venerdì 19 ottobre 2018

Francesca Innocenti, ultrarunner, vince la 12h della 24^ Lupatotissima 2018

Matteo SIMONE 

L’ultramaratona di 12 ore della Lupatotissima, organizzata dal GSD Mombocar presso il Comune di San Giovanni Lupatoto si è svolta sabato 22 settembre con inizio alle 22.30.

La gara maschile è stata vinta dal giovane spagnolo di 27 anni Ivan Penalba Lopez che ha totalizzato 148,797 km precedendo Stefano Romano 131,537 km ed Emilio Chinellato 116,818 km.
La gara femminile è stata vinta da Francesca Innocenti (Bergamo Stars) che ha totalizzato 117,255 km precedendo Elena Fabiani (Asd Woman Triathlon Italia) 114,049 km e Alessia La Serra (Gruppo San Pio X) 106,904 km. Di seguito, Francesca racconta la sua esperienza rispondendo ad alcune mie domande.
Come ti sei preparata e organizzata?Prima della 12 ore di San Giovanni in Lupatoto ho partecipato a fine Luglio alla 50 km del Gran Sasso e poi alla 6 Ore di Vadena, oltre ai soliti allenamenti settimanali. Per l'organizzazione gara non ho avuto assistenza, cioè qualcuno che mi passasse gli alimenti e quando ne avevo necessità mi sono fermata al tavolo in cui avevo messo le mie cose da mangiare. Come mi è capitato in ogni 24h che ho fatto finora ho portato con me troppi alimenti che poi, ovviamente, ho riportato a casa.”

La preparazione a gare di ultramaratone e le stesse gare di ultramaratone sono abbastanza collaudate per Francesca, tutto è organizzato in maniera dettagliata con scrupolosa metodicità tale da avere tutto sotto controllo per non rischiare di incorrere in mancanze che possano causare un cattiva prestazione. L’esperienza aiuta gli atleti a essere pronti il giorno della gara e più sereni.
Che aria hai respirato?E' stata l'occasione per rivedere tanti amici ultra che non incontravo da tempo e questo è sempre un grande piacere. E' stato molto emozionante assistere alla gara di 24 ore partita 12 ore prima rispetto alla mia, avrei dovuto riposare durante il pomeriggio ma non ci sono riuscita, ho preferito fare il tifo a Marcello e ai miei amici che correvano la 24 ore.”

E’ sempre piacevole per gli atleti partecipare a gare sia come atleti che come spettatori, per confrontarsi, per tifare, per rivedere amici, per conoscere nuovi atleti, soprattutto atleti internazionali per comprendere nuove culture e nuovi approcci alle gare con relative metodologie di allenamento diverse dal solito.
Cosa ti ha aiutato e cosa ha remato contro?Devo dire che sono stata molto serena in gara, avevo stabilito con Luca Sala, il mio allenatore, il ritmo da tenere (appena sotto i 6 min/km) e ho cercato di rimanere costante, le gambe sono andate bene per tutte le 12 ore nonostante abbia avuto il mio solito problema di stomaco che si presenta di solito dopo 8/10 ore di gara. Alla settima ora ho avuto un episodio di vomito che mi ha costretto a correre le ultime 5 ore di gara soltanto con un po' di thè caldo, acqua frizzante, coca-cola e quattro fette biscottate. Di testa non ho avuto cedimenti, nonostante questa fosse stata la mia prima ultra iniziata in notturna. Devo dire che di giorno era molto caldo e forse il fresco della notte mi ha aiutato.”

L’atleta deve sempre essere pronto a mettersi in gioco, a sperimentarsi in gare con caratteristiche diverse, ad apprendere da nuove esperienze, a conoscersi sempre di più. 
Francesca attraverso la tantissima esperienza in campo nazionale e internazionale si conosce bene, sa quali possono essere i suoli limiti o le sue difficoltà e quindi da una parte si tratta di metterle in conto, accettarle e capire come tenerle a bada nel miglior modo possibile dall’altra parte sa quanto vale e come rifarsi in caso di cedimenti o crisi. Importante poi è avere una figura esperta di riferimento che sa dare giuste indicazioni.
Cosa è cambiato in te nel tempo?Sicuramente la fatica fortifica. Mi rendo conto di non avere lo stesso fisico di quando correvo le mezze maratone e le maratone, o ancora prima, le gare in giro per Arezzo. Si parla di fatica fisica e mentale diverse ma sicuramente fare una decina di ultra-maratone all'anno, negli ultimi tre anni, mi ha fortificato molto.”

