venerdì 19 aprile 2019

"Lo sport delle donne" ospite di AtletiCat "Nati per Correre" su ONE TV


Presentazione del libro "Lo sport delle donne" anche in trasmissione, grazie Samuele Di Giammartino per l'invito del 18 aprile 2019 ore 21.00 alla trasmissione AtletiCat "Nati per Correre" su ONE TV, canale 86 del digitale terrestre e Sky canale 828. Grazie al grandissimo fotografo Gianfranco Bartolini.

Lo sport permette di sperimentare la resilienza, non mollare mai, andare avanti e continuare per portare a termine la propria impresa, la propria sfida personale; per alzare gradualmente l’asticella e affrontare gradualmente situazioni sportive o della vita quotidiana sempre più difficili con la convinzione di saperne uscire fuori sempre più rafforzati. Aumenta l’autoefficacia attraverso esperienze di successo o superamento di difficoltà; superare momenti difficili aiuta ad andare avanti, se ce l’hai fatta una volta, ce la farai anche una seconda volta.
Tra le atlete intervistate di cui parlo nel libro ci sono alcune della nazionale 24 ore. Di seguito riporto alcune brevi testimonianze di alcune atlete.
Interessante la testimonianza di Lorena Brusamento 13^ al Campionato Europeo 24 h di corsa su strada in Francia dove ha totalizzato 221.719 km: Ti sei sentita campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “Sì, toccando il piede di Re Leonida all’arrivo di Spartathlon.” Quali sono i sogni che hai realizzato e quali quelli da realizzare? “Ogni sogno realizzato apre la strada ad altri sogni, basta seguire la scia. Indossare la maglia azzurra era un sogno, l’ho realizzato e questo mi dà la possibilità di sognare altro! La vita senza sogni, che vita è?

Altra atleta della nazionale 24 ore e 100 km è Monica Casiraghi, Campionessa mondiale 100 km anno 2003 (Taiwan), Record Italiano 231 km: Ti va di raccontare un aneddoto? “La corsa mi ha insegnato che con impegno e sacrifici si possono realizzare i sogni; diverse volte mi è capitato di pensare che tutto era finito, con la mia forza di volontà sono riuscita a proseguire la gara e vincere; questa è la mia forza! La mia testa ha sempre fatto la differenza, ho imparato a resistere e a tener duro, e così ho realizzato i miei sogni.”

Sonia Lutterotti, Nazionale Italiana Ultramaratone, ha fatto di questo sport una passione di vita. Ecco cosa ne pensa delle ultramaratone: “Correre una gara di ultramaratona è dare un senso alla corsa: la preparazione della gara (preparare il fisico, la mente, i materiali, la logistica), raggiungere l’obiettivo e goderne, oppure non raggiungere l’obiettivo e valutare le motivazioni dell’insuccesso. Partecipare ad un ultramaratona è anche grande condivisione e amicizia con altri atleti ed assistenti, specialmente nelle gare su circuito tipo 24h o 6 giorni.”

Un’altra atleta ultrarunner in maglia azzurra è Sara Valdo: Cosa ti ha fatto mollare o cosa ti fa continuare a fare sport? Come hai superato crisi, sconfitte, infortuni? “Non ho mai pensato di mollare, possono esserci dei momenti in cui si deve diminuire il carico di lavoro o di intensità per motivi di recupero fisico, familiari o lavorativi, ma mollare no. Sconfitte, crisi e infortuni fanno parte del bagaglio dell’atleta per cui vanno accettate e superate. Amo quello che faccio perché mi fa stare bene, ascolto sicuramente i consigli ma soprattutto me stessa.” Quali sono i sogni che hai realizzato e quali quelli da realizzare? “Correre la 100km del Passatore, indossare la maglia azzurra e correre la Nove Colli. Da realizzare il Giro del lago di Balaton.”

