lunedì 14 agosto 2017

Silvia Serafini, runner: E’ successo che ho vinto


Sembra che Silvia sia una forte amante delle sfide, se viene stimolata, riesce a fare delle cose straordinarie e sorprendenti, se gli dici che corre con le gambe storte, lei si applica e ti dimostra che se vuole con le sue gambe ci corre ad alti livelli sia in pista che su strada e soprattutto in montagna, infatti nella sua carriera sportiva si è cimentata su distanze che vanno dai 400 metri fino alla mezza maratona, ma anche in gare in montagna dove trova la sua massima libertà di espressione atletica arrivando su vette fatte di montagne e podi prestigiosi.
Ti sei sentita campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “Sì, quando sono arrivata terza alla coppa del mondo.”
Nel 2012 Silvia Serafini conquista la medaglia di bronzo nella classifica generale della Skyrunner World Series, la Coppa del Mondo di Skyrunning.
Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta? “Ho iniziato perché a pallamano dicevano che correvo storta.”
Quali sono i fattori che contribuiscono al tuo benessere o alla tua performance? “L’essere tranquilla, senza stress da lavoro o famiglia e la consapevolezza di essere in forma.”
Nello sport chi contribuisce al tuo benessere o alla tua performance? “Al momento mi alleno da sola, ma ho sempre avuto allenatori.”
Qual è stata la gara della tua vita, dove hai dato il meglio di te o dove hai sperimentato le emozioni più belle? “Il Giir Di Mont 2013 a Premana. Ho vinto riuscendo a battere per la prima volta una ragazza che di solito arrivava molto prima di me.”

La mia impressione è che se qualche avversaria la stimola, ci si mette di impegno e dimostra a se stessa e agli altri che se vuole può impegnarsi, crederci di più e serenamente aumentare il ritmo di corsa fino a giungere prima al traguardo di atlete fortissime. Quindi un messaggio che mi sento di dare ai familiari, amici, fan e soprattutto allenatori è di stimolarla senza troppo offenderla nel dirle che non ha fatto niente di straordinario, ci sono ancora atlete più forte di lei e anche atleti che la battono, così potrebbe incattivirsi e arrivare anche prima degli uomini in alcune gare. Quello che l’aiuta forse è la sua serenità, la sua forte passione per lo sport, montagna e sfide, il suo benessere che ne consegue oltre alla performance.
Quale è stata la tua gara più difficile? “Ho dovuto ritirarmi in parecchie gare per infortuni. Direi che le gare più dure sono state quelle affrontate nel 2014 e 2015 perché ero in overtraining.”

In effetti Silvia è giovanissima rispetto alle sue prestazioni da Super Woman, in questi anni ha avuto l’occasione di sperimentarsi e a volte è potuto succedere che si sia lasciata prendere troppo dalla voglia di osare troppo soprattutto negli allenamenti non rispettando il corretto ciclo riposo attivazione che sarebbe auspicabile per persone normali che lavorano e fanno attività famigliare che contempla anche un riposso notturno e cure appropriate, quindi soprattutto lei che corre e salta tra i monti arrampicandosi in altitudine, sarebbe opportuno coltivare periodi di coccole e recuperi appropriati per non esaurire motivazioni e tutto ciò che ha a che fare con la parte prettamente fisica come muscoli e articolazioni.
Qual è una tua esperienza che ti possa dare la convinzione che ce la puoi fare? “Il fatto che nel 2014 e 2015, nonostante mi sentissi male, riuscivo a portare a termine lo stesso le gare.”

Questo dimostra che il talento c’è, motivazione e passione anche, si tratta solamente dii sapersi gestire momento per momento e comprendere le giuste direzioni per ottenere soddisfazioni e successo.

Ti va di descrivere un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva? “La mia prima mezza maratona è stata la mezza di Padova nel 2010. I miei non sapevano che mi ero iscritta. Al tempo non erano favorevoli che corressi lunghe distanze. E’ successo che ho vinto e un collega runner di mia mamma nel pomeriggio ha chiamato casa mia per congratularsi e i miei sono “cascati dal pero”. Mi hanno subito chiamato per sentire se mi sentissi bene.”

