giovedì 14 giugno 2018

Emma Delfine e Stefano Velatta Vincono la 1^ 6 Ore di Strana Marathon


Emma Delfine, SF45 ASD Nadir on the road e Stefano Velatta, SM40 Atl. Paratico, hanno vinto la 1ª 6 Ore di Strana Marathon che ha avuto luogo il 9 giugno 2018 a Sammichele di Bari, organizzata dall’A.S.D. “La Palestra in Fitness” in collaborazione con l’A.S.D. “Nadir on the Road”, con il patrocinio del Comune di Sammichele di Bari, della IUTA, del Comitato Provinciale Fidal di Bari.

Emma ha totalizzato km 68,735 precedendo Trisolino Addolorata, SF40 km 63,216 ed Erica Teresa Delfine, SF35 AS Amatori Putignano km 63,141.
Stefano ha totalizzato km 82,402 precedendo Matteo Nocera, km 75,390 e Intini Vito km 71,714.
Di seguito approfondiamo la conoscenza dei due vincitori attraverso risposte ad alcune mie domande.

Le gare di ultramaratone diventano sfide con se stessi, dove si vuole stare a contatto con se stesso per conoscersi meglio per riflettere ed elaborare, per mettersi alla prova, per sperimentare benessere e performance. Emma Delfine: Ciao complimenti com'è andata? Soddisfatta, problemi? Cosa o chi ti ha aiutato? “Ciao, assolutamente soddisfatta di questa gara, corsa senza il minimo problema piuttosto con una facilità che ha sorpreso anche me. Nell’indole sono un asociale di conseguenza corro sempre da sola e soprattutto le gare voglio farle non dipendendo da nessuno.”

Nella testa dell’ultramaratoneta ci sono tanti chilometri da percorrere, c’è un traguardo, ci sono tanti avversari, c’è la famiglia e gli amici che sostengono ma ci sono anche tanti immagini piacevoli che aiutano ad andare avanti con motivazione ed entusiasmo fino alla fine con forza e volontà: Stefano Velatta: Come hai trovato questa gara dal punto di vista tecnico e paesaggistico? “Ciao Matteo, dal punto di vista tecnico l’ho trovata molto valida perché è pianeggiante con una leggera salitella a metà gara quasi impercettibile, percorso molto bello, ci sono tratti di basolato ma che non davano fastidio. Dal punto di vista paesaggistico bello il centro storico, il basolato, lo stile delle case pugliesi, io sono abituato al nord con le case col tetto rosso, qui le case senza il tetto piatte bianche dal fascino incredibile, poi sai io adoro da morire la Puglia.”

Nelle gare di ultramaratone si fanno esperienze ricche e intense e si porta a casa sempre qualcosa di interessante. Emma Delfine: Cosa porti a casa? Immagini, suoni, odori? “Di sabato mi è rimasto impresso subito dopo la pioggia, il riflesso del sole sulle chianche del centro storico, bellissimo.”

La cosa bella dello sport è quando c’è rispetto per i concorrenti e in questa gara è emerso la volontà di essere uniti nello sforzo e nella competizione con la consapevolezza delle proprie capacità e limiti e con la voglia di fare bene e di stare bene con gli altri: Stefano Velatta: Come ti sei trovato a gareggiare accanto a Nocera e Intini? “Accanto a due campioni si sta sempre bene, sono convinto che Matteo potrà fare molto ma molto bene, l’ho consigliato di dedicarsi soprattutto alle gare più lunghe, perché lui ha un fisico possente, magro e muscoloso; l’ho consigliato di puntare sulle gare oltre i 100km quindi la Spartathlon, la Nove Colli, la Milano San Remo, la 100 miglia, gare estreme superiori alle 24 ore come la 6 giorni, perché lui se si mette in gara di testa concentrato secondo me può fare molto bene su quel tipo di distanze. Intini, è stato un onore per me correre con lui perché è campione del mondo con record del mondo sulla 24 ore su tapis roulant questo ti fa rabbrividire, pensare di correre per 24 ore su tapis roulant e fare il record del mondo. E poi al di là di quello è una persona squisita, io lo adoro Intini è di una umiltà, una semplicità, ti assomiglia molto come modo di porsi, le parole mai fuori luogo che usa, è molto intelligente, veramente la IUTA con lui ha un pezzo da novanta secondo me, un selezionatore così è un valore aggiunto per la IUTA, dovrebbe addirittura entrare nella Fidal perché potrebbe dare tanto al movimento.