Tra le atlete resilienti interessante la testimonianza di Maria Moramarco, 100km e 24 ore: Cosa ti spinge a spostare sempre più in avanti i limiti fisici? “Ciò che mi spinge è la ricerca del mio limite, vedere fin dove riesco a spingermi prima di collassare! Essere capaci di fare lunghe distanze talvolta con enormi difficoltà' su percorsi duri ti cambia la mente...capisci che non devi arrenderti senza aver provato, e se non va come avevi sperato non importa. 
La vita ti offre così tante opportunità che ti puoi sempre rifare. Tutto ciò prima di diventare un ultra non lo capivo, è stato per me come aprire quella finestra e gettarmi in un mondo nuovo fatto di sudore, di prove di forza fisica e mentale, di obbiettivi, ma soprattutto per me è ‘Emozione’ un mondo che non stai a guardare, ma che lo vivi in tutte le sue forme. E’ una vera palestra di vita che troppo spesso ti mette di fronte a quesiti e a problemi, ma sai di essere un ultra e come tale non ti arrendi ma, combatti
.”

Vi è anche la testimonianza di Aurelia Rocchi, ultrarunner delle 24 ore: Quale è stata la tua gara più estrema o più difficile? “La prima, il Passatore, però andata pure bene 12h e 22’.” Quale è una gara estrema che ritieni di non poter riuscire a portare a termine? “Vorrei provare tutte le gare. Se ci sarà una dura che non potrò finirla per qualche motivo, riproverò fino a che ci riuscirò perché non c’è niente più forte del mio cervello, avrò tanta pazienza per riprovare.”

L’inossidabile Angela Gargano, Guinness World Record, 100 maratone in 1 anno: Ti sei sentita campionessa nello sport? “Ho vinto qualche maratona ed ultra, nel 2002 ho corso 100 maratone in un anno solare ed iscritta nel Guinness World Record. Ad Antibes ho stabilito la migliore prestazione femminile italiana della 6 giorni (564,220 km) e ad Atene la migliore prestazione femminile italiana della 10 giorni (826,00 km), ma non mi sono mai sentita una campionessa. Però, una sola volta mi sono sentita tale, e non per aver vinto, semplicemente per aver tagliato il traguardo della Nove Colli (202 km).” Qual è stata la gara della tua vita dove hai dato il meglio di te o dove hai sperimentato le emozioni più belle? “In ogni gara mi impegno e cerco di dare sempre il massimo. L’emozione più grande che conservo nel mio cuore e che rivivo ogni volta che ci penso, è quella provata quando ho tagliato il traguardo della Nove Colli. Tutti gli amici romani della Villa De Sanctis mi sono venuti incontro e mi hanno accompagnato fino all’arrivo, dove c’era mio marito che mi ha abbracciato dicendomi: Sei stata fortissima!

Tra le atlete ultratrail nazionali vi è la testimonianze di Lisa Borzani, vincitrice del Tor 2016: Quale è stata la tua gara più estrema o più difficile? “Il Tor des Geants, ma è stata anche l’esperienza più bella che abbia mai sperimentato!” Cosa hai scoperto del tuo carattere nel diventare ultramaratoneta? Che a volte (non sempre purtroppo!) io (come chiunque altro) posso trovare dentro me delle risorse fisiche e mentali che non immaginavo lontanamente di possedere.” 
Hai sperimentato l’esperienza del limite nelle tue gare? “
Sì credo di sì. Al Tor des Geants nel 2014 sono arrivata al ‘limite’ non tanto dal punto di vista della gestione della fatica bensì da quello della gestione del sonno. Le prime tre notti di gara ho gestito la carenza di sonno con dei micro sonni ma l’ultima notte (la quarta) è stata dura e credo di essere arrivata proprio al limite delle mie possibilità in tal senso.”

Interessante anche la testimonianza di Nathalie Mauclair, campionessa del mondo di Ultra-trail 2015 ad Annecy, vincitrice anche dell’Ultra Trail du Mont Blanc (UTMB): Cosa hai scoperto del tuo carattere nel diventare ultramaratoneta? “Piacere nel cercare i miei limiti. Spesso mi dicono che ho la tenacia, perseveranza e grande forza mentale. Io non faccio una gara solo per vincere (anche se è un grande orgoglio), ma soprattutto per vivere una grande avventura!”

