giovedì 11 maggio 2017

La 100km del Passatore da Firenze a Faenza, gara obiettivo di tanti runner

Matteo Simone
 
La 100km del Passatore da Firenze a Faenza diventa sempre più una gara obiettivo di tanti runner e ultrarunner. Si corre ogni anno l’ultima domenica di maggio da oltre 40 anni, sempre Italiani protagonisti, decine di anni fa i protagonisti erano i fratelli Gennari che arrivavano sempre a podio, altro protagonista Vito Melito che l’ha vinta, ultimamente protagonista è il Re della 100km, Giorgio Calcaterra che l’ha vinta possiamo dire quasi tranquillamente e con il sorriso le ultime 11 edizioni consecutive, ed è anche pluricampione al mondo di 100km .
Insomma il pensiero di fare una 100km si innesta su alcuni atleti anche se gli allenatori li scoraggiano perché dispiace vederli rallentare i ritmi di corsa, dispiace vedere atleti che fanno 33’ sui 10.000 metri, 1h13’ sulla mezza e 2h40’ sulla maratona dedicarsi a gare di 100km che diventano stancanti, e i ritmi per forza di cosa devono rallentare.

Ma l’essere umano è strano cerca sfide interne con se stesso, cerca viaggi nell’immensità della fatica, vuole esplorare il mondo che lo circonda ma anche il suo mondo interno.
A volte si diventa poco razionali, poco calcolatori e più impulsivi e istintivi, mi piacerebbe, lo vorrei fare, non mi importa, mi alleno, mi iscrivo e vado. Per tanti è un ingresso nel mondo delle ultramaratone.

Di seguito alcune testimonianze di atleti che si dedicano o si vogliono dedicare alle lunghe distanze e in particolare con l’obiettivo Passatore.

Matteo Nocera è un atleta che da poco si è affacciato nel mondo delle ultramaratone e in particolare ha partecipato a tre gare di 6 ore vincendo le prime due ed ecco cosa dice rispetto al Passatore: “Mi sto preparando per il Passatore.... finalmente ci siamo quasi! Dopo il Passatore  chiuderò  la stagione l’8 giugno con la 100miglia di Policoro. Proverò  a lottare per la maglia di Campione Italiano assoluti... ci proverò. Sarò  molto regolare al Passatore non partirò  come al solito! L’ultima gara (Corato) mi ha migliorato tanto! E’ stata la mia gara più importante! Adesso posso iniziare a correre sicuramente in modo più completo. Se per assurdo avessi vinto anche questa ... di sicuro sarei rimasto indietro poi! P.S. L'equilibrio e la serenità in effetti le impari dopo le tempeste! Concentrato sul Passatore! Ti saluto con affetto a presto Matteo Simone.

Si impara sempre, si apprende dalla propria esperienza, si apprende dagli altri, importante avere sempre una direzione, un obiettivo difficile, sfidante da poter mobilitare le energie occorrenti per trasformare sogni in realtà.

Anche per Alberto Cervo il prossimo obiettivo sarà il Passatore, di seguito le sue parole in risposta alla domanda Quali sono i prossimi obiettivi, sogni da realizzare?
Il prossimo obbiettivo è chiudere la 100km del passatore, sogno di chiudere una maratona sotto le tre ore."

Anche i  quasi neofiti della corsa vogliono fare questo passo da gigante e cioè correre una 100km, di seguito le parole di Alessandro Reali che ha maturato la sua decisione di partecipare al Passatore:
Ho iniziato a correre circa 5 anni fa, dopo aver conosciuto un gruppo di persone del mio quartiere con le quali ogni mattina condividiamo qualche ora di sport e sane risate tra il nostro parco, il bar e la palestra. Da lì ho iniziato a fare gare di 10 km, per poi avventurarmi nelle mezze maratone, mi sono appassionato sempre di più e ora corro circa 4 maratone l’anno. Quest’anno proverò un’altra esperienza, la 100 km del PASSATORE insieme al mio amico Massimiliano i prossimi 27 e 28 maggio..”
L’anno scorso si è disputata la 44^ edizione del Passatore e la squadra Barletta Sportiva ha vinto il primo posto come squadra con maggior numero di partecipanti all’arrivo, felicissimo il suo presidente Enzo Cascella, di seguito le sue parole: “È sicuramente il risultato più importante del nostro 2016, proprio perché è stato ottenuto nell'ultramaratona più importante d'Italia e tra le più prestigiose al mondo. Sono fiero ed orgoglioso dei nostri atleti.”

