mercoledì 9 agosto 2017

Roberto Guerra: La gara della mia vita è stata quella di mettermi in gioco


Si fa sempre in tempo a cambiare stile di vita e abitudini quotidiane un po’ malsane, come la sedentarietà e il fumo di sigaretta, si fa sempre in tempo a salire sul treno dell’attività fisica, non c’è età, non c’è una modalità precisa, ognuno si può sperimentare a iniziare dal cammino.
Di seguito mio cugino Roberto racconta la sua esperienza di camminatore di lunghe distanze rispondendo ad alcune mie domande.
Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “Campione è una cosa grande e quindi non mi sento un campione, ma sono soddisfatto dei traguardi raggiunti.”
Io considero mio cugino Roberto un campione per essere riuscito a smettere di consumare un paio di pacchetti di sigarette al giorno, lo considero campione per aver iniziato il percorso del cammino, per aver partecipato mettendosi in gioco ad alcune gare podistiche camminando e portando a termine il suo impegno fino al traguardo, per aver fatto cammini notturni di 60 chilometri da Manfredonia al convento di San Matteo per aver fatto ultimamente 100km da Manfredonia a San Menaio percorrendo la litoranea Garganica. Manfredonia sempre più città del cammino, lunghi cammini in silenzio per scoprire noi stessi a contatto con la natura e la fatica, 62km. Grande team frizzi e lazzi, grandissimi i cugini Roberto e Filomena.
Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta? “Per raggiungere i miei traguardi ho avuto molta costanza e determinazione.”

Per cambiare stile di vita, ci vuole tanta consapevolezza, tanto impegno, costanze e determinazione, le prime volte è facile abbandonare la partica dell’esercizio fisico perché non si è abituati, è faticosa ma se qualcuno ti coinvolge, se riesci a farti prendere in qualche modo poi diventa un’opportunità di vivere più intensamente, e più realmente.
Quali sono i fattori che hanno contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “La voglia di vivere in modo sano.”
Nello sport chi ha contribuito al tuo benessere o alla tua performance?Nello sport il mio amico Michele mi ha aiutato molto con i suoi allenamenti.”
Ci vuole sempre qualcuno che propone, che organizza, che coinvolge e, a Manfedonia, Michele Spagnuolo è diventato una figura di riferimento per tanti camminatori, ultracamminatori e ultrarunner, camminati e percorsi per tutti con ogni modalità, per grandi e piccini, per famiglie, di pomeriggio, all’alba di sera, per monti, per città, per spiaggia, per valli.
Qual è stata la gara della tua vita, dove hai sperimentato le emozioni più belle? “La gara della mia vita è stata quella di mettermi in gioco e provare ad affrontare nuove emozioni.”
Quale è stata la tua gara più difficile? “La cento km fatta in autonomia con la compagnia di alcuni amici.”
Bella esperienza, bella sfida, io ho fatto solo i primi 30km, so cosa vuol dire averni fatti 100km.
Ti va di descrivere un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva? “Di episodi ce ne sono tanti non ho uno in particolare sono tutti belli.”
Quali sono o sono state le sensazioni che sperimenti facendo sport: pregara, in gara, post gara? “Le sensazioni più belle sono le ansie pregare, tipo la preoccupazione di non farcela o di avere qualche problema fisico.”
Quali sono le difficoltà, i rischi, a cosa devi fare attenzione nel tuo sport? “Non ho difficoltà mentali anzi a volte sono di supporto, le mie possono essere solo ahimè fisiche.”
Cosa ti fa continuare a fare sport? “Lo sport è vita.”
Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni? “Con calma e pazienza.”
Quale può essere un messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarsi allo sport? “Ai giovani voglio dire che essere bullo è semplice quando si incontra un debole ma essere forti nello sport vuol dire tanta voglia di vivere sani.”
Pertanto per i ragazzi fare sport diventa una buona palestra per affrontare la vita quotidiana, per relazionarsi con gli altri, per raggiungere obiettivi nello sport, nel lavoro, nella famiglia, nella vita quotidiana.
I tuoi famigliari ed amici cosa dicono circa il tuo sport? “I miei familiari mi incitano nel proseguire ma nessuno mi segue.”
Nessuno proprio no, la moglie Filomena, una grande sportiva ultra camminatrice, anche lei in grado di portare a termine resilientemente e felicemente 100km della litoranea Garganica Manfredonia – San Menaio.
Cosa hai scoperto di te stesso nel praticare attività fisica? “Avere tanta forza interiore che prima era sola da immaginare.”
Nuove consapevolezze attraverso lo sport, soprattutto attraverso lo sport di endurance, di lunga durata, accorgersi di avere risorse residue nel proprio corpo e nella propria nima e soprattutto nella propria mente.
Quali sono i tuoi prossimi obiettivi? Quali sono i sogni realizzati e da realizzare? “I miei prossimi obbiettivi sono la coerenza in quello che ho fatto.”

Vero, un grande obiettivo sarebbe già quello di continuare questo percorso, di restare su questo treno salutare dell’attività fisica.
Per approfondimenti: Ultramaratoneti e gare estreme.
Chi sono gli ultramaratoneti? Cosa motiva questi atleti? Quali meccanismi psicologici consentono loro di affrontare gare estreme? Cosa li spinge a spostare sempre più in avanti i limiti fisici?
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