Altra atleta fortissima ultratrail è Francesca Canepa che il 2012 e il 2013 vince il Tor des Geants considerato “il trail più duro al mondo” inoltre vince anche la prima edizione della «4K Alpine Endurance Trail Valle d’Aosta», sulle cime più alte delle Alpi: Monte Bianco, Monte Rosa, Cervino e Gran Paradiso: Hai ancora sogni o progetti? “I miei progetti in verità prendono forma in maniera del tutto casuale, in base alle situazioni in cui mi imbatto e alle opportunità che di volta in volta vedo dischiudersi. Non ho un piano preciso. Non ho gare iconiche che voglio fare per forza. Decido più o meno giorno per giorno. Quello che so per certo è che sarò un’atleta per sempre.”

Tra le atlete intervistata vi è Antonella Confortola della nazionale corsa in montagna, atleta della Forestale di valenza internazionale: Quali meccanismi psicologici ritieni ti abbiano aiutano nello sport? “Credo che se fossi stata più sicura di me avrei potuto ‘spingermi’ di più e fare meglio, però la mia ‘perseveranza’ mi ha aiutato molto, se c’è qualche intoppo (infortunio etc.) all’inizio vado giù di morale, ma dopo qualche giorno riparto.”

Tra le tante atlete molto sono maratonete quali la Sicari Vincenza, ex maratoneta della Nazionale Italiana, del Centro Sportivo Esercito, tra le 5 maratone che ha vinto quella di Torino 2008 con il crono di 2h29’50” che gli è valsa come qualificazione alle olimpiadi di Pechino 2008. Ora Vincenza è in un letto di ospedale quasi paralizzata per una malattia neurodegenerativa rara che i medici non riescono a curare. Non è facile la sua situazione, è difficile anche solo immaginare, intanto Vincenza sta mostrando tanta forza, e io come tanti altri non possiamo che essere al suo fianco e continuare a fare il tifo per lei.

Altra maratoneta è Valeria Straneo detentrice del record nazionale di Maratona 2h23’44” ottenuto a Rotterdam il 15 aprile 2012: Nella tua disciplina quali difficoltà si incontrano? “La maratona è una disciplina molto logorante per le articolazioni, è difficile trovare un compromesso tra la ricerca della performance con allenamenti molto duri e la salvaguardia della salute fisica.”

Tra le testimonianza vi è Eleonora Bazzoni, 2h45’ maratona di Roma: Ritieni utile lo psicologo dello sport? “Sì penso sia utile, specialmente per chi pratica uno sport a livello professionistico in quanto spesso si hanno pressioni che sicuramente non son facili da gestire e superare da soli.” Quale può essere un tuo messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarsi a questo sport? “L’atletica è come un seme, se lo annaffi e lo curi la pianta sorgerà, se hai buona volontà e costanza è uno sport che ti darà tante soddisfazioni e ti aiuterà a superare i tuoi limiti anche nella vita!Quali sono i sogni che hai realizzato e quali quelli da realizzare? “Ho realizzato il sogno di vincere un titolo italiano e di vestire la maglia della nazionale, è stata una grossa emozione; ho realizzato il sogno di correre una maratona, ho l’ambizione di voler migliorare.”

Interessante la testimonianza di Valeria Roffino campionessa italiana 3000 siepi (2014, 2015): Chi ha contribuito al tuo benessere nello sport o alla tua performance? “La mia allenatrice innanzitutto, il mio Gruppo Sportivo, le Fiamme Azzurre e poi tutti coloro che mi stanno vicino e mi seguono.” Qual è stata la gara della tua vita, dove hai dato il meglio di te o dove hai sperimentato le emozioni più belle? “Non saprei indicarne una in particolare. Forse quando ho vinto il mio primo italiano, da cadetta, sui 2000 mt. Direi quello perché il più inaspettato. E poi a Rovereto, 3 anni fa, quando ho vinto il campionato italiano assoluto sui 3000 siepi. Lì ho capito quanto la testa sia importante in uno sport come questo e quanto possa fare per correre forte.”

