mercoledì 13 giugno 2018

Stefano Velatta vince la 6 Ore di Strana Marathon a Sammichele di Bari (Ba)


Stefano Velatta, SM40 Atl. Paratico è il vincitore della 6 Ore di Strana Marathon a Sammichele di Bari (Ba), organizzata dall’A.S.D. “La Palestra in Fitness” in collaborazione con l’A.S.D. “Nadir on the Road”, con il patrocinio del Comune di Sammichele di Bari, della IUTA, del Comitato Provinciale Fidal di Bari.Stefano ha totalizzato km 82,402 precedendo Matteo Nocera, km 75,390 e Intini Vito km 71,714.
Per quanto riguarda la gara femminile, la vincitrice è stata Delfine Emma che ha totalizzato km 68,735 precedendo Addolorata Trisolino km 63,216 e Delfine Erica Teresa km 63,141.

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Stefano che ci parla della sua gara rispondendo ad alcune mie domande.
Nella testa dell’ultramaratoneta ci sono tanti chilometri da percorrere, c’è un traguardo, ci sono tanti avversari, c’è la famiglia e gli amici che sostengono ma ci sono anche tanti immagini piacevoli che aiutano ad andare avanti con motivazione ed entusiasmo fino alla fine con forza e volontà: Come hai trovato questa gara dal punto di vista tecnico e paesaggistico?Ciao Matteo, dal punto di vista tecnico, io l’ho trovata molto valida come gara, perché è pianeggiante con una leggera salitella a metà gara, metà percorso al’1% quasi impercettibile, quindi dal punto di vista tecnico il percorso molto bello, anche se ci sono tratti di basolato ma che non dava fastidio, dal punto di vista paesaggistico bello il centro storico, il basolato, stile case pugliesi, io sono abituato al nord con le case col tetto rosso, qui le case senza il tetto piatte bianche dal fascino incredibile, poi sai io adoro da morire la Puglia."

La cosa bella dello sport è quando c’è rispetto per i concorrenti e in questa gara è emerso la volontà di essere uniti nello sforzo e nella competizione con la consapevolezza delle proprie capacità e limiti e con la voglia di fare bene e di stare bene con gli altri: Come ti sei trovato a gareggiare accanto a Nocera e Intini?Accanto a due campioni si sta sempre bene, Matteo io sono convinto che potrà fare molto ma molto bene, l’ho consigliato di dedicarsi soprattutto secondo me alle gare più lunghe, perché lui ha un fisico possente, magro e muscoloso, io l’ho consigliato di puntare sulle gare oltre i 100km quindi la Spartathlon, la Nove Colli, la Milano San Remo, quelle gare estreme come la 100 miglia, gare superiori alle 24 ore, la 6 giorni, perché lui se si mette in gara di testa concentrato secondo me può fare molto bene su quel tipo di distanze. Intini, è stato un onore per me correre con lui perché è campione del mondo con record del mondo sulla 24 ore su tapis roulant questo ti fa rabbrividire, pensare di correre per 24 ore su tapis roulant e fare il record del mondo. E poi al di là di quello è una persona squisita, io lo adoro Intini è di una umiltà, una semplicità, ti assomiglia molto come modo di porsi, le parole mai fuori luogo che usa, è molto intelligente, veramente la IUTA con lui ha un pezzo da novanta secondo me, un selezionatore così è un valore aggiunto alla IUTA, dovrebbe addirittura entrare nella Fidal perché potrebbe dare tanto al movimento..”

Le gare di ultramaratona mettono alla prova fisico e mente ed è importante dopo lo sforzo prendersi il tempo di rallentare, di fermarsi, recuperare, coccolarsi: Come stai ora? “Ora sto benissimo ho recuperato alla grande, la notte non ho dormito, abbiamo festeggiato con Gianni Genco e Massimo Faleo che sono due persone davvero straordinarie e siamo stati fino alle 5 del mattino a tavola a casa di Gianni Genco che mi ha ospitato a casa sua, mi sono detto vuoi andare a un hotel a 5 stelle o a casa di Gianni Genco, 100 volte a casa di Gianni Genco perché è un 6 stelle per come mi hanno trattato e come mi sono trovato. Abbiamo finito di festeggiare alle 05.00 poi sono uscito per camminare per Putignano per 20km fino alle 08.30 del mattino mi sono goduto le vie del centro storico di che non ho potuto apprezzare al meglio in gara. Ora ho recuperato le energie, io adesso sto già correndo forte, non ho male da nessuna parte e sono proprio contento, penso sia la 6 ore dove veramente ho sofferto meno, nel finale in genere mi piace fare la sgassata mi carica e mi permette di fare un buon chilometraggio, questa volta ne avevo non ne valeva la pena, ho superato da poco un infortunio, avevo fatto un buon chilometraggio, mi sono voluto risparmiare le energie per le prossime.”