Nella mente degli ultramaratoneti c’è sempre la voglia di correre sempre di più ma c’è anche la consapevolezza di un sano equilibrio tra le varie sfere della vita: individuale, famigliare, relazionale, lavorativa e pertanto si fa quel che si può godendo del momento presente e accettando quello che c’è nel momento presente: Emma Delfine: È cambiato il tuo modo di allenarti nel tempo? “Col tempo l'unica cosa che è cambiata, che mi alleno sempre meno per questione di tempo. (Vorrei correre di più) quando vado però è sempre un bellissimo viaggio seppure di un ora.” Cosa c'è dietro l'atleta Emma? “Sono una semplice, minimalista, donna di 45 anni conduco vita normale tra lavoro, casa, amici, sport.”

Le gare di ultramaratona mettono alla prova fisico e mente ed è importante dopo lo sforzo prendersi il tempo di rallentare, di fermarsi, recuperare, coccolarsi: Stefano Velatta: Come stai ora? “Ora sto benissimo, ho recuperato alla grande, la notte non ho dormito, abbiamo festeggiato con Gianni Genco e Massimo Faleo che sono due persone davvero straordinarie e siamo stati fino alle 5 del mattino a tavola a casa di Gianni Genco che mi ha ospitato a casa sua, mi sono detto vuoi andare in un hotel a 5 stelle o a casa di Gianni Genco, 100 volte a casa di Gianni Genco perché è un 6 stelle per come mi hanno trattato e come mi sono trovato. Abbiamo finito di festeggiare alle 05.00 poi sono uscito per camminare per Putignano per 20km fino alle 08.30 del mattino mi sono goduto le vie del centro storico. Ora ho recuperato le energie, io adesso sto già correndo forte, non ho male da nessuna parte e sono proprio contento, penso sia la 6 ore dove veramente ho sofferto meno, nel finale in genere mi piace fare la sgassata mi carica e mi permette di fare un buon chilometraggio, questa volta ne avevo ma non ne valeva la pena, ho superato da poco un infortunio, avevo fatto un buon chilometraggio, mi sono voluto risparmiare le energie per le prossime.”

La corsa di lunga distanza permette sempre di più sviluppare la consapevolezza di se stessi, proprie capacità, limiti, possibilità, risorse propri limiti per organizzarsi sempre al meglio e ovviare a eventuali disagi o difficoltà cercando di andare avanti nel raggiungimento di proprie mete e obiettivi sfidanti: Emma Delfine: Hai scoperto qualcosa di te correndo tanti chilometri? “Cosa che mi accade dopo tanti km è che non riesco ad assumere cibo se no a distanza di molte ore dopo.” Quali sono le tue caratteristiche? “Le mie caratteristiche uniche sono grande fisicità (mi definisco una roccia) e testa, testa, testa.” Prossimi obiettivi? “Obiettivi non ne ho, mi sento sempre pronta per correre più o meno ciò che voglio. Premetto che non sono mai andata oltre la sei ore e sinceramente non mi alletta nemmeno l’idea.”

