venerdì 24 agosto 2018

Educazione alla fiducia in sé e alla resilienza attraverso famiglia, scuola e sport


Lo sport non è solo attività fisica e fatica ma anche un’opportunità per conoscersi meglio, per comprendere come ci si relaziona con gli altri, come si apprende dalla scuola dello sport fatta di regole, di insegnamenti e apprendimenti, di gioco e agonismo, di sconfitte e vittorie, di allenamenti e gare, di incontri, confronti e scontri, di aggregazione sociale, di squadre che portano avanti ideali e decidono obiettivi e mete per le quali impegnarsi e far bene insieme con l’apporto di tutti.


E’ sempre più chiaro che per stare bene e sperimentare benessere occorre sviluppare autoconsapevolezza, cioè la propria personale consapevolezza di come ci si sente, come si sta, cosa si vuole, dove si vuole andare, e anche consapevolezza delle proprie possibilità, capacità, risorse e anche dei propri limiti.
Di fondamentale importanza risulta essere la fiducia in sé che si costruisce fin da piccoli nelle mura domestiche o comunque nella propria famiglia di appartenenza con la presenza dei familiari ad iniziare dai genitori, nonni, zii, fratelli, cugini e altre persone di riferimento della propria famiglia più o meno allargata.
E’ sempre più importante affrontare, superare, gestire i cambiamenti che, a volte, risultano stabilizzanti. Questa attitudine e capacità, che possiamo chiamare anche resilienza, si sviluppa dalla più tenera età. Da quando impariamo a camminare ci capita di cadere e rialzarci sempre, sperimentando fallimenti e riuscita. Dopo tanti tentativi riusciamo a restare in piedi inizialmente e poi a correre o fare sport, sperimentando sempre più fiducia in noi stessi.
E’ importante che lo sviluppo della consapevolezza, della fiducia in sé e della resilienza sia affiancato da figure di educatori, i cosiddetti care giver, che si prendono cura dei bambini e dei ragazzi fino a che non diventino autonomi. In genere il bambino inizia ad acquisire la propria autonomia dopo aver attraversato il periodo fisiologico dell’adolescenza, durante il quale, a volte, si diventa ribelli per staccarsi dai genitori e dal proprio nucleo familiare, per poi ritornare più maturi, consapevoli e responsabili.
I contesti fondamentali per l’educazione alla fiducia in se stessi e alla resilienza sono essenzialmente rappresentati dalla famiglia, dalla scuola e dallo sport.
Inizialmente la famiglia, poi la scuola e lo sport, diventano punti di riferimento per i ragazzi che, in ambienti sicuri e protetti, possono sperimentare la presenza dell’adulto, che si trova lì in quel momento per trasmettere conoscenze, sempre pronto ad intervenire all'occorrenza.
I genitori e gli educatori dovrebbero trovare un sano equilibrio tra presenza e assenza, tra preoccupazione e apprensione, tra il focalizzarsi troppo sui ragazzi e non su se stessi, tra il focalizzarsi solo sul negativo e per niente sul positivo.
Lo sport fa sperimentare benessere, fa incrementare consapevolezza delle proprie possibilità, capacità, limiti, fiducia in sé e anche performance, e soprattutto sviluppa resilienza che permette di attraversare periodi anche molto difficili trovando sempre strade per uscire da gallerie e tunnel più forti e motivati di prima.
E’ importante porre tanta attenzione nelle cose che si fanno e sviluppare consapevolezza di sé e fiducia in se stessi. E’ necessario attingere alle risorse interne per perseguire le mete desiderate e cavalcare l’onda del cambiamento per seguire la direzione che porta a trasformare sogni in realtà e raggiungere obiettivi sfidanti ma non impossibili.

Nel libro “Il segreto della resistenza psichica. Che cosa ci rende forti contro le piccole e grandi crisi della vita”, Christina Berndt descrive come le persone si affidano a se stesse nel poter uscire da situazioni difficili contando sulle proprie risorse e sulla propria autoefficacia, di seguito le sue parole: “Le persone resilienti non sanno necessariamente come superare una certa situazione, ma dispongono di una molteplicità di modi di comportamento cognitivi, emotivi e sociali, per potersi adattare e rimanere funzionali; hanno visto che sono sempre usciti in qualche modo dalle difficoltà.”

Molti atleti che si dedicano a sport di endurance, dove il loro fisico e la loro mente è sottoposta a stress enormi per durata dello sforzo fisico e mentale si trovano in situazioni difficili o crisi e devono trovare un modo per andare avanti, per superare l’ostacolo lungo il loro lungo percorso e man mano che superano gli ostacoli diventano sempre più forti e resilienti nello sport ma anche nella vita quotidiana con la consapevolezza che tutto diventa possibile, gestibile e superabile.

Psicologo, Psicoterapeuta
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