E’ importante la partecipazione di ognuno ed è importante sentirsi parte di una squadra con obiettivi ben definiti. Le squadre con atleti che ci credono e si impegnano ottengono sicuramente buoni risultati e riescono a compiere delle imprese grandi.

Degli atleti della squadra Barletta Sportiva, ottima la prestazione di Giuseppe Mangione, di seguito le sue parole all’alba di un nuovo giorno all’arrivo del Passatore: “Qui a Faenza è l’alba di un bellissimo giorno, tantissimi atleti che ancora arrivano, sono contentissimo e sono come il vino buono, la 100km passatore 1996 chiusa in 10ore e 59min, passatore 2016 dopo 20 anni chiusa in 10ore e 30 minuti, un sincero grazie ad Antonio Termite per avermi prestato una maglia termica lungo il percorso, un sincero grazie a Samuele Fabrizio per avermi dato 2 gel per integrarmi, questo quinto posto di categoria in una gara di alto spessore Internazionale mi ripaga molto, questa gara è per 2 carissime amiche che ho sempre nel cuore Mary Moor e Lucrezia Di Benedetto, e poi ai miei tifosi la mia famiglia, e a tutta la grande Barletta sportiva, un saluto a tutti i componenti del gruppo g.a.r.a di Corato, al suo fondatore cui ringrazio per il suo interessamento, il grande Riccardo Blasi e consorte, è andata bene Rik, poi ti racconto ma un caldo micidiale, un abbraccio a tutti a presto.”

Giuseppe Mangione, un grande atleta, molto performante quando vuole, una bella prestazione sulla distanza di 100km ed a fine gara si può rilassare e sono d’obbligo i ringraziamenti e le dediche. In una gara lunghissima superiore alle 10 ore c’è bisogno di assistenza, supporto, sostegno, e dopo una impresa del genere le dediche sono d’obbligo a due atlete che sono coccolate un po’ da tutti gli atleti, soprattutto dagli atleti locali Pugliesi e dalla fortissima squadra Barletta Sportiva sempre presente nelle competizioni più dure ed importanti.

Enrico Vedilei è stato un Campione come atleta e come coordinatore della Nazionale Ultratrail e continua a divertirsi correndo, più corre e più si diverte, ecco come racconta la sua gara: “Anche il decimo Passatore è in saccoccia. Avevo dichiarato che lo avrei corso/camminato con mia moglie e Alberto Naldoni (amico e sponsor dell'Ultramaratona della pace sul Lamone) e cosi è stato. Tra una battuta e l'altra, tra una birra e l'altra, il tempo è volato senza accorgercene e come diceva l'amico e ottimo ultramaratoneta Antonio Mazzeo, anche Domenica è sorto il sole e noi da Brisighella a Faenza c'è lo siamo gustati per benino. 16 ore e 28 minuti di ‘spasso’, decimo finisher per me. Voglio solo fare i complimenti a Re Giorgio Calcaterra che ha trionfato per l'11° volta consecutivamente e alla croata Nikolina Šustić che oltre ad aver vinto la gara femminile (bissando il successo del 2015), per la prima volta ha portato una donna sul terzo gradino del podio in assoluto.”
Anche tra i sogni di Maddalena vi era il Passatore, ecco come rispose alla domanda sui prossimi obiettivi e sui sogni da realizzare: “Per ora il Passatore. Io sono sempre alla ricerca di stimoli non mi fermo mai, gli stimoli danno forza alla mia vita! Mio marito dice che sono duracell mentre i miei amici mi chiamano wonder woman spero di esserlo ancora per molti anni anche perchè ho scoperto questo sport tardi per cui ora voglio viverlo appieno.” 
Il sogno del Passatore ora è realtà per Maddalena, ha raggiunto il suo obiettivo, è felicissima e lo esprime con le seguenti parole al termine della gara: “Eccomi qui felice e contenta finalmente ce l'ho fatta un sogno avverato che mai più prima di 3 anni fa pensavo. Testa e cuore c'erano, ci son sempre stati alla grande...la preparazione anche, ho cercato di fare quel che potevo ma come ben sappiamo 100km sono un'infinità, poi di quel calibro, in più il caldo straziante ha massacrato tantissimi, io sono partita piano come mi ero ripromessa dovevo stare su alla colla in 6h30' non prima, così è stato (anche perchè non avendo mai fatto più di 60km non potevo sapere la reazione del mio corpo). Correre di notte al buio non è semplice... Ma la mia testa non ha mai mollato era lì che pensava a quel traguardo...l'ho corsa da sola volevo farla sola così è stato anche se per strada ho conosciuto e conoscevo tanta tanta gente...grinta a tutti e per tutti anche perchè 100km dovevano passare. La mia salvezza è stata l'acqua ogni 3/4 km e il non aver avuto nessun problema muscolare unica paura che mi disturbava mentalmente. Per questo ci tengo a ringraziare un grande Allenatore e soprattutto una grande persona "Sergio Benzio" ha fatto sì che i miei problemi muscolari non mi potessero dare problemi! Grazie ancora di tutto Sergio Benzio! 
 
