lunedì 31 dicembre 2018

Gli atleti dell'Atletica La Sbarra cercano di fare sempre del proprio meglio

Uomini e donne della Sbarra & I Grilli vincono la Corri per il Verde 2018

Passano gli anni, cambiano le maglie ma gli atleti dell'Atletica La Sbarra continuano a cavalcare con stile, entusiasmo, animo, coraggio l'onda del cambiamento con risorse residue più mentali che fisiche, credendoci sempre di più come individui e come squadra, cercando di fare del proprio meglio puntando sempre al meglio come individui e come squadra, con la mente libera e sgombra da pressioni e giudizi, mettendosi in gioco ogni settimana in allenamenti e gare, disposti al confronto per apprendere da se stessi e dagli altri.
L'Atletica La Sbarra & I Grilli Runners ottiene un doppio successo di squadra, maschile e femminile, aggiudicandosi i podi più alti della 47^ edizione “Corri per il verde” che si è conclusa con la quarta tappa, Domenica 16 dicembre presso la Riserva Naturale della Valle dell'Aniene.
Dietro una squadra vincente c’è la regia di un grande Presidente coadiuvato da tanti altri dirigenti e atleti. Di seguito, il punto di vista del presidente di un po’ di tempo fa.
Come hai conosciuto la tua società, hai un ruolo all’interno?Mia moglie da cadetta si allenava a Tor Tre Teste nel team di Pascolini e nel parco ha conosciuto diversi atleti/e che proprio in quel periodo stavano fondando l’Atletica La Sbarra. Diversi anni dopo abbiamo rincontrato alcuni di loro e abbiamo scelto di tesserarci poiché condividevamo gli obiettivi e i principi che la società promuoveva. Dal 2013 mi occupo della gestione della squadra a livello dirigenziale e dal 2015 svolgo il ruolo di Presidente. Occuparmi della squadra è anche una sorta di fuga dai problemi della quotidianità.

Quella della società Atletica La Sbarra è una bella storia fatta di bei momenti, di attimi, di parole, sguardi, pose, intese, dove diventa importante fidarsi è affidarsi, e dove è importante stare insieme, è molto meglio fare le cose insieme, il motto è diventato “together is much better” (insieme è molto meglio).
Come mai partecipi alla Corri per il verde individualmente e di squadra?Partecipo ininterrottamente dal 2010. Condivido pienamente gli ideali storici di questa manifestazione sportiva: il rilancio di aree verdi in zone marginali della città caratterizzate spesso da situazioni di degrado urbanistico. Considero le aree verdi urbane luoghi in cui è possibile riscoprire uno spirito di collettività contrastando il disagio sociale che talvolta caratterizza questi quartieri. In questi anni ho avuto modo di conoscere dei parchi, che non avevo mai visitato, con delle potenzialità di ripresa enormi per il territorio periferico romano.”

Ci sono tanti atleti forti e meno forti che si impegnano per se stessi e per la squadra. Ci sono tante persone che sostengono, supportano, incitano.
Cosa ti fa continuare a fare sport individualmente ed all’interno di questa squadra?Principalmente la voglia di stare con gli amici. In secondo luogo la voglia di far crescere il team condividendo con tutti gli altri tesserati gli obiettivi di sviluppo e progresso.” Quali sono i sogni che hai realizzato e quali quelli da realizzare individualmente e di squadra?Continuare a correre, a competere e a vincere con questi colori ogni maledetta domenica.” 
Ti aspettavi questo risultato di squadra ottenuto fino a questo momento?Il fattore principale è stata l’unione delle due principali società del Parco di Tor Tre Teste, L’Atletica La Sbarra da una parte e I Grilli Runners dall’altra, che ha di fatto accresciuto quantitativamente e qualitativamente i valori tecnici della squadra. Non a caso abbiamo voluto lasciare entrambi i nomi, proprio per rendere ancora più evidente l’identità definita di due gruppi che hanno scelto di proseguire insieme un percorso non solo sportivo ma anche e soprattutto umano, che prosegue anche al di fuori del campo gara.

