giovedì 31 agosto 2017

Loris Cappanna: Duathlon a Cagli (PU), quale occasione migliore per iniziare


Se si vuole si riesce a fare tante cose, importante è decidere obiettivi e mete, studiarle a tavolino e pianificare il percorso per arrivarci nel miglior modo possibile.

Loris, racconta la sua esperienza di duathlon rispondendo ad alcune mie domande.
Come hai deciso di fare questa gara di duathlon?Assieme alle mie guide è da tempo che ci alleniamo per il triathlon ma ci vogliamo arrivare per grado. Una settimana fa ero su Facebook e per caso ho ascoltato di questa gara di duathlon a Cagli (PU). Quale occasione migliore per iniziare, due telefonate di cui una a Stefano (atleta guida) e una agli organizzatori della gara e ci siamo lanciati.” 

Certe cose vanno fatte insieme o per comodità o per necessità, nel caso di Loris, essendo non vedente, è costretto a fidarsi e affidarsi ad altri che gli fanno da guida, che vedono per lui, che gli anticipano la strada e soprattutto eventuali ostacoli, deviazioni, insomma per andare avanti devi capire dove metti i piedi, ma tutto diventa fattibile se sei disposto a chiedere una mano o la vista di un amico.
Che sapore ti lascia?Un sapore di vittoria ma non quella di una medaglia o classifica, ma quella della vita e delle sue emozioni.

La vittoria consiste nel permettersi di fare certe cose nonostante tutto, nonostante gli impedimenti fisici o sensoriali, nonostante le difficoltà, nonostante il buio, Loris è uno che sfida il buio, ama dimostrare agli altri che bisogna guardare oltre, bisogna guardare con il cuore e con ola testa, bisogna guardare con gli altri e grazie agli altri, Loris permette alle sue guide di aiutarlo, di sperimentarsi loro stessi, perché è una sfida anche per loro saper guidare un altro, saper indicare bene, saper segnalare in tempo e con la massima precisione, mettendo in conto che si può sbagliare, ci si può distrarre.
Cosa racconterai a casa e agli amici? Che amo questa vita ancora più di prima e che posso ritenermi felice e fortunato.

Grazie allo sport, grazie alle guide, grazie alla sua testardaggine, alla sua determinazione, impegno, forza di volontà, Loris sperimenta ogni giorno una nuova vita, sempre in cerca di nuovi orizzonti, nuove sfide.
Prossimi obiettivi e sogni da realizzare?Sono diversi e tutti importanti e ai quali sto dedicando tutto me stesso. Non voglio svelare ancora nulla, preferisco impegnarmi senza pressioni, agire e poi raccontare.

Loris sembra essere uno che sa costruire, sa vedere chiaro il suo futuro, sa impilare piccoli obiettivi così come un muratore impila mattonella su mattonella per costruire case e ville.
Hai avuto particolari problemi o criticità?La frazione di corsa era abbastanza nervosa e non facile da gestire per il mio atleta guida, ma Stefano Masini si è dimostrato una Top guida.  Chapeau!

La guida deve essere molto focalizzato sul compito e sull’atleta che accompagna, non deve mai perdere di vista tutto ciò che circonda se stesso e il suo compagno, non può pensare ai problemi che ha a casa, se casca lui rischia di far cascare anche il compagno, quindi quando si corre si corre, quando si va in bici si va in bici, quando si nuota si nuota, e poi ci si può rilassare, si può recuperare, ci si può distrarre.
Hai fatto incontri particolari?Come sempre in gara si instaurano amicizie di fatica e stima reciproca. Per molti eravamo una novità, c'era incredulità e stupore per quello che siamo riusciti a portare a termine.

Loris è molto conosciuto, oramai è un testimonial per tanti, atleti e persone normodotate o disabili, piccoli e grandi, è capace di dimostrare che non bisogna aver paura del buio, non bisogna aver paura dell’ignoto, si può affrontare tutto documentandosi, facendosi aiutare, provandoci, mettendo in conto che si può sbagliare ma sempre pronti a riprovare con tatto di sorriso.
E' andato tutto come previsto?Avevo diversi dubbi ma alla fine è andata alla grande e sicuramente dovuto anche alla perfetta macchina organizzativa.”

La prima è sempre un’incognita, ci possono essere imprevisti a cui non si è considerato, ma nella vita bisogna saper e voler rischiare, uscire fuori dalla comfort zone, mettersi in gioco, sperimentare, apprendere dall’esperienza.
Come trasformi questa esperienza in insegnamenti per te e per gli altri?Per l'ennesima volta ho avuto l'insegnamento che nella vita nulla è impossibile, basta inseguire i propri sogni con estrema convinzione e spirito di sacrificio.”

Vero, crederci e impegnarsi, e piano piano ottieni quello che vuoi, quello che disegni prende forma e vita.
Cosa racconterai a te stesso?Che sono un sano folle ma finché la mia follia sarà sete di conoscenza, sperimentare, osare e non mollare mai, preferisco non farmi curare.”

Follia sana, dice Loris, permettersi di fare quello che gira per la testa, senza limiti, senza giudizi.
Le sensazioni e le emozioni che più ti restano addosso?Quando ho tagliato il traguardo ho pianto come un bambino e abbracciato forte Stefano. Due momenti che dicono tutto.”

Due momenti forti, intensi, densi, liberatori, che fanno sentire sensazioni e emozioni, fanno scorrere liquidi, fanno sentire umidità, calore fraterno.
Cosa hai respirato? Sentito? Percepito?Ho respirato l'aria della vita, sentito che sono vivo e percepito che la felicità è attorno a noi. In conclusione vorrei ringraziare tutti coloro che mi sostengono, salutano e incitano. Vorrei ringraziare tutte le mie guide e loro occhi, per donarmi luce dove luce non c'è. Grazie.”

E tutti noi non possiamo che ringraziare Loris per il suo coraggio, per la sua vitalità, per quello che trasmette. La felicità dipende da noi stessi, da chi ci circonda, ci vuole forza, energia ed entusiasmo per rendersi felici e per rendere felici gli altri.

Un’intervista a Loris è riportata nel mio libro “Triathlon e Ironman. La psicologia del triatleta”, Prospettiva Editrice, Civitavecchia, settembre 2019.  
Gli atleti vanno alla ricerca di sensazioni positive e di benessere, ed alla ricerca della sfida, per verificare quanto si è capaci a perpetrare uno sforzo nel tempo. Gli atleti considerano l’importanza del fattore mentale, affermando che non basta solamente l’allenamento fisico, ma è opportuno sviluppare anche aspetti mentali, quali la caparbietà, la tenacia, la determinazione e questi aspetti poi saranno utili anche per la vita quotidiana; infatti, essi permetteranno di saper gestire e affrontare determinate situazioni considerate difficili.
 

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR
380-4337230 - 21163@tiscali.it

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