Nella testa degli ultramaratoneti ci sono sempre gare da fare, sempre nuove sfide, sempre nuovi viaggi e tanti chilometri di gara per sperimentarsi e mettersi in gioco, per osare, per cercare di far meglio della volta precedente, per cercare di dimostrare. Stefano Velatta: Altre prossime gare sfidanti o interessanti? “La prossima gara importante per me, sarà la Pistoia Abetone, anche perché io in salita penso di cavarmela e quindi mi piacerebbe fare bene, l’ho già fatta tre volte arrivando sempre nei primi 5 e speriamo che la 4^ mi dia un ottimo risultato se non in posizione dipende anche da chi c’è, in base agli altri partecipanti, importante è anche il livello cronometrico. Sicuramente il mondiale in Croazia lo farò da master, non sarò convocato con la nazionale, non lo condivido ma lo accetto, quest’anno non ho fatto una 100km sotto le 07h15’, però penso che l'anno scorso ho dato tanto e quindi magari un selezionatore potrebbe dire va bene quest’anno ti è andata male la 100km perché hai avuto un infortunio però so che puoi valere tanto, so che in Croazia potresti fare una bella gara magari lo porto, purtroppo sono state fatte scelte solo su chi ha fatto buoni tempi quest’anno a Seregno o al Passatore, lo condivido poco però lo accetto perché se le regole sono queste io sono uno che le regole le accetta, poi dentro di me magari la penso in modo diverso, lo accetto e anzi forse mi darà uno stimolo in più per fare ancora meglio in Croazia, con questo nulla togliere con chi ha fatto meno di 07h15' però noi dobbiamo essere obiettivi Matteo, al mondiale chiunque portino non possiamo lottare per gli assoluti per il 1°, 2° o 3° posto, dobbiamo lottare per il titolo a squadra che si conquista arrivando 6 atleti nei primi 20.

Gli ultramaratoneti hanno la propensione a mettersi in gioco, a sperimentare a trovare le proprie modalità di fare sport sperimentando benessere e performance e apprendendo sempre dall’esperienza e dalla fatica amica: Emma Delfine: Usi metodi e tecniche per gestire la gara? “Ho i miei metodi a livello alimentare cerco di mangiare sano, mi idrato molto ma non rinnego affatto tutto ciò che fa male (cibo meno buono, birra, sigaretta). Oltre questo ho la mia grande strategia di corsa per quando sono stanca: corro di pancia per riposare le gambe. Funziona sempre.”

Dietro ogni atleta c’è un mondo di persone che tifano, sostengono, supportano, consigliano, mettono nelle condizioni l’atleta di esprimersi al meglio di essere sereno, ci sono anche tante persone che coccolano, che si prendono cura: Stefano Velatta: La dedichi a qualcuno la vittoria? “Questa vittoria non posso che dedicarla a Massimo Faleo in primis che mi ha invitato, quindi grazie a lui io ho potuto dare un’altra dimostrazione di forza e di quello che posso valere; a Gian Battista Genco che mi ha ospitato, l’organizzatore e ha fatto di tutto dal volo aereo, non mi ha fatto spendere un euro, per me importante, sono un operaio, non è che posso permettermi grandi cose, per me è stato fondamentale il loro supporto e quindi voglio proprio dedicarla a loro due che hanno fatto sì che io ho potuto esprimermi, allenarmi e mettere un tassello in più per il mondiale che ci sarà in Croazia. La vittoria la dedico anche al dott. Gianluca Stesina che è anche medico ufficiale della Juventus perché grazie a lui che dopo Seregno mi ha rimesso in piedi per riuscire a ricominciare a correre dopo una brutta infiammazione del tendine di Achille, nel giro di 15 giorni mi ha rimesso a posto, se non era per lui il buon Massimo Faleo e Genco mi aspettavano ancora adesso a Bari, quindi la volevo dedicare oltre a loro due anche a Stesina che mi ha promesso che mi seguirà per tutto il tempo fino ai mondiali come un’ombra, questo è per me una cosa molto importante. E infine ti ringrazio tantissimo, come dice Matteo ci dai tanto spazio, ci dai tanto lustro, professionisti come te per noi sono importantissimi, perché possiamo esternare anche delle cose che magari durante le gara logicamente non possono essere dette e quindi grazie a persone come te gli altri possono prendere degli spunti positivi e andare avanti così, grazie di tutto Matteo e a presto.”

Ringrazio Emma e Stefano per la loro gentilezza, disponibilità e volontà di esprimere le loro impressioni post gara molto utili per chi vuol approfondire il mondo degli ultramaratoneti e mi complimento ancora per la loro prestazione.

https://www.facebook.com/theheartofkenyanrunning/

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