Notevole il lavoro del presidente Andrea Di Somma e del vice presidente Italo Merolli per organizzare e coinvolgere uomini, donne e ragazzi in quest’attività di sport all’aperto, dimostrando collaborazione reciproca, unione di intenti e affiatamento con il gruppo-squadra.
In che modo coinvolgi gli atleti a partecipare alla corri per il verde?Esiste una forte componente storica della mia società a questa manifestazione che semplifica il lavoro di coinvolgimento degli atleti. Il mio contributo è stato più di coordinamento. Poi dietro le quinte il lavoro che io e Italo Merolli svolgiamo è molto intenso, ma la soddisfazione di portare a correre tutte quelle persone insieme per un unico obiettivo ripaga di tutta la fatica organizzativa.”
Quali sono i rapporti con gli organizzatori e le altre squadre partecipanti?UISP va avanti per la sua strada e se sono 45 anni che stanno sul pezzo i meriti sono indiscutibili. A livello di gestione e di segreteria fanno un lavoro molto importante e la passione che ci mettono è il motivo principale della longevità di questa competizione. Nella logistica ci sono a mio avviso piccole cose da migliorare, soprattutto in funzione del lavoro di noi dirigenti di società, ma chi partecipa a gare di cross possiede uno spirito di adattamento molto alto. Con le altre squadre partecipanti durante le manifestazioni ci sono purtroppo poche opportunità di familiarizzare in virtù delle molte pratiche burocratiche e logistiche da svolgere durante la mattina delle gare. Personalmente ho diversi amici che corrono con Vitamina Running Team che ritrovo sempre con estremo piacere alle gare.”

