martedì 11 settembre 2018

Chiara Barbieri: È stato il tiro con l’arco a farmi scoprire tutta me stessa

Sogni realizzati direi sicuramente il raggiungimento del podio alla Coppa Italia
Matteo SIMONE  21163@tiscali.it 

Ogni sport ha le sue componenti da curare per il benessere e per la performance dell’atleta, a volte bisogna attivarsi e a volte bisogna essere sereni, tutti gli atleti hanno obiettivi da centrare ma in particolare il tiro con l’arco prevede proprio che si faccia centro per ottenere la performance. 

Di seguito Chiara dell’ASD Compagnia Arcieri Celti (Tricesimo) racconta la sua esperienza.
Qual è stato il tuo percorso per diventare atleta?Ho iniziato a praticare tiro con l’arco per caso, infatti mio papà avendo una sola figlia e femmina cercava a tutti i costi qualcosa da fare assieme a me nel poco tempo libero che avevo in estate durante la quale avevo una pausa dagli allenamenti di pallavolo. Così sebbene non troppo entusiasta mi sono convinta ad andare a fare con lui un corso di tiro con l’arco. Alla fine di questo però non sono riuscita a smettere così per più di due anni ho continuato a fare pallavolo alternandolo al tiro con l’arco, ma come in tutte le cose prima o poi si arriva ad un bivio e si ha l’obbligo, per lo meno morale di prendere delle decisioni. Così ho deciso di lasciare la mia squadra di pallavolo sebbene fossi capitano e di intraprendere un percorso maggiormente individuale che mi ha portata ad innamorarmi letteralmente di questo sport che è il tiro con l’arco.

Gli atleti hanno sempre delle scelte da fare tra i vari sport, tra lo studio e lo sport, tra il lavoro e lo sport, a volte tra il partner e lo sport. Non è facile scegliere uno sport e dedicarsi appieno con passione ed entusiasmo.
Familiari e amici cosa dicono del tuo sport? I miei genitori sono molto contenti dello sport che faccio, mio padre in particolare. Mi appoggiano in tutto, in ogni mia scelta e decisione presa, mi consigliano sempre. E soprattutto mi seguono sempre in tutte le gare a cui ho partecipato. Il resto della mia famiglia non comprende al 100% la mia scelta di praticare questo sport un po’ fuori dal comune e lo identificano come uno sport prevalentemente maschile. Gli amici che ho al di fuori del tiro con l’arco e che non lo conoscono molto come sport, mi appoggiano molto e cercano sempre di informarsi su come sono andate le gare. Per quando riguarda i professori, invece, purtroppo non capiscono quanto impegno prenda lo sport. Nonostante vada abbastanza bene a scuola. Non capiscono la scelta di dare più importanza a un allenamento o a una gara anziché allo studio. 
Non aiutano per niente, quando faccio delle gare che implicano una trasferta di più giorni, al mio ritorno invece di avere alcuni giorni per recuperare il programma e per studiare, mi ritrovo senza un giorno di pausa e con verifiche ed interrogazioni per alcuni giorni consecutivi senza avere il tempo materiale per organizzare lo studio, così poi mi fanno prendere voti con i quali abbasso le medie anche delle materie, che sono poi costretta a recuperare dando meno tempo agli allenamenti. E sono costretta ad avere per tutto l’anno una tensione scolastica che mi segue anche nello sport.”

