere imprese difficili e sfidanti ma tutto è fattibile se sei motivata, ti impegni, vai avanti curando il tuo cuore e prendendoti cura di te stessa integralmente dalla testa ai piedi compreso spirito e anima.
Utilizzi una preparazione mentale pre gara/evento? “Non utilizzo una preparazione mentale pre gara ma leggo molto, tra cui anche libri sulla psicologia sportiva, da cui traggo alcuni insegnamenti che possono essermi utili in gara per spostare la testa dai pensieri negativi...ma non sempre ci riesco!”
Coccole e auoprotezione hanno posto nella tua preparazione o nel pre gara/evento? “Come coccole mi lascio trastullare dalle mani sapienti di un fisioterapista nei momenti in cui non riesco a scaricare bene; e cerco di mangiare bene, riposare e fondamentale "non tirare" in allenamento.”
Importanti psicologia e coccole, con la psicologia sposti la fatica da fisica a mentale e quindi coccoli il fisico e fai faticare la mente che si allena a trovale le modalità e strategie per spostare blocchi e pensieri negativi aprendo le porte per direzioni sempre più percorribili e le coccole aiutano a poterti massacrare di più quando c’è da insistere con gli allenamenti o percorsi di gara impegnativi per sopportare sofferenze e dolori passeggeri.
Hai un tuo idolo, modello di riferimento, ti ispiri a qualcuno? “Idoli e modelli ne ho diversi, famosi e meno famosi; persone che stimo tantissimo a livello atletico e non...e da ognuno di loro cerco di apprendere le migliori qualità, fosse anche solo l'umiltà!
Qual è una tua esperienza che ti dà la convinzione che ce la puoi fare? “Un'esperienza che mi da una forte carica, è la Marathon Des Sables, sapere di esser riuscita a stare nel deserto 6gg in totale autosufficienza alimentare, a 50°, senza lavarsi per una settimana ti da una bella carica; ma ho imparato che le gare non vanno mai sottovalutate, soprattutto quelle in montagna, ci sono troppe variabili di cui tener conto...nessun percorso è facile!”
Importante la consapevolezza delle proprie capacità ma ancora più importante la consapevolezza dei propri limiti e di quello che si sta per fare, e altrettanto importanti sono le precedenti esperienze di successo, di riuscita, di arrivi meritati con immensa soddisfazione, a volte ci impigriamo e pensiamo che tutto è difficile, che bisogna ricominciare da zero e invece è un attimo, basta mettersi in movimento, alzarsi e partire per accorgersi che c’è ancora tanta forza, volontà e resistenza.
C’è una parola o una frase detta da qualcuno che ti aiuta ad affrontare la prossima gara/evento? “Ho una frase che mi ripeto come un mantra nei momenti più duri che è "col cazzo che mollo, il dolore non esiste, va tutto bene!"...ma prima di partire per ogni avventura (o viaggio come li definisco io) ascolto due canzoni che mi motivano molto e sono "Ride" dei Twenty One Pilots e "Never Give Up" di Sia, mi danno una bella carica positiva!”
E allora già da ora familiari, amici e fan possono dare un po’ di carica positiva a Sara proponendo le seguenti due canzoni: "Ride" https://www.youtube.com/watch?v=Pw-0pbY9JeU e "Never Give Up" https://www.youtube.com/watch?v=s43sptuwkvA
C’è qualcuno che contribuisce al benessere e performance nello sport? “Le persone che contribuiscono al benessere dello sport nel mio caso, sono: il mio allenatore, il fisioterapista, la mia famiglia che mi sta vicino sempre anche con piccole cose come le "caramelle energetiche di nonno Mario" (mio padre) che altro non sono che semplici gelees alla frutta, ma che quando non ne posso veramente più, mi consolano tanto! E l'affetto di amici sinceri che mi fanno sentire sempre la loro vicinanza; anche quando sono là...a volte arrivo solo per rispetto a loro!”
Il pensiero e l’affetto di familiari, amici e fan, portano tante energie utili in gara, anche quando sembra che si è alla frutta, si riesce, pensando a loro, di tirare fuori le risorse residue dai nostri luoghi interni più profondi.
Cosa hai scoperto del tuo carattere che ti aiuta nel prepararti e affrontare gare/eventi importanti? “Del mio carattere ho scoperto l'inesauribile forza, la caparbietà, la sicurezza, l'amore e il rispetto di me stessa che mi fanno stare bene in solitaria per diverse ore...tanto che anche fuori dalle competizioni, ricerco questo aspetto, allenandomi in notturna da sola sulle mie montagne.”
Sara diventa un Orso gentile, in giro per montagne per allenarsi a essere forte da sola e con altri, un lupo cortese in giro per tanti chilometri di notte cercando se stessa, sperimentando una vita piena.
Quali sono le capacità, caratteristiche, qualità che ti aiutano in gare/eventi importanti? “Soprattutto la forza mentale e la capacità di riuscire a sbrigarmela da sola in ogni (o quasi) situazione.”
Se pensi diventa difficile, quando ti trovi in certe situazioni qualcosa ti inventi, per ogni problema c’è almeno una soluzione, tocca solamente crederci e capire come fare per uscirne più forti.
Ritieni utile la figura dello psicologo dello sport prima di una gara/evento importante? “Anche se personalmente non ho mai avuto modo di interfacciarmi con uno psicologo sportivo, penso che sì sarebbe molto utile, soprattutto per scomporre i blocchi mentali che ci poniamo ed acquisire maggior autostima in se stessi e di conseguenza riuscire ad ottenere maggiori soddisfazioni dallo sport che pratichiamo.”
Vero, mollare un po’ con le convinzioni che ci vogliono sabotare e sviluppare più consapevolezza nelle nostre risorse e capacità di essere al mondo, di occupare spazio nel mondo, di essere artefici del nostro destino.
Per approfondimenti: "Ultramaratoneti e gare estreme"di Matteo Simone (Autore)
Chi sono gli ultramaratoneti? Cosa motiva questi atleti? Quali meccanismi psicologici consentono loro di affrontare gare estreme? Cosa li spinge a spostare sempre più in avanti i limiti fisici?
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