Quali sono i fattori che contribuiscono alla performance della squadra?Senz’altro l’amicizia che lega molti di noi da tanti anni. Ci sono poi delle persone chiave intorno a me e Italo Merolli che hanno partecipato al coinvolgimento generale di tutti: Alberto Alfieri, Vincenzo Ciurleo, Domenico De Vito e Matteo Simone sono coloro che più di tutti ci hanno aiutato ad armonizzare e a gestire le emergenze migliorando la performance di squadra.”
Nel tuo sport ti va di descrivere un episodio curioso o divertente personale e/o di squadra?Riguardano tutti Thi Kim Thu Zervos che è al tempo stesso la persona più fuori di testa che conosco nel mondo del running ma con delle doti umane davvero rare da incontrare. Alla 12xMezzora a Caracalla nel 2014 doveva correre la penultima frazione (alle 23.00) e la squadra femminile era in testa di pochi metri: aveva una frazione molto favorevole per chiudere i giochi, solo che era completamente sparita. Non c’erano sue notizie e non rispondeva al telefono. Si presenta al campo gara in infradito alle 22.58, la spingo dentro la gabbia di partenza e corre la sua frazione senza indossare i calzini e senza fare neanche un minuto di riscaldamento. Ciò nonostante corse una grande frazione mettendo al sicuro la vittoria finale. Come Atletica La Sbarra è stata la prima gara a squadre femminile vinta in assoluto.”
Quali sono le difficoltà, a cosa devi fare attenzione all’interno della tua squadra?Le difficoltà gestionali sono all’ordine del giorno ma a livello dirigenziale sono affiancato da persone estremamente competenti e in grado di valutare attentamente ogni singola emergenza. Mi confronto molto soprattutto con Italo Merolli, Matteo Simone e Raffaele Vitale e ho totale fiducia nel loro operato. Questa è una componente fondamentale per far si che ci sia armonia nel gruppo e per avere una struttura pluralistica. Ovviamente far conciliare gli obiettivi individuali con quelli di squadra è l’aspetto più difficile da gestire ma il nostro è sempre stato un team che da totale libertà di scelta a livello di calendario sociale. Che tutti si conoscono e molti hanno una profonda amicizia anche al di fuori del mondo del running è senz’altro un vantaggio e un valore potenziale enorme per chi come me e Italo deve coordinare il gruppo. Nell’ultimo periodo faccio più fatica a seguire tutte le novità e gli aggiornamenti in ambito federale che da una parte cercano di migliorare il nostro sport ma dall’altra mettono molti limiti e vincoli che spesso finiscono per penalizzare le ASD più piccole e con meno tesserati.”
Come hai superato eventuali crisi individuali o all’interno della squadra?In questi anni ho assistito a due momenti di crisi importanti. Il dialogo è stato l’unico mezzo che ho utilizzato per mediare e tentare di risolvere le problematiche generate. Momenti di crisi sono fisiologici all’interno di ogni gruppo e affrontarli in maniera diretta offre la possibilità di migliorarsi e conoscersi meglio; sono queste le circostanze in cui è possibile capire quale contributo si può dare realmente al proprio team. Quando come Atletica La Sbarra si è manifestata l’opportunità di unirsi ad un’altra squadra, facendo tesoro di una precedente simile esperienza accaduta lo scorso anno, ci siamo riuniti in undici: l’unica cosa certa era che qualunque cosa fosse accaduta e qualunque decisione bisognava prendere doveva essere unanime ed esclusivamente a vantaggio della collettività. Non abbiamo trovato subito l’accordo come normale che fosse e ci sono stati anche diversi conflitti che abbiamo risolto non senza accesi dibattiti.”
Quale è un messaggio rivolto a ragazzi e donne per iscriversi alla tua squadra?Siamo un gruppo molto unito e in questi ultimi quattro anni siamo cresciuti molto. Posso dire con molto orgoglio e piacere che ci sono persone che corrono con noi relativamente da poco tempo e si sono integrate alla grande, pertanto oltre le qualità individuali dei singoli individui c’è anche un gruppo che sta in armonia. L’obiettivo principale rimane lo svago, il divertimento e la spensieratezza. L’orgoglio più grande è però avere a correre con noi, in gare ufficiali, i ragazzi e le ragazze non vedenti e ipovedenti del gruppo Achilles International Roma. Sono già due anni che alcuni atleti della nostra squadra (Raffaele Vitale, Matteo Simone, Mario Ardizzi, Marzio De Blasis, Federica Ferrari) corrono come guide di diversi/e atleti e atlete, in particolare di Ada Maria e Sandro che sono con noi praticamente tutte le domeniche. A proposito di gara della vita: essere al fianco di Ada nei suoi due titoli italiani (5.000 outdoor 2015 e 1.500 metri indoor 2016) mi ha regalato delle sensazioni uniche e un approccio all’atletica molto più umano.”
La pagina Facebook ufficiale della squadra https://www.facebook.com/AtleticaLaSbarra/ è aggiornata con cadenza settimanale e comprende le immagini e i risultati dei nostri atleti alle competizioni ufficiali.

Si parla dell’Atletica La Sbarra nei miei libri:

Sport benessere e performance. Aspetti psicologici che influiscono sul benessere e performance dell’atleta”, edito da Prospettiva Editrice. Sollecitato da un amico triatleta ho pensato di scrivere un libro che parli non solo di campioni, ma anche dell’atleta comune lavoratore, il quale deve districarsi tra famiglia e lavoro per coltivare la sua passione sportiva, per trovare il tempo per allenarsi, praticare sport, stare con amici atleti, partecipare a competizioni. Attraverso questionari ho raccolto il punto di vista di atleti comuni e campioni, per approfondire il mondo dello sport, e in particolare gli aspetti che incidono sul benessere e sulla performance.

http://www.prospettivaeditrice.it/index.php?id_product=397&controller=product

Cosa spinge le persone a fare sport?”, edito da Aracne Editrice, Prefazione di Isa Magli. Il libro riporta alcune interviste fatte ad atleti di diverse discipline sportive e indaga sulle motivazione che spingono le persone a fare sport. Non solo la performance, ma anche la voglia di mettersi in gioco, di mantenersi in forma, di rincorrere il benessere psicofisico, emotivo e relazionale. Una spinta motivazionale dettata da cuore, testa e corpo per provare a non mollare e per migliorarsi.

http://www.aracneeditrice.it/aracneweb/index.php/pubblicazione.html?item=9788825528275


Psicologo, Psicoterapeuta
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