Una volta scelto il proprio sport in base alle proprie possibilità, caratteristiche, qualità diventa poi importante impegnarsi con costanza e determinazione se si vogliono ottenere risultati prestigiosi.
Quale esperienza passata ti dà fiducia nel raggiungere i tuoi obiettivi?L’esperienza passata che mi dà fiducia nel raggiungere i miei obiettivi è l’essere riuscita a diventare capitano nella mia squadra di pallavolo ancora qualche anno fa. Questo mi dà fiducia perché quando ho iniziato a giocare, nel 2010 ero veramente pessima a giocare a pallavolo, avevo quasi paura  a prendere la palla al volo e ripensandoci mi viene  da ridere. Con il duro lavoro, gli allenamenti e i consigli di un super allenatore sono riuscita a migliorare moltissimo fino ad aggiudicarmi il ruolo di capitano.”
In che modo hai raggiunto la performance? Chi contribuisce alla tua performance?Nel tiro con l’arco per raggiungere un certo livello è importante la ripetitività del gesto tecnico. Questo si ottiene con molto allenamento, sacrifici e passione. Secondo me è inoltre fondamentale avere il giusto equilibrio tra supporto fisico e mentale. Il giusto equilibrio sto cercando di raggiungerlo con una grande dose di fiducia in me stessa e nelle mie possibilità e capacità ma anche con l’aiuto delle persone che mi circondano durante gli allenamenti e la vita quotidiana.

Ogni atleta costruisce la propria personalità vincente in base alle precedenti esperienze di successo, costruendo mattonella su mattonella, allenamento su allenamento, gara su gara con l’aiuto di persone competenti e fidate che sostengono, supportano, consigliano.
Quali sensazioni sperimenti nello sport: allenamenti, pregara, gara, post gara?Durante l’allenamento, quando sono al campo da sola, cerco di stare il più rilassata possibile, concentrandomi il più possibile sulle mie sensazioni sia riferite alla tecnica sia mentali. Quando sono ad allenamento con il mio allenatore invece lavoro principalmente sulla tecnica. Durante gli altri giorni vengo seguita da mio papà e cerco di lavorare sulla tecnica in base ai suggerimenti dell’allenatore. 
In altri giorni cerco di simulare lo stress che si forma durante una gara rispettando una certa tempistica oppure focalizzandomi sul punteggio. Durante il pre-gara solitamente faccio rilassamento e visualizzazioni e ascolto la musica che ho selezionato precedentemente in allenamento. Durante le competizioni cerco di trovare la massima concentrazione ma allo stesso tempo di rimanere rilassata per far sì che la concentrazione non superi un livello tale da provocarmi agitazione. Come “post gara” comprendo non solo le ore seguenti alla competizione ma anche i giorni successivi, durante i quali cerco di analizzare i punti positivi della mia prestazione, prima da sola e poi confrontandomi con mio papà e il mio allenatore.”

Ho scritto un libro dal titolo “O.R.A. Obiettivi Risorse Autoefficacia” che tratta molti concetti che sembrano chiari a Chiara nella sua pratica sportiva tesa non solo alla performance ma anche al benessere; tali concetti sono l'impegno, le visualizzazioni, il momento presente, la fiducia in sé. Il respiro è importantissimo per la consapevolezza corporea, per rilassarsi ma anche per attivarsi.
Quali sono le difficoltà e i rischi nel tuo sport? La gara più difficile? Il mio sport non ha particolari rischi e difficoltà fisiche. Ha però molte difficoltà a livello mentale. Ogni gara ha un suo livello di difficoltà, forse la più complessa per me è stata una gara internazionale che si faceva a coppie. Era la mia prima gara che facevo ad un livello così alto ed avevo troppe pretese da me stessa.
Questo mi ha portato ad essere troppo agitata ed oltre a non ottenere una buona prestazione a livello di punteggio non mi sono goduta il momento, che sarebbe stata la cosa principale da fare in quell'occasione. Ero talmente sotto tensione che se ora ripenso alla gara riesco a ricordare perfettamente solo i momenti prima e quelli dopo la gara e non ricordo molto della gara in sé. Questo episodio mi ha fatto imparare molto.” 
Ritieni utile lo psicologo dello sport?Lo ritengo fondamentale, soprattutto in uno sport come il tiro con l’arco nel quale il 90% di un buon tiro viene fatto con una certa condizione mentale e con un certo lavoro psicologico.”