Concordo con Francesca, la fatica fa raggiungere risultati prestigiosi diventa una vera amica, è grazie alla fatica sia fisica che mentale che riusciamo a resistere ore e ore di sport, chilometri e chilometri di corsa, andando avanti, credendoci e fortificandoci sempre di più.
Cosa porti a casa? “Tanti premi alimentari per avere vinto e il ricordo del tifo e degli sguardi di incitamento dei miei compagni/e di viaggio. Nelle ultra a volte non servono parole, basta un solo sguardo per sostenersi a vicenda e riuscire ad andare avanti ora dopo ora.”

Oramai Francesca ha casa piena di trofei ma le cose più importanti sono quelle che porta dentro il suo cuore e nella sua mente, tante sensazioni ed emozioni di sofferenza e fatica ma anche di gioia, soddisfazione, condivisione.
Cosa dicono di te a casa, al lavoro, gli amici? Cosa racconti a casa, al lavoro agli amici?A casa mia sorella, il mio cognato e i miei genitori sono felici se vedono che la corsa mi dà serenità e mi offre la possibilità di togliermi delle soddisfazioni. Non vengono a vedere le gare che faccio ma aspettano ogni volta di sapere com' è andata e soprattutto che sto' bene. I miei colleghi, che sono esterni al mondo della corsa mi chiedono spesso come possa riuscire a correre anche “solo” 6 ore di fila.”

Francesca nel suo campo atletico può essere considerata una superdonna capace di correre per ore e ore, per una giornata intera, per decine e anche per un paio di 100km consecutivi.
Dedichi a qualcuno questa tua prestazione?A volte dopo il termine di una gara mi è capitato di avere un pensiero particolare per me, il mio allenatore o un familiare, questa volta no.”
Hai appreso qualcosa in più su te stessa o dagli altri atleti?Ho capito che più si arriva psicologicamente tranquilli a una gara e più è facile affrontarla. Prima dei Campionati Europei che si sono svolti a Timisoara a fine Maggio ho passato la prima notte arrivati in hotel insonne per l'agitazione e ho avuto seriamente paura che questa cosa compromettesse l'esito della gara, cosa che per fortuna non è accaduto ma ogni ultra è imprevedibile e a maggior ragione ogni 24 ore, la cosa che mi preoccupa di più in questo tipo di gara è la notte.

Gli atleti di corsa di lunga distanza riescono a fare cose straordinarie con forza e resistenza fisica e anche mentale ma è sempre importante esercitare pratiche e metodi che tengano a bada eventuali preoccupazioni o tensioni che fanno spendere energie inutili prima o durante una gara importante:.
Che segno ti ha lasciato questa gara?Qualche sfregatura tra corpo e indumenti che una volta terminata la gara e per un po' di giorni successivi mi ha costretto a usare creme e medicazioni. Su questo aspetto in ogni gara di 12/24 ore cerco di migliorarmi ma non è facile trovare le giuste combinazioni su tutti gli aspetti: alimentazione, idratazione, integrazione e vestiario.”

La pratica dell’ultramaratona è molto complessa, richiede un’attenzione costante al minimo dettaglio in allenamento, in gara e nel post gara per un recupero che sia il più completo e più veloce possibile.
Qual è stato il tuo punto di forza?Credo la tenacia mentale e la mia esperienza. Nonostante abbia avuto problemi di stomaco ho cercato di alimentarmi e bere (anche se poco) contro la mia volontà perché sapevo che era indispensabile per finire le ultime cinque ore di gara.”
Chi ti ha appoggiato, sostenuto, consigliato?
I miei compagni di gara e gli amici della 24 ore.”

Nella mente degli ultrarunner ci sono sempre tanti appuntamenti, tante sfide, tanti sogni da trasformare in realtà.
Ora cosa vedi davanti a te?Parteciperò al Campionato Italiano di 24 ore a Cesano Boscone, poi forse farò con Marcello la Ultra K a Salsomaggiore e poi ci prenderemo una pausa dalle gare fino ad anno nuovo.”

La vita è fatta di impegni e di relax, di orti da coltivare, di relazioni e Francesca riesce a conciliare un po’ tutto faticando e divertendosi, con impegno, passioni, determinazione e resilienza.
Francesca Innocenti è in copertina del libro “Lo sport delle donne.
Interviste a Francesca sono riportate nei libri: 
“Correre con la mente. Perché correre? Come iniziare? Superare le avversità, raggiungere obiettivi, realizzare sogni”, Matteo Simone, pubblicato da Progetto Cultura. 

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