Maddalena si è idratata bene, ha bevuto tanto, ha corso lentamente senza fretta, un passo alla volta, la prima volta la cosa giusta è essere cauti, e poi sono doverosi i ringraziamenti a coloro che hanno contribuito alla riuscita di questa impresa.

Per alcuni resta ancora un sogno il passatore come lo è per Patrizio Di Antonio, ecco cosa dice a proposito: “Per me correre è una delle cose più belle che si può fare nella vita. Prima per me era solo un sogno (fino a 39 anni). Sogno un giorno di fare la 100 km del passatore.”

La prima 100km è importante e bisogna esserci con corpo, cuore e testa, di seguito Pasquale Artuso racconta  la sua prima esperienza: Erano almeno due anni che coltivavo l’idea di partecipare a questo evento, chiamarla gara sarebbe troppo riduttivo, ma per affrontare questo tipo di sfide bisogna essere pronti e preparati soprattutto con la testa oltre che con le gambe.
La partenza è molto lenta, siamo indietro nel gruppo, all’inizio si cammina ma non siamo nervosi, fa molto caldo, il sole picchiai. A 2km dalla fine si entra nel paese, spengo la frontale e la metto in tasca, ormai è fatta, 98km e corro ancora, sono appena passate le 4:00 del mattino, è ancora buio, ho vinto la scommessa col sole, arriverò prima io del suo sorgere. L’ultimo km è qualcosa che non si può descrivere, un misto di gioia, soddisfazione e sofferenza. Alzo le braccia al cielo, ce l’ho fatta, contro il ginocchio, contro il piede, sono fiero di me mentre una ragazza mi mette la medaglia al collo e mi dice “bravo”! Dedico questo traguardo a mia moglie che mi ha sempre sostenuto, ai miei figli ai quali spero di aver insegnato che “volere è potere”, ai numerosi amici che mi hanno sempre incoraggiato e a me, bravo ad averci creduto fin dall’inizio.

Durante la gara del Passatore, dove i partecipanti sono migliaia, si fanno incontri straordinari, di seguito Marco Stravato racconta una sua esperienza: “All’ultimo passatore prima incontrai la vincitrice di una 100 km del Sahara, stava attraversando una crisi pazzesca, l’ho incoraggiata a non mollare, a camminare che la crisi prima o poi passa, ed è passata, poi ho incontrato un ultra che aveva corso la settimana prima la nove colli e correva per defaticamento la 100 km del Passatore, invece intorno all’80° km sorpasso un podista, vedo che si mette in coda, gli dico vai avanti e lui mi risponde non ti preoccupare vai avanti tu che hai la luce, percepisco dall’accento che è un ciociaro, gli chiedo ma di dove sei? e lui mi risponde, di Cassino ed io, allora sei Antonio Di Manno e lui con stupore mi risponde di si, e tu sei Marco Stravato allora? Ci eravamo sempre scambiato delle battute su FB, ma non ci eravamo mai conosciuti di persona, così abbiamo condiviso molti km di quel Passatore, poi negli ultimi 5 km lui stava meglio ed ha accelerato.”

Per Valentina Spano, come tante altre gare, il Passatore è come un viaggio, un viaggio anche dentro se stessi ecco cosa risponde alla domanda: Che significa per te partecipare ad una gara estrema? "E’ un'avventura, un gioco. Spesso vedo posti bellissimi (come nei trail) oppure vado in città che altrimenti non avrei visitato, spesso, come nel caso del Passatore, la gara diventa un viaggio. Sempre, la gara è un viaggio dentro se stessi.”

Questo è il sorprendente, bizzarro, straordinario mondo degli ultrarunner, incontri, saluti, abbracci, condivisione dell’esperienza. Per approfondimenti è possibile consultare il mio libro dal titolo "Ultramaratoneti e gare estreme", Prospettiva editrice.

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Matteo SIMONE
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