Nel libro si parla anche di Elisa Cusma, detentrice di due record assoluti seniores: 800 metri piani indoor e staffetta 4x800 metri. Ex atleta del Gruppo Sportivo Esercito, specialista negli 800 e 1500 metri, ha vinto 8 medaglie a livello internazionale e 23 titoli italiani assoluti (indoor ed outdoor), tra individuali e staffette: Cosa e quali persone hanno contribuito al tuo benessere nello sport o alla tua performance? “Le persone più importanti con le quali ho condiviso le mie gioie sportive sono sicuramente il mio allenatore Claudio e il centro sportivo Esercito!” Qual è stata la gara della tua vita, dove hai sperimentato le emozioni più belle? “La gara più bella che mi ha lasciato grandi emozioni è sicuramente quando ho fatto il record italiano indoor (Karlsruhe). Ma ce ne sono talmente tante che riempirei una pagina! Ogni gara ha una storia dietro!”

Tra le donne resilienti, Diana Marongiu ha battuto il record maschile di scalinata di un edificio, nel dicembre del 2009: Qual è stata la gara della tua vita dove hai dato il meglio di te o dove hai sperimentato le emozioni più belle? “Ce ne sono state varie. Sicuramente la prima maratona nel 1993. Poi la mia prima ultra-maratona. Ma la soddisfazione maggiore e avvenuta nel dicembre del 2009 quando sono riuscita a rompere il record maschile di scalinata di un edificio. Una gara di endurance durissima ma molto emozionante dal punto di vista di soddisfazione come donna che riesce a conquistare una meta maschile.

Un’atleta intervistata è Alessandra Penna, moderatrice di un paio di presentazioni di mei libri: Qual è stata la gara della tua vita? “La gara più bella in assoluto è stata quando a nuoto feci il tempo per gli italiani per la prima volta, fu assolutamente inaspettato perché le gare precedenti erano state completamente un disastro invece all’ultima prova disponibile lo feci in ben due gare. Anche nell’atletica una bellissima esperienza quando partecipai ai campionati italiani di società a Legnano insieme a tutte le atlete più forti di Italia.”

Interessante l’esperienza di Palas Policroniades e Vito Rubino, ultracycling dal Canada al Messico in mountain bike tandem: C’è stata un’alternanza nelle fasi organizzative giornaliere? “I nostri giorni erano da 18-20 ore. In genere ci svegliavamo tra le 6 e le 8 del mattino, pedalavamo fino alle 2-4 di notte, poi accampavamo, mangiavamo qualcosa, e dormivamo da un minimo di 2 ore a un massimo di 5 ore (con l’eccezione di un paio di notti che abbiamo dormito di più e le ultime due notti che non abbiamo dormito). Il giorno dopo, facevamo colazione, disfacevamo la tenda e poi in marcia. Mangiavamo in parte in sella e in parte durante delle piccole soste. Ci rifornivamo in paesini di passaggio. Altre volte invece, per far fronte a delle condizioni metereologiche, ci siamo dovuti fermare al tramonto e siamo ripartiti prima dell’alba. La manutenzione basica della bicicletta la facevamo circa ogni due giorni, oppure quando si rompeva qualcosa.

Il 2 giugno 2019, "Lo sport delle donne", edito da Prospettiva editrice, è stato presentato al "Cross Trofeo città di Nettuno". Ringrazio Elisa Tempestini e l’Associazione Spiragli di luce per questa opportunità.
Altri miei libri che erano presenti al "Cross Trofeo città di Nettuno": Sport, benessere e performance, Prospettiva Editrice; Carlos Castaneda incontra don Juan, uno sciamano divenuto suo maestro, Arduino Sacco Editore; Ultramaratoneti e gare estreme, Prospettiva Editrice; Sviluppare la resilienza, MJM Edtore; O.R.A. Obiettivi, Risorse, Autoefficacia, ARAS Edizioni; Psicologia dello sport e non solo, Aracne Editrice.

+393804337230 Psicologo, Psicoterapeuta

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