Questo è il mondo sorprendente e bizzarro dei runner e ultrarunner.
Quali sono le sensazioni che sperimenti facendo sport? “Credo libertà prima di tutto. E’ un buon anti stress e mi ricarica di energie per affrontare la settimana.”
Quali sono le difficoltà, i rischi, a cosa devi fare attenzione nel tuo sport? “Devo fare attenzione a non gareggiare troppo e a programmare accuratamente allenamenti e impegni agonistici, per evitare di incorrere nuovamente nell’overtraining.”

In effetti Silvia deve imparare a diventare manager di se stessa, per gestirsi al meglio e contattare veramente se stessa per comprendere al meglio come muoversi con lo sport ma continuando ancora a fare errori per migliorarsi sempre di più ma allo stesso tempo affinando le capacità di esprimersi al meglio a livello internazionale, libera di sfidare e competere con i più forti atleti in circolazione.
Quali sono le condizioni fisiche o ambientali che ti inducono a fare una prestazione non ottimale? “Devo essermi allenata adeguatamente, alimentata correttamente e riposata. Non devo sentirmi stressata e devo essere convinta di stare bene.”
Cosa ti fa continuare a fare sport? “Credo che ormai sia parte della mia routine.”
Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni? “Facendo molto affidamento sulla mia famiglia, su amici, allenatori. Cercando di ascoltare i loro consigli. Per un periodo ho anche cambiato sport (triathlon) per cercare nuovi stimoli.”
Quale può essere un messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarsi allo sport? “Fare ciò che piace e non viverlo come un imposizione.”
Quale può essere un messaggio per sconsigliare l’uso del doping? “Lo sport è un gioco. Se vinci barando non c’è gusto.”
I tuoi famigliari ed amici cosa dicono circa il tuo sport? “Ora lo accettano e hanno iniziato a praticarlo. Ma ci sono voluti 10 anni.”
Cosa hai scoperto di te stesso nel praticare attività fisica? “Che sono molto testarda, che posso affrontare e risolvere i problemi, che ho la capacità di reagire alle difficoltà.
Riesci ad immaginare una vita senza lo sport? “No, non riuscirei.”
Hai mai pensato per infortuni o altro di smettere di essere atleta? “Sì, l’ultimo anno di università. Alla fine, dopo una pausa, sono riuscita lentamente a riprendere, ma non agli stessi livelli di prima.”
Ritieni utile la figura dello psicologo dello sport? Per quali aspetti ed in quali fasi? “A dir la verità non ho mai parlato con uno psicologo dello sport, ma credo mi sarebbe stato utile, soprattutto per affrontare il periodo dell’overtraining.”
Quali sono i tuoi prossimi obiettivi? Quali sono i sogni realizzati e da realizzare? “Vorrei trovare il tempo e la volontà di tornare ad allenarmi in pista un po’ più seriamente, e preparare una maratona su strada.”

Importante cavalcare l’onda del cambiamento e valutare quello che c’è al momento presente in termini di volontà e possibilità, quindi nuove consapevolezze, nuovi stimoli e nuove direzioni.

Per approfondimenti: Ultramaratoneti e gare estreme di Matteo Simone (Autore)
Chi sono gli ultramaratoneti? Cosa motiva questi atleti? Quali meccanismi psicologici consentono loro di affrontare gare estreme? Cosa li spinge a spostare sempre più in avanti i limiti fisici?
Posizione nella classifica Bestseller di Amazon: n.39 in Libri > Sport > Corsa e maratona
Inoltre è in uscita Maratoneti e ultrarunner. Aspetti psicologici di una sfida, edizioni-psiconline.


http://www.unilibro.it/libri/f/autore/simone_matteo
http://ilsentieroalternativo.blogspot.it/p/chi-siamo.html
Posta un commento

Translate