Nella testa degli ultramaratoneti ci sono sempre gare da fare, sempre nuove sfide, sempre nuovi viaggi e tanti chilometri di gara per sperimentarsi e mettersi in gioco, per osa, per cercare di far meglio della volta precedente, per cercare di dimostrare: Altre prossime gare sfidanti o interessanti?La prossima gara importante per me, sarà un bel test la Pistoia Abetone, anche perché io in salita penso di cavarmela e quindi mi piacerebbe fare bene, l’ho già fatta tre volte arrivando sempre nei primi 5 e speriamo che la 4^ mi dia un ottimo risultato se non in posizione dipende anche da chi c’è, in base agli altri partecipanti se ce ne sono 10 più forti di me potrei arrivare 11° se c’è solo uno più forte di me arrivo 2°, la posizione è relativa, importante è anche vedere il livello cronometrico cosa riuscirò a fare.  Molto probabilmente anzi sicuramente il mondiale in Croazia lo farò da master non sarò convocato con la nazionale, io non lo condivido ma lo accetto perché se le regole sono quelle, secondo me bisogna valutare la squadra, le persone prima di guardare solo il tempo fine a se stesso, io è vero quest’anno non ho fatto una 100km sotto le 07h15’, però penso che l'anno scorso ho dato tanto e quindi magari un selezionatore potrebbe dire va bene quest’anno ti è andata male la 100km perché hai avuto un infortunio però so che puoi valere tanto,, so che in Croazia potresti fare una bella gara magari lo porto, purtroppo sono state fatte scelte solo su chi ha fatto buoni tempi quest’anno a Seregno o al Passatore.  Questo lo condivido poco però lo accetto perché se le regole sono queste io sono uno che le regole le accetta, poi dentro di me magari la penso in modo diverso, io lo accetto e anzi guarda forse mi darà uno stimolo in più per fare ancora meglio in Croazia, con questo nulla togliere con chi ha fatto meno di 07h15' però noi dobbiamo essere obiettivi Matteo al mondiale chiunque portino non possiamo lottare per gli assoluti per il 1°, 2° o 3° posto, dobbiamo lottare per il titolo a squadra che si conquista arrivando 6 atleti nei primi 20."

Dietro ogni atleta c’è un mondo di persone che tifano, sostengono, supportano, consigliano, mettono nelle condizioni l’atleta di esprimersi al meglio di essere sereno, ci sono anche tante persone che coccolano, che si prendono cura: La dedichi a qualcuno la vittoria?Questa vittoria davvero non posso che dedicarla a Massimo Faleo in primis che mi ha invitato a fare questa 6 ore, quindi grazie a lui io ho potuto dare un’altra dimostrazione diciamo di forza e di quello che posso valere, a Gian Battista Genco che mi ha ospitato, l’organizzatore e ha fatto di tutto dal volo aereo, insomma non mi ha fatto spendere un euro per me importante, io comunque sono un operaio quindi non è che posso permettermi grandi cose, per me è stato fondamentale il loro supporto e quindi voglio proprio dedicarla a loro due che hanno fatto sì che io ho potuto esprimermi, allenarmi e mettere un tassello in più per il mondiale che ci sarà in Croazia. La vittoria la dedico anche al dott. Gianluca Stesina che è anche medico ufficiale della Juventus perché grazie a lui, soprattutto grazie a lui, dopo Seregno mi ha rimesso in piedi per riuscire a ricominciare a correre dopo una brutta infiammazione del tendine di Achille nel giro di 15 giorni mi ha rimesso a posto, se non era per lui il buon Massimo Faleo e Genco mi aspettavano ancora adesso a Bari, quindi questa la volevo dedicare oltre a loro due anche a Stesina che mi ha promesso che mi seguirà per tutto il tempo fino ai mondiali come un’ombra, questo è per me una cosa molto importante, questo ci tenevo a dirlo. E infine ti ringrazio tantissimo, come dice Matteo ci dai tanto spazio, ci dai tanto lustro, professionisti come te per noi sono importantissimi, perché possiamo esternare anche delle cose che magari durante le gara logicamente non possono essere dette e quindi grazie a persone come te gli altri possono prendere degli spunti positivi e andare avanti così, grazie di tutto Matteo e a presto."

Ringrazio Stefano per la sua gentilezza, per essere stato molto esaustivo, spero di incontrarlo presto e mi complimento ancora per la prestazione e l'umanità.

Stefano è menzionato nel libro “L’ultramaratoneta di Corato. Esperienze, sensazioni, emozioni e aspetti psicologici di un atleta di corsa delle lunghe distanze”.

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