Dott. Matteo Simone
Scuola e sport vanno a braccetto,
entrambi i contesti sono educativiper i ragazzi.
I genitori e
le famiglie possono affidarsi alle scuole e alle squadre sportive per
l’educazione dei propri figli.
La scuola dà, più che altro, strumenti
teorici di apprendimento e gli insegnanti diventano gli adulti di rifermento
che trasmettono nozioni e insegnamenti inerenti diverse materie per preparare i
ragazzi al mondo, per preparare i ragazzi a relazionarsi con coetanei e adulti,
per preparare i ragazzi a entrare nel mondo del lavoro e per prepararli a
costruire nuove famiglie.
Lo sport contribuisce a trasmettere regole e valori e la cosa più importante è l’esperienza pratica che si può fare attraverso lo sport.
Lo sport contribuisce a trasmettere regole e valori e la cosa più importante è l’esperienza pratica che si può fare attraverso lo sport.
La scuola si occupano dei ragazzi provvedendo alla loro maturità teorica e cognitiva; lo sport provvede a trasmettere l’arte del movimento, del cavarsela, dell’irrobustire il fisico e la mente.
Attraverso lo sport i ragazzi hanno la
possibilità e l’opportunità di scoprire se stessi, di conoscere meglio sia il
proprio corpo che le proprie capacità, e gradualmente imparano a fare cose, a
mettersi in gioco, a sfidare se stessi e altri amici, a sviluppare
consapevolezza delle proprie capacità e dei propri limiti.
Con l’aiuto degli
allenatori ed eventualmente dello psicologo dello sport, i ragazzi possono sviluppare sempre
più fiducia in sé, la cosiddetta autoefficacia, possono sempre più essere
sicuri di se stessi, credere di più in se stessi o nella loro squadra.
Lo sport aiuta a rialzarsi sempre, a trovare obiettivi e mete da
raggiungere, a gestire momenti critici di ansia, sconfitte, infortuni; impara a
essere leali; impara a tirar fuori la vera motivazione nel fare qualcosa; a
mettere insieme cuore, corpo e mente; insomma lo sport diventa una marcia in
più.
Concludendo, una scuola che prevede
attività di insegnamento teorico e attività pratiche come lo sport diventa un
contenitore dove i ragazzi crescono fidandosi e affidandosi a insegnanti,
educatori, allenatori, psicologi. Si forma così una squadra vincente che
prepara alle relazioni di questo mondo, fatto non solo di chat e social ma
anche di incontri, scontri e confronti veri, face to face, corpo a corpo, e
aiuta i ragazzi a diventare persone adulte, autentiche, oneste, leali, ciascuna
col proprio carattere e personalità ma tutti in grado di essere autorevoli e,
allo stesso tempo, collaborativi ed empatici.
Questo è quello che mi sento di dire,
sulle basi della mia formazione sia teorica, acquisita grazie a Università,
Master, Specializzazioni sia e, soprattutto, pratica, acquisita attraverso lo
sport, praticato da solo e in compagnia, in modo individuale o in gruppo, in
particolare attraverso lo sport di endurance, dove si raggiungono gli obiettivi
prefissati con pianificazione e fiducia in sé, curando l’aspetto mentale,
fisico e nutrizionale. Scrivo articoli e libri dove tratto non solo di teorie,
studi e ricerche ma racconto anche di persone vere e di esperienze vissute da
atleti che hanno incontrato lo sport a scuola e si sono formati attraverso lo
sport.
Come è nato il progetto The Heart of Kenyan Running?
Il progetto è nato da un’idea condivisa
e sviluppata da Chiara Raso, amministratore delegato dell’azienda T.T.S.srl
(Territorio Turismo Sport) di Aosta e di Timothy Limo, atleta keniota élite
specializzato sulla distanza degli 800m pista e allenatore della Lornah
Kiplagat Sports Academy a Iten.
Chiara, ex atleta della squadra nazionale
italiana di sci alpinismo e ex atleta del Centro Sportivo Esercito, ha
sviluppato una grande conoscenza del Kenya, della sua cultura e tradizioni
essendo stata compagna di vita di Thomas James Lokomwa, atleta di livello
internazionale con un personale di 60’33” sulla distanza della mezza maratona,
corsa sub 61’ per ben 4 volte nella sua breve carriera, purtroppo stroncata da
un incidente d’auto mortale nel settembre 2016.
A
chi è rivolta l’iniziativa?
L’iniziativa è rivolta a runners di
tutti i livelli, principianti, amatori e professionisti. Ognuno avrà la
possibilità di allenarsi rispettando i propri ritmi e i propri eventuali
programmi di allenamento. Ciascun ospite sarà sempre guidato e accompagnato nel
corso delle proprie uscite di allenamento da pacers kenyani, che guideranno ogni giorno i nostri gruppi sui
infiniti percorsi di terra battuta nei dintorni della località di Iten.
I running camp in Kenya con partenza
esclusiva dall’Italia sono organizzati dall’azienda di Aosta T.T.S.srl
(Territorio Turismo Sport), in collaborazione con l’Agenzia GATTINONI (ex
VALAIR) VIAGGI di Aosta, che cura per noi gli operativi voli, e con l’HATC
(High Altitude Training Centre) di Iten (Kenya), fondato dalla campionessa
Lornah Kiplagat, bellissima struttura che ospiterà tutti i nostri stage di
allenamento.
Dott. Matteo Simone





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