Dott. Matteo Simone
Nello
sport impegnativo e faticoso, soprattutto in montagna, è importante essere
consapevoli delle proprie capacità e dei propri limiti.
Diventa ancora più
importante prepararsi bene per affrontare tali gare, fare un’adeguata
preparazione senza improvvisare, sapere quanto si vale e come poter affrontare
tali gare.
Finita la gara si tratta di portare a casa nuove consapevolezze,
conoscersi meglio e rispettare il ciclo impegno, attesa, gara, debriefing per
comprendere cosa è successo, come far meglio e godersi i periodi di riposo e
recupero soprattutto il terzo tempo fatto di incontri e confronti mangerecci.
Di
seguito Maurizio, giornalista sportivo,
responsabile del portale www.sportdimontagna.com,
racconta la sua esperienza di atleta rispondendo ad alcune mie
domande.
Ti
sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “Campione mai, soddisfatto ogni volta che
ho dato tutto chiudendo una gara con la consapevolezza che non si poteva fare
meglio.”
Qual
è stato il tuo percorso per diventare atleta? “Arrivo dal calcio a 5, passando dai
campi a 11. La mia passione per la montagna e per la corsa è nata a 20 anni
seguendo le gesta degli skyrunner al Trofeo Kima. Ho iniziato con strada,
campestre e mountain running.”
Quali fattori hanno contribuito al tuo benessere o performance? “Parlerei al presente visto che è ancora così. Faccio sport, corro e faccio skialp perché mi fanno stare bene. Sono la mia valvola di sfogo.”
Quali fattori hanno contribuito al tuo benessere o performance? “Parlerei al presente visto che è ancora così. Faccio sport, corro e faccio skialp perché mi fanno stare bene. Sono la mia valvola di sfogo.”
Qual
è stata la gara della tua vita dove hai dato il meglio di te o hai
sperimentato le emozioni più belle? “Kima trail running,
forse la mia migliore gara di sempre.”
Il 27 agosto 2016 Maurizio ha corso il Kima Trail km 14 in 1h04'08 classificandosi 12^ assoluto. Il vincitore è stato Francesco Della Torre 57'44" precedendo Phil Gale 58'28" e Andrea Prandi. Tra le donne ha vinto Elisa Sortini 1h12'07" precedendo Giulia Compagnoni 1h13'51" e Giulia Murada 1h16'05".
Quale
è stata la tua gara più difficile? “Trofeo Vanoni, la gara di casa, la gara che
più mi piace, ma che proprio non riesco a interpretare.”
Il Trofeo Vanoni è una gara internazionale di corsa in montagna a staffetta di tre elementi per il settore maschile ed individuale per il settore femminile che si svolge sempre la quarta domenica di ottobre, ininterrottamente dal 1958 a due anni di distanza dalla morte dell'economista e politico morbegnese Ezio Vanoni, cui la gara è intitolata.
La gara maschile si svolge su un percorso di 7 km con un dislivello di 500 metri, mentre quella femminile è lunga 5,5 chilometri con un dislivello di 300 metri.
La prima edizione maschile del Trofeo Vanoni si è svolta nel 1958, mentre la prima edizione del Vanoni femminile si è svolta nel 1984.
La società che detiene il maggior numero di vittorie è il Gruppo Sportivo Forestale, che ha stabilito nel 2007 anche il nuovo record a squadre con il tempo di 1h28'45" (Rinaldi, Manzi e De Gasperi nel 2007).
Quale tua esperienza ti può dare la convinzione di potercela fare? “Sellaronda Skimarathon. Non sono mai
stato uno da gara lunga, ma preparandola l'ho gestita davvero bene.”
Quali sensazioni sperimenti facendo sport: pre-gara, in gara,
post-gara?
“Pre gara un mix di tensione e concentrazione, in gara provare a dare tutto
sempre e comunque, post gara breve debriefing e poi terzo tempo.”
Nel tuo sport quali
sono le difficoltà e i rischi? A cosa devi fare attenzione ? “Gestirsi, gli anni passano gli acciacchi
aumentano.”
Diventa
importante essere accurati negli allenamenti, nella scelta delle gare, nel
rispettare i periodi di riposo e recupero, nutrire mente e corpo anche con
coccole e massaggi, tanta attenzione a se stessi per durare il più a lungo
nello sport nel miglior modo possibile, benessere e performance.
Cosa
ti fa continuare a fare sport? “Il divertirmi a farlo e l'amore per la
montagna.”
Se
c’è passione e motivazione tutto diventa più facile e divertente, la fatica ha
un peso relativo, viene snellita dalle sensazioni di benessere che si
sperimenta attraverso i sensi che si nutrono di odori, immagini, e piacevole
compagnia umana o animale.
Come
hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni? “Pensando che tutto passa e che c'è gente
che combatte battaglie ben più dure.”
Questo
è vero, ogni volta che ti succede qualcosa di fastidioso, che sia imprevisto,
crisi, difficoltà ti accorgi di essere vivo e che la vita contempla anche cose
poco accettabili dall’essere umano che a volte vorrebbe che andasse tutto
liscio come se fosse morto, ma la bellezza della vita sta proprio nel trovarsi
nella difficoltà e accorgersi di avere capacità e forze per andare avanti,
superare, chiedere aiuto, saper aspettare, lo sport aiuta tanto ad acquisire
queste capacità resilienti.
Quale
può essere un messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarli allo sport? “Fare sport fa bene a te, ne guadagnano i
rapporti interpersonali.”
Vero, in famiglia e al lavoro invogliate i vostri parenti e colleghi a intraprendere uno sport ci guadagnano loro sperimentando nuovo benessere e ci guadagnano i vicini per il clima che si respira di rinnovato benessere, di produttività, di pace e serenità.
Vero, in famiglia e al lavoro invogliate i vostri parenti e colleghi a intraprendere uno sport ci guadagnano loro sperimentando nuovo benessere e ci guadagnano i vicini per il clima che si respira di rinnovato benessere, di produttività, di pace e serenità.
Familiari e amici cosa dicono circa il tuo sport? “Alcuni apprezzano questa mia passione
altri non capiscono come è normale che sia.”
Cosa
hai scoperto di te stesso nel praticare sport? “Una tenacia che non pensavo di avere.”
Riesci
a immaginare una vita senza sport? “Mhmm, sarebbe dura.”
Hai
mai pensato per infortuni o altro di smettere di essere atleta? “Sì, ma per fortuna questo pensiero è
durato poco.”
Ritieni
utile lo psicologo dello sport? Per quali aspetti? “Ognuno ha un proprio mentore/consigliere,
sì penso che serva a guardare lo sport e le performance con occhi più obiettivi.”
Prossimi obiettivi? “Non ne ho a breve termine, in questo
periodo non sto correndo con continuità, indi l'obiettivo primario è tornare in
forma, poi si vedrà.”
Dott. Matteo Simone
Psicologo, Psicoterapeuta
Autore di libri psicologia e sport







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