mercoledì 16 agosto 2017

Muay thai: Devo fare attenzione a prendere meno colpi possibile

Matteo Simone

Lo sport, a volte diventa una cura, un’opportunità per ritrovare se stessi, per sperimentare benessere fisico e mentale. Di seguito l’esperienza di un atleta che racconta le sue impressioni rispondendo ad alcune mie domande.
Ti va di descrivere un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva? “Sì: durante un combattimento di muay thai stavo inciampando, e nel farlo l’avversario si è distratto; durante la caduta l’ho messo KO regolarmente.”
Cosa hai scoperto del tuo carattere nel praticare sport? “Ho scoperto di sopportare tutti i tipi di dolore e sforzo per raggiungere un obiettivo.”

Se veramente vuoi riesce a trovare i mezzi e le modalità per raggiungere il tuo obiettivo.
Quali sono le capacità, caratteristiche, qualità che ti aiutano nel praticare il tuo sport? “Tenacia, lealtà, spirito di squadra, passione.”
Che significato ha per te praticare il tuo sport? “Ha un forte significato emotivo, perché mi rilassa e mi fa sentire meglio, oltre a far bene alla salute.”
Quali sono le sensazioni che sperimenti nello sport? “Divertimento, concentrazione, voglia di fare sempre meglio, stress positivo.”
Quali sono le difficoltà, i rischi, a cosa devi fare attenzione nella pratica del tuo sport? “Pratico vari sport, l’unica cosa a cui devo fare attenzione è a prendere meno colpi possibile dall’avversario quando combatto nel caso del muay thai. Negli altri sport non rischio nulla.”
Quali sono le condizioni fisiche o ambientali che ti ostacolano nella pratica del tuo sport? “Il maltempo quando vado a correre, ma talvolta ci vado lo stesso.”
Cosa ti fa continuare a fare attività fisica, hai rischiato di mollare di fare sport? “Non ho mai pensato nemmeno lontanamente di mollare l’attività fisica, credo sia fondamentale.”
Quale può essere un messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarsi al tuo sport? “Mettetevi alla prova, sperimentate le vostre capacità.”

Lo sport ti fa crescere come persona nel fisico e nel carattere, ti fa sperimentare situazioni di combattimento con gli avversari o anche situazioni di gioco di squadra per raggiungere risultati e obiettivi assieme, coesi.
Ritieni utile la figura dello psicologo dello sport? Per quali aspetti ed in quali fasi? “Sì, soprattutto quando dopo qualche sconfitta un atleta può sentirsi giù e pensare di mollare, oppure per trovare maggiori stimoli a continuare.”

Nello sport così come nella vita si sperimentano sconfitte ma la cosa importante è quello che ci si fa con la sconfitta, perché serve tutto, serve vincere per aumentare fiducia in sé ma serve anche perdere per conoscerti meglio e apprendere sia dai propri errori che dalla bravura dell’avversario.
Fa male perdere ma importante è rimettersi al lavoro, non perdersi d’animo, pianificare e programmare nuove mete e obiettivi da raggiungere con più consapevolezza ed essendo resilienti.
Il vero campione esce fuori dalle sconfitte con più voglia di riscattarsi, di far meglio, di migliorare gli aspetti, le aree in cui ha mostrato carenza. Chi è resiliente, infatti, non si lascia abbattere da una sconfitta ma ne esce rafforzato, analizza i suoi errori e trova le giuste soluzioni per tornare a vincere. Essere resilienti implica il percepire al tempo stesso il dolore e il coraggio, affrontando le difficoltà grazie alle proprie risorse personali e relazionali.
La resilienza permette la ripresa dopo un evento traumatico, dopo un infortunio, dopo una sconfitta. La persona resiliente possiede propensione a ricercare strategie creative di fronte alle difficoltà. Essere resilienti significa essere duttili e flessibili, accettando di sbagliare, sapendo di poter rivedere e correggere le proprie azioni.
Un lavoro di mental training permette al campione di eccellere partendo da un lavoro di autoconsapevolezza per individuare e cercare le proprie risorse personali e proseguendo con un lavoro sul goal setting e sviluppo di autoefficacia personale.
Si lavora per un obiettivo futuro partendo dal “Qui e Ora”. Utilizzando il modello O.R.A. si definisce chiaramente l’obiettivo temporale e le risorse per raggiungerlo. E’ importante riuscire a vedersi con l’obiettivo raggiunto.
La felicità è superare muri, crisi, ostacoli, difficoltà, superare sfide, e lì che scatta l’incremento di resilienza, l’essere consapevole che ce l’hai fatta, con le tue forze, con la tua forza di volontà, con il tuo impegno, passione e determinazione. La soddisfazione ripaga di tutto e dura tantissimo a lungo. Le sensazioni sperimentate non hanno prezzo.
Interessanti sono racconti e metodi di psicologia dello sport che riporto sul libro Ultramaratoneti e gare estreme.

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