martedì 15 agosto 2017

Maria Elisabetta Bellini, ultrarunner: Magredi MMT 100 miglia, la più difficile


La resilienza permette di affrontare quotidianamente le sfide che la vita ti mette davanti, o alche le sfide che ti vai a cercare per esempio attraverso lo sport, puntano a obiettivi e mette difficili ma comunque raggiungibili con un duro lavoro e impegno costante.
Di seguito Maria racconta la sua esperienza di atleta rispondendo ad alcune mie domande.
Ti sei sentita campione nello sport almeno un giorno della tua vita o sempre un comune sportivo? "Campione è una parola che può avere diversi significati. Mi sento comune sportivo con momenti da "campione" nel senso che, per i miei standard, faccio una buona prestazione e quindi, contenta.”
Qual è stato il tuo percorso per diventare Atleta, qual è stato il primo sport che hai praticato? “Quando con amici ci si è messi insieme per organizzare una gara storica in Emilia. Piano piano da sedentaria ho rivoluzionato la mia vita. Da giovane praticavo nuoto. Mi piacerebbe tutt'ora riuscire a nuotare meglio.”
Come ha contribuito lo sport al tuo benessere e quali fattori hanno contribuito al tuo benessere o performance? “Benessere fisico. Mentale. Costanza, rigore, schema.”
Chi ha contribuito al tuo benessere nello sport o alla tua performance? “Tutte le persone che continuamente lottano e si mettono in gioco. Sono d'ispirazione.”
Cosa hai scoperto del tuo carattere nel diventare atleta? “La resilienza.”
Quali sono le tue capacità, risorse, caratteristiche, qualità che hai dimostrato di possedere? “Resilienza, determinazione, costanza. (Nella sfera sportiva!).”
Che significa per te partecipare ad una gara sportiva? “Un po' una rottura. Non sono competitiva. Ma mi piacerebbe esserlo! Per cui "la gara" la vivo un po' da estranea. Mi piace "l'evento" in se, persone, fanfara, rito, realtà ma non mi sento parte integrante dell'agonismo.”
Quali sono i tuoi pensieri facendo sport pregara, in gara, post gara? “Pensieri "pre" un po' di "ansia" da "ho tutto?"...e "sonno cosmico". Pensieri "durante"...se lasciati liberi... tipo circo, quindi cerco di focalizzare sul "here and now". Pensieri "post"...generalmente serenità e gioia.”
Quando si tratta di mettersi in gioco è inutile pensare e preoccuparsi di quello che avresti potuto fare o di quello che potrebbe succedere, diventa importante far leva sulle proprie capacità, fidarsi tanto di se stessi, e buttarsi di petto nell’esperienza cercando di fare il meglio possibile nel senso non solo di fare un’ottima prestazione sportiva, ma un’esperienza ricchissima dal punto di vista esperienziale, sperimentando tanto a livello di sensazioni corporee, emozioni e credendoci tanto nelle proprie possibilità e nella propria riuscita.
Quale è stata la gara più difficile, quale gara ritieni non riuscire a portare a termine? “Magredi MMT 100 miglia, la più difficile. E penso che con la giusta preparazione, di portare a termine tutto. (Non so in che stato arriverei!).”
Magredi Mountain Trail è una corsa attraverso le montagne della provincia di Pordenone.
Quali sono le condizioni fisiche o ambientali che ti hanno indotto a fare una prestazione non ottimale? “Fattori climatici: il caldo. Fattori miei: età, stanchezza, scarso allenamento.”
Cosa ti ha fatto mollare o cosa ti fa continuare a fare sport? Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni? “Uno stop lungo per fascite plantare, superata fisicamente con plantari e un anno e mezzo di stop alla corsa. Superata mentalmente. Continuo perché mi piace, lo devo a me stessa, e vorrei continuare.”
Ti è capitato di avere la sensazione che ti cascasse il modo addosso, se si come sei riuscito a toglierti la polvere di dosso e continuare dritto? “Sì. Con l'ironia si scrolla via un sacco di polvere.”
Qual è un messaggio che vorresti dare per sconsigliare l’uso del doping? 1. È barrare. 2. È sporco. 3. Inganni te stesso.”
Ritieni utile la figura dello psicologo dello sport, se si per quali aspetti ed in quali fasi dell’attività sportiva? “Si, utile. Per tutte le fasi dello Sport. Dalla percezione di se, ai blocchi mentali sportivi, a poter liberare il meglio di se.”
Se potessi tornare indietro cosa faresti? O non faresti? “Avrei imparato meglio l'italiano. Non avrei dato via la mia collezione di dischi. Magari avrei apprezzato di più ‘il momento’.”
Quali sono i sogni che hai realizzato e quali quelli da realizzare? “Ho realizzato davvero tanti sogni. Mi sono esposta, ho rischiato, ho sempre cercato d'essere fedele a me stessa, ai valori personali e alla correttezza. Spesso ho varcato la linea che ti permette di abbandonare il tuo "safety zone". Con risultati complessi, positivi e anche negativi! Da realizzare ne ho ancora tanti. Piano piano ci sto lavorando. È la parte più bella!”
La parte più bella è avere sempre nuovi orizzonti, avere diverse strade da percorrere e decidere per momento per momento ora quale si vuol percorrere organizzandosi al meglio e cercando di non trascurare nessun aspetto importante per fare un’esperienza arricchente.

Per approfondimenti: Ultramaratoneti e gare estreme.
Chi sono gli ultramaratoneti? Cosa motiva questi atleti? Quali meccanismi psicologici consentono loro di affrontare gare estreme? Cosa li spinge a spostare sempre più in avanti i limiti fisici?
Posizione nella classifica Bestseller di Amazon: n.39 in Libri > Sport > Corsa e maratona
Inoltre è in uscita Maratoneti e ultrarunner. Aspetti psicologici di una sfida, edizioni-psiconline.


http://www.unilibro.it/libri/f/autore/simone_matteo
http://ilsentieroalternativo.blogspot.it/p/chi-siamo.html

Nessun commento:

Translate