Si apprende sempre dall'esperienza sviluppando sempre più fiducia in se stessi. Lo sport diventa una scuola di vita, molto pratica e risolutiva, un’esperienza diretta che fa uscire fuori dalla zona di confort, mette alla prova.
Come superi crisi, sconfitte, infortuni?Potrebbe sembrare una risposta scontata, ma si possono superare solo con caparbietà, fiducia in se stessi (e nelle persone che ci circondano), tanta voglia di allenarsi e superare le difficoltà e amore verso la propria disciplina.” 
Quale può essere un messaggio per avvicinare i ragazzi allo sport?
Fate sport perché vi aiuta a crescere. Vi aiuta a diventare persone a 360 gradi. Vi aiuta a capire meglio voi stessi e il vostro corpo. Fate sport non vuol dire solo farlo a livello agonistico, si può farlo anche solo come passatempo, usatelo come una distrazione dalla vita quotidiana. Lo sport vi apre un grande mondo, nel quale imparerete a relazionarvi con gli altri, ma soprattutto con voi stessi. Aiuta a capire quali sono i vostri limiti e quali invece sono limiti solo mentali che pensiamo di avere fin quando non impariamo a superarli.

Lo sport fa spingere sempre oltre, fa alzare sempre più l’asticella ma importante è rimanere corretti con se stessi e con gli altri.
C’è stato il rischio di incorrere nel doping? Quale può essere un messaggio per sconsigliarne l’uso?Non ho mai avuto nemmeno il desiderio di incorrere nel doping. La ritengo una cosa stupida. Lo sport deve essere usato per capire fin dove ci possiamo spingere con la Nostra testa e con il nostro fisico e non con “l’aiuto” di sostanze che ci semplifichino questo processo. Un vero atleta non viene neanche sfiorato dal pensiero di utilizzare sostanze dopanti, tutt'altro. Il doping è il suo nemico.”

Lo sport permette di approfondire la conoscenza di se stessi, dei propri muscoli, della propria forza e resistenza, della propria concentrazione, fermezza.
Cosa hai scoperto di te stesso nel praticare sport?Sono riuscita a scoprire lati del mio carattere che non pensavo di avere. Faccio sport da quando sono molto piccola. Ho cambiato diversi sport, pensi che ho “visto” la mia prima gara di ciclismo che nel 2000 praticava mio papà quando non avevo neanche 1 mese. È stato il tiro con l’arco però a farmi scoprire tutta me stessa. Ho capito in particolare di essere molto caparbia oltre che testarda,  non riesco a smettere di allenarmi anche quando le cose non vanno come vorrei. Anzi mi spingo ad allenarmi ancor di più per raggiungere i miei obiettivi e la condizione fisica e mentale perfetta, lavoro ogni giorno, seguendo questo obiettivo.”

Nella mente degli atleti ci sono sempre gare da fare, da partecipare, da sperimentare sia benessere che performance.
Quando ti sei sentita campionessa nello sport? Qual è la gara della tua vita?
Mi sono sentita campionessa nello sport tutte le volte che sono riuscita a raggiungere gli obbiettivi che mi ero prefissata, mantenendo uno stato di concentrazione/rilassamento tale da permettermi di godermi la gara oltre che a tirare.” 
Prossimi obiettivi?Essere tra le prime 5 Juniores femminile nella Ranking italiana indoor, sarebbe importante per avere una buona posizione per i prossimi campionati italiani.” 
Sogni realizzati e da realizzare?Realizzati direi sicuramente il raggiungimento del podio alla Coppa Italia a squadre, perché io e gli altri cinque componenti della squadra desideravamo molto salire nel podio e farcela è stata un’emozione immensa. E oltre a questo anche la partecipazione alla World Cup Indoor a Nimes in Francia è stato un sogno completamente realizzato perché oltre ad aver partecipato sono riuscita anche a fare un punteggio tale da rendermi orgogliosa di me stessa. Invece il sogno che vorrei riuscire a realizzare sarebbe quello di entrare in Aeronautica Militare per potermi dedicare completamente al mio sport e sarebbe un grandissimo onore anche poter partecipare alle gare indossando la loro divisa.”

Matteo SIMONE 
380-4337230 - 21163@tiscali.it  
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR 

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