Dott. Matteo Simone
Un
grande Aldo Zaino, grande per l’età classe 1935, grande per essere sempre
presente quando si tratta o di presentare un libro, quando c'è una
conferenza stampa di presentazione gara e atleti.
Notevole esperienza atletica performante per Aldo Zaino, ricordi resilienti di anni di successi quale il 2015, vincitore categoria M80 maratona Roma 22 marzo in 4h46’42” (real time 4h44’11”) e argento individuale europei mezza maratona in 2h01’45” e oro a squadra M80 mezza maratona Grosseto 17 maggio .
Il 22 marzo 2015 Aldo Zaino vinse la categoria M80 alla 21^ Maratona di Roma in 4h46’42” (real time 4h44’11”) precedendo Ugo Marchionni 5h15’55” e Roberto Garuti 5h21’45”.
Il vincitore assoluto fu Abebe Negewo Degefa (ETH) 2h12’23”, precedendo Birhanu Addis Achambe (ETH) 2h12’32” e Chatbi Jamel (ITA) 2h14’04”.
Tra le donne vinse Meseret Tolwalk (ETH) 2h30’25”, Alem Fikre Kifle (ETH) 2h31’01” e Deborah Toniolo 2h36’30”.
Il 17 maggio 2015 Aldo Zaino ha ottenuto un argento individuale e un oro a squadra M80 alla XIV^ Edizione dei Campionati Europei Master non stadia-Grosseto/Castiglione della Pescaia, in 2h01’45”, preceduto da Christian Vetsch (SUI) 1h59’32” e un oro a squadra grazie agli altri 2 italiani Angelo Cerello (2h13’48”) e Giacomo Mozzoni (2h20’45”).
Il vincitore assoluto fu Said Boudalia (ITA) 1h08’18” precedendo Joachim Nshimirimana (ITA) 1h08’32” e Gianluca Borghesi.
Tra le donne vinse Tatiana Betta 1h19’17”, precedendo Palma De Leo 1h23’16” e Paola Di Tillo 1h24’49”.
Grande per raccontare e imprimere momenti di
sport suoi e di altri attraverso foto che scatta prima, durante e dopo le gare
e scrivendo articoli di presentazione gare ed eventi e resoconti di gare ed
eventi.
Grande per essere consapevole di quello che può fare e dei suoi limiti, ascoltando suggerimenti di familiari e amici.
Grande per aver creato il gruppo facebook “podisti over 70” https://www.facebook.com/groups/1463063463948885 per dare visibilità e spazio a persone che continuano a fare sport felicemente e resilientemente ai quali la comunità dovrebbe essere grata per essere persone autonome grazie allo sport che li ha portati attivi con entusiasmo in età avanzate.
Questo è il vantaggio dello sport, preserva persone, le fa star bene fisicamente, mentalmente, emotivamente e anche dal punto di vista relazionale, perché lo sport abbatte muri e barriere, culturali e generazionali.
Grande
perché è uno di noi ed è simpatizzante degli atleti con disabilità visiva le cui guide aumentano sempre di
più e permettono sempre più atleti non vedenti e ipovedenti di correre e
mettersi in gioco in allenamenti, gare, eventi.
Questo è lo sport che vogliamo.
Si
è sempre in tempo per prendere un treno dello sport, da piccoli si incontrano
sport ma poi per diversi motivi è difficile proseguire e allora da grandi si
può riprendere questa passione che diventa un beneficio per il fisico e le
mente.
Lo
sport è di tutti e per tutti, ognuno con le proprie possibilità e modalità; lo
sport fa bene al cuore, al corpo e alla mente; lo sport è inclusivo, aggrega e
avvicina persone, culture e mondi; lo sport abbatte muri e barriere fisiche, mentali,
culturali e generazionali; lo sport incrementa consapevolezza delle proprie
possibilità e capacità e anche dei propri limiti; lo sport permette di andare
oltre; lo sport sviluppa fiducia in se e incrementa la resilienza.
Lo
sport che vogliamo è competitivo ma non aggressivo, dove si rispetta se stessi
e gli altri; uno sport dove si può sperimentare uno spirito di squadra
accogliente e rispettoso dove c'è posto per tutti e ognuno apporta il proprio
importante contributo; uno sport dove la fatica e l'impegno viene ripagata con
riconoscimenti e attestati di stima e di rispetto.
Lo
sport che vogliamo è lo sport che ci permette di metterci in gioco apprendendo
dall'esperienza; uno sport dove si sperimentano sensazioni ed emozioni; uno
sport che fa ritornare a casa soddisfatti e contenti; uno sport che ci fa lasciare
una zona di comfort per apprendere dall’esperienza.
Lo
sport ti fa tornare a giocare come bimbi, ti fa perdere l'età anagrafica, si
apprezza il gusto di sporcarsi, cadere, sbagliare.
A volte lo sport contagia,
confonde, fa perdere il senso del tempo atmosferico, il tempo che passa, il
traguardo che arriva; a volte lo sport ti fa incontrare persone e paesaggi, ti
fa viaggiare nei sogni e nella realtà.
Questo è lo sport che vogliamo, insieme
si è più sicuri, più coraggiosi, si diventa anche più autonomi, consapevoli,
autoefficaci e resilienti, è sempre il momento, non aspettare le condizioni
migliori.
Dott. Matteo
Simone
Psicologo,
Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR
380-4337230
- 